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martedì 11 ottobre 2011

PREZZI: FRANCAMENTE INCOMPRENSIBILE LA PRESA DI POSIZIONE DI MISTER PREZZI. LE RICADUTE PIU' GRAVI PER L'AUMENTO DELL'IVA SI AVRANNO SULLA COMPONENTE DEL TRASPORTO. E SI ABBATTERANNO SUI COSTI DI TUTTI I BENI, ANCHE QUELLI ALIMENTARI CON IVA AL 4%.

Francamente incomprensibile la presa di posizione di Mister Prezzi che ha dichiarato praticamente inesistenti le ricadute dell’aumento dell’IVA sui beni di mercato. Vorremmo chiarire che la vera rilevazione non deve essere effettuata verificando la corretta applicazione della percentuale dal 20 al 21%, bensì deve comparare il prezzo antecedente ed il prezzo applicato dopo l’aumento dell’IVA.
Infatti, gli aumenti dei prezzi che il nostro Osservatorio sta registrando non sono dovuti solo a cause diretta (ovvero il passaggio dell’IVA al 21%), bensì anche all’aumento dei costi derivanti da una componente importante del prezzo finale che è quella relativa al trasporto, aumentata per via dei rincari dei carburanti. Questo vale, ovviamente, non solo per i prodotti sui quali è applicata l’IVA al 21%, ma anche per qui prodotti su cui è applicata l’IVA al 4 o al 10%. Si ha una convergenza, quindi, tra costi diretti ed indiretti, aggravata per di più da volontà speculative ed arrotondamenti all’eccesso messi in atto da una parte, pur se limitata, dell’intermediazione, che hanno fatto sì che si stia registrando un aumento generalizzato che oggi ha già cominciato ad influire sul dato dell’inflazione portandolo al 3,1%, ed è destinato ad influire in misura ancora maggiore nei prossimi mesi. “Continuiamo quindi a sostenere che, in un momento di forte depressione del mercato come questo, una manovra simile non può altro che definirsi demenziale.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. Non dimentichiamo, infatti, che l’aumento dell’IVA si traduce in un’ulteriore perdita per le famiglie ISTAT (2,5 componenti) di ben 255 euro annui.
Per una famiglia di tre componenti di 306 euro annui.
Per una famiglia di quattro persone di 408 euro annui.

martedì 10 maggio 2011

BENZINA: ANCORA TROPPO ALTI I PREZZI DEI CARBURANTI. BASTA CON LE OPERAZIONI "GENIALI" DEL GOVERNO, E' ORA DI INTERVENIRE SERIAMENTE.

Continuano ad attestarsi su livelli del tutto inspiegabili i prezzi dei carburanti.
I “ribassi”, se così si possono definire, applicati nei giorni scorsi sul prezzo dei carburanti, infatti, sono ancora del tutto insufficienti. Il costo del petrolio è diminuito, rispetto a fine aprile, del 13%, mentre la diminuzione del prezzo della benzina, laddove è avvenuta, è stata praticamente impercettibile. L’ennesima prova del meccanismo della doppia velocità nel quale ormai i petrolieri son diventati maestri. Una situazione inaudita e inaccettabile, che continua a pesare in maniera intollerabile sulle tasche degli automobilisti: rispetto allo scorso anno, per i carburanti i cittadini hanno subito un aumento di 240 Euro in più annui per i soli costi diretti, a cui si aggiungono ricadute di 170 Euro per i costi indiretti, dovute al fatto che buona parte dei beni è trasportata su gomma. Per un totale di ben + 410 Euro. Tutto questo a causa dei vergognosi sovrapprezzi applicati sui prezzi dei carburanti che, secondo gli studi dell’O.N.F. che tengono conto del cambio Euro-Dollaro, attualmente per il costo industriale della benzina ammontano a ben 12 centesimi al litro. Apparentemente pochi centesimi che però, vista l’enorme quantità di erogato, generano immensi guadagni spartiti tra la filiera petrolifera e l’Erario, per via dell’aumento della tassazione. Rispettivamente, infatti, la filiera petrolifera guadagnerà 1 miliardo e 872 milioni di Euro annui in più, mentre l’Erario percepirà 468 milioni di Euro annui in più. Questo solo per quanto riguarda il sovrapprezzi della benzina. In una situazione drammatica come questa, invece di intervenire sulla liberalizzazione del settore e disporre tutte le misure necessarie a calmierare i prezzi dei carburanti, il Governo è stato capace solo di peggiorare ulteriormente la situazione con la “geniale” trovata di aumentare l’accisa sui carburanti. Ribadiamo, quindi, quali sono i provvedimenti veramente necessari a migliorare la situazione, vale a dire le misure che sosteniamo e rivendichiamo da sempre:
-       la Commissione ISTITUZIONALE sulla doppia velocità
-       il blocco settimanale degli aumenti,
-       la razionalizzazione e completa liberalizzazione della rete anche attraverso l’apertura della vendita presso il canale della grande distribuzione.
Sarebbe necessario inoltre, come minimo, ridurre la tassazione sui carburanti anziché, come è stato fatto in maniera irresponsabile, aumentarle ulteriormente.

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