Visualizzazione post con etichetta benzina. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta benzina. Mostra tutti i post

martedì 3 aprile 2012

UN PIENO COSTA 10 EURO IN PIU’ RISPETTO ALL’INIZIO DELL’ANNO.

Con i nuovi record della benzina, un pieno è arrivato a costare 10 Euro in più rispetto all’inizio dell’anno. Decisamente più impressionante appare il confronto rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: un pieno oggi costa 22 Euro in più rispetto a marzo 2011. In termini annui, l’aggravio rispetto a marzo 2011 è pari a 528 Euro, solo per costi diretti. A cui si aggiungono 423 Euro annui per i costi indiretti determinati sui prezzi dei beni e servizi a causa del caro carburanti.
“Una situazione insostenibile per le famiglie, già costrette a fare i conti con un incredibile aumento dei prezzi e della tassazione.” – dichiara il Presidente della Federconsumatori.
Per questo è urgente arginare questa crescita con misure urgenti ed improrogabili:
-      Prima di tutto è necessario realizzare l’accisa mobile: cioè quel meccanismo automatico che prevede una diminuzione dell’accisa quando aumenta l’IVA sul prezzo industriale della benzina a causa del petrolio). Strumento essenziale, in grado di riequilibrare la tassazione.
-      Avviare maggiori controlli e verifiche sui meccanismi speculativi.
-      Annullare l’impensabile aumento ulteriore dell’IVA da settembre.
     -      Agire con determinazione in direzione della modernizzazione e della completa liberalizzazione del settore.

giovedì 29 marzo 2012

Come risparmiare carburante e non ritrovarci al verde a causa del caro benzina

Questa utile guida edita da Sonia Scommegna e pubblicata da Yes.life, la riportiamo e a tutti i lettori della consumatori in quanto riteniamo che seppur sia solo un palliativo, per ciò che riguarda il lievitare delle tariffe sui carburanti contiene comunque consigli utilissimi per far si che le nostre visite dai rifornitori siano un pò meno frequenti.

1. Per risparmiare benzina conta lo stile!

Più la guida sarà omogenea e meno frequenti saranno le vostre visite dal benzinaio: non procedete con accelerate e frenate brusche in successione. Mantenete la distanza di sicurezza eviterete di frenare e accelerare in risposta alle variazioni di velocità della auto davanti inoltre se sappiamo che stiamo percorrendo una strada con incroci o rotonde successive è inutile accelerare per poi frenare al semaforo successivo. Tirare le marce per avere massima accelerazione vi potrebbe costare caro in termini di rifornimento. Al momento opportuno scegliete sempre di passare alla marcia superiore. Tra la quarta e la quinta marcia il consumo cala del 20% circa, una delle abitudini di guida più efficaci  è proprio quella di mantenere bassi i giri del motore per risparmiare sul consumo di carburante. Ricordatevi, le partenze migliori sono il risultato di un gioco frizione-acceleratore graduale. Far andare troppo “su di giri” il motore in partenza è come buttare i propri soldi dalla finestra.

 

2. Start-Stop fai da te per non sprecare carburante

Se si è in fila nel traffico, ai semafori, ai passaggi a livello oppure quando si prevede di stare fermi per più di un minuto o due, è conveniente spegnere direttamente il motore. I motori moderni non hanno bisogno di "riscaldarsi" e possono partire tranquillamente subito dopo l'accensione. Si risparmia benzina fino al 30% in città!

 

3. Contro il caro benzina spendiamo sulla manutenzione!

Una buona manutenzione dell’automobile è il segreto per contenere i consumi di carburante. Una vettura sempre "a punto" è anche una vettura che consuma e inquina meno. Tenete d’occhio il livello e la qualità dell’olio, la convergenza delle ruote, il filtro dell’aria, le candele e le pastiglie dei freni: almeno una volta l’anno un check up completo.

 

 

4. La giusta pressione per gli pneumatici ci salverà dal caro benzina

La pressione degli pneumatici incide sui consumi e aumenta l’usura della gomma. Le ruote sgonfie hanno un maggiore attrito con l’asfalto agendo come elemento frenante al moto della vettura. E’ buona norma far controllare la pressione degli pneumatici almeno ogni due settimane. Se non abbiamo idea di quale sia la giusta pressione delle gomme per la nostra auto sul libretto è indicato il valore giusto, darci un’occhiata non costa niente.

 

5. Per risparmiare benzina? clima sì, ma con moderazione!

Usatelo con moderazione e soltanto quando è necessario. L'uso del climatizzatore può incidere in maniera marcata sui consumi (fino a oltre il 20%) e va quindi usato con parsimonia, evitando di accenderlo al primo caldo o freddo ed evitando temperature siberiane in estate e caraibiche in inverno! In città, ma solo in città, spegnetelo ed aprite il finestrino.

 

6. Portapacchi – solo quando servono

Portapacchi, portasci e porta-biciclette vari vanno montati e usati solo quando è davvero necessario, altrimenti serveno solo a rovinare l'aerodinamica della vostra auto, con conseguente minore efficienza dal punto di vista dei consumi.

 

7. Usate il Self-Service: e la benzina costerà meno

Usate il self service: quasi tutti i distributori ormai praticano un prezzo di qualche centesimo più basso rispetto al servito. In questo modo riuscirete a risparmiare qualche euro ad ogni pieno!

 

8.  Risparmio di carburante? Ibridatevi!

L'uso di veicoli ibridi di vario genere, che prevedano un motore elettrico oltre a quello a combustione interna, è una scelta oculata nell'ottica del risparmio di carburante. «Il motore elettrico si comporta sia come motore vero e proprio, lavorando in parallelo con il motore a combustione termico, sia come generatore di corrente» spiega Onorati. «In tal caso è in grado di effettuare la cosiddetta frenata rigenerativa, rallentando il veicolo e convertendo la sua energia cinetica in elettricità, che può poi essere riutilizzata a bordo. Il motore elettrico si comporta cioè come generatore, in un modo analogo a quello che avviene con la dinamo delle biciclette. Questo sistema consente una riduzione di consumi che va dal 5 all'8%».

 

9. Car pooling e car sharing contro il caro benzina

Entrambe le modalità di trasporto si basano sul presupposto che la condivisione di un’auto è uno degli strumenti più utili per ridurre il traffico e migliorare la qualità dell’aria in città ed avere un notevole risparmio sul pieno carburante individuale.
Quanti sono coloro che, vuoi per motivi di lavoro, di studio o altro, si spostano in continuazione soli in auto, spesso anche più di una volta nella settimana? Il pieno verrebbe diviso fra tutti i passeggiari. Se il car pooling significa condividere  il tragitto casa-lavoro e viceversa con amici, conoscenti o altre persone che il servizio ti fa incontrare, il car sharing permette di noleggiare un’auto godendo di particolari vantaggi, specialmente per girare in centro.

 

10. Parcheggiatela e risparmierete benzina!

Sembrerà scontato, ma il risparmio maggiore si ha rinunciando alle quattro ruote a favore di una camminata, di un giro in bici o scegliendo i mezzi pubblici. Ciò che fa meglio all'ambiente, in altre parole, gratifica anche il nostro portafogli.

FONTE

Inoltre a questo link potete trovare l'elenco delle pompe bianche in Campania. 

martedì 13 marzo 2012

BENZINA: RISPETTO ALL’INIZIO DELL’ANNO +18 EURO AL MESE PER I PIENI DI BENZINA. URGENTE INTERVENIRE SULLA TASSAZIONE.

Con la nuova settimana giungono anche i nuovi record dei carburanti. La benzina si attesta a 1,87-1,88 Euro al litro, ma in alcune aree i picchi hanno raggiunto anche 1,96 Euro al litro, secondo quanto emerge dalle segnalazioni dei cittadini. Il gasolio, invece, ha raggiunto ben 1,78 Euro al litro. Con questi nuovi aumenti, rispetto all’inizio dell’anno, i pieni di benzina (2 pieni/mese) costano agli automobilisti ben 18 Euro in più al mese. Ma quel che è peggio è che le ricadute per gli aumenti dei carburanti, rispetto allo scorso anno sono pari addirittura a 40 giorni di spesa alimentare di una famiglia media. Cifre e rincari insostenibili, che si faranno davvero allarmanti se, come si prospetta in colpevole mancanza di interventi urgenti, il prezzo della benzina arriverà a 2 Euro al litro. In questo caso, gli aggravi rispetto allo scorso anno saranno pari a 49 giorni e mezzo di spesa alimentare di una famiglia. Gravissime saranno anche le ricadute sui prezzi di tutti i beni di largo consumo. Per evitare che questa drammatica prospettiva si confermi è urgente e necessario intervenire, prima di tutto  sulla tassazione: applicando finalmente l’accisa mobile, un meccanismo automatico che prevede una diminuzione dell’accisa quando il costo del petrolio aumenta; ed impedendo categoricamente che l’IVA aumenti ulteriormente da settembre. Inoltre è indispensabile agire con determinazione e con misure realmente efficaci per liberalizzare l’intero settore.

giovedì 8 marzo 2012

BENZINA: INTERVENIRE IMMEDIATAMENTE SULLA TASSAZIONE PER IMPEDIRE CHE LA BENZINA ARRIVI AL RECORD DI 2 EURO AL LITRO.

I prezzi della benzina segnano oggi un nuovo record, attestandosi addirittura a quota 1,87-1,88 Euro al litro secondo quanto ci viene segnalato. In alcune aree i picchi hanno raggiunto anche 1,93 Euro al litro. Una situazione insostenibile: rispetto a gennaio 2012 ogni automobilista paga, per i propri rifornimenti (2 pieni/mese), 16 Euro in più al mese. Rispetto allo scorso anno, le ricadute sono pari a ben 40 giorni di spesa alimentare di una famiglia media. Addirittura, se come purtroppo si prospetta il prezzo della benzina, in colpevole assenza di interventi, arriverà a 2 Euro al litro, le ricadute si aggraveranno ulteriormente, in maniera drammatica. Non solo si avranno aumenti rispetto allo scorso anno pari a 49 giorni e mezzo di spesa alimentare di una famiglia. Le ricadute saranno gravissime anche  su tutti prezzi dei beni di largo consumo, che sono trasportati in larga parte su gomma. “Se i prezzi sono arrivati a questi livelli, infatti, la causa, oltre che l’aumento della tassazione, è la mancata liberalizzazione del settore.” - dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. Siamo fortemente preoccupati, inoltre, dalle gravi tensioni del petrolio sui mercati internazionali, che rischiano di trascinare i prezzi ancora al rialzo. 
Per questo è necessario intervenire urgentemente:
- applicando l’accisa mobile, un meccanismo automatico che prevede una diminuzione dell’accisa quando il costo del petrolio aumenta;  
- impedendo che l’IVA cresca ulteriormente da settembre.

martedì 6 marzo 2012

BENZINA: SE RAGGIUNGERA' QUOTA 2 EURO A LITRO LE RICADUTE SARANNO PARI AD OLTRE UN MESE E MEZZO DI SPESA ALIMENTARE DI UNA FAMIGLIA.

Prosegue la corsa dei prezzi dei carburanti, responsabili anche dell’impennata dell’inflazione registrata appena ieri dall’Istat. Oggi la media si aggira attorno a quota 1,82 al litro, ma in alcune zone il prezzo della benzina ha raggiunto oggi quota 1,91 – 1,92 Euro al litro. Ci stiamo pericolosamente avvicinando alla soglia dei 2,00 Euro al litro per la benzina e di 1,80 per il gasolio. Raggiunti tali prezzi, solo per costi diretti, gli aggravi rispetto allo scorso anno sarebbero gravissimi, pari ad oltre +648 Euro annui per la benzina e +540 Euro annui per il gasolio. Per non parlare delle ricadute indirette, che influiranno sull’aumento dei prezzi dei beni di largo consumo. Cifre improponibili ed insostenibili per i cittadini, pari ad oltre un mese e mezzo di spesa alimentare di una famiglia media. Per questo, oltre ad intervenire in maniera più determinata e coraggiosa sul fronte delle liberalizzazioni, con misure decisamente più incisive rispetto a quelle adottate finora, è necessario ed indispensabile intervenire sulla tassazione. Prima di tutto è indispensabile applicare l’accisa mobile, un meccanismo automatico che prevede una diminuzione dell’accisa quando il costo del petrolio aumenta. Strumento in grado di riequilibrare la tassazione, estremamente importante e necessario soprattutto alla luce delle gravi tensioni a livello internazionale che incidono sull’aumento del petrolio. Inoltre è necessario evitare con ogni mezzo di far scattare l’ulteriore aumento dell’IVA da settembre 2012, che avrebbe effetti micidiali sui carburanti, sui prezzi dei beni e sul potere di acquisto delle famiglie.

BENZINA: DALLO SCORSO ANNO AUMENTI PARI A 40 GIORNI DI SPESA ALIMENTARE. PER CALMIERARE I PREZZI SI AGISCA URGENTEMENTE SULLA TASSAZIONE.

Non è più possibile andare avanti in questo modo. Ormai i rincari interrotti dei carburanti sono all’ordine del giorno. La benzina è schizzata oggi a oltre 1,82 Euro al litro, ma la triste realtà è che, in molte aree del Paese, tale soglia è stata oltrepassata da tempo. In molte zone, infatti, la benzina è venduta ad oltre 1,92 - 1,93 Euro al litro. Le ricadute sono estremamente pesanti: dall’inizio dell’anno ogni automobilista, per i pieni della propria automobile (nell’esempio considerato 2 pieni/mese), paga 14 Euro in più al mese. Rispetto allo scorso anno, gli aumenti registrati sono pari ad addirittura 40 giorni di spesa alimentare di una famiglia media. Cifre improponibili ed insostenibili, non solo per gli automobilisti, ma per tutte le famiglie. Non ci stancheremo di ripetere, infatti, che i carburanti incidono in maniera pesantissima sulla determinazione dei beni, trasportati in larghissima parte su gomma. Il preoccupante andamento del tasso di inflazione ne è la testimonianza. A determinare i rincari dei carburanti non sono solo le gravi tensioni sul mercato internazionale, che stanno facendo crescere il costo del petrolio, ma anche l’incremento fortissimo della tassazione nel corso dell’ultimo anno. Per questo siamo convinti che, per calmierare i prezzi, è necessario partire proprio da interventi determinati sul fronte della tassazione.
  1. Prima di tutto dando finalmente applicazione all’accisa mobile, un meccanismo automatico che prevede una diminuzione dell’accisa quando il costo del petrolio aumenta.  
  2. Inoltre è necessario evitare con ogni mezzo di far scattare l’ulteriore aumento dell’IVA da settembre 2012. Un ulteriore incremento del tutto impensabile, che avrebbe ulteriori micidiali sui carburanti, e sui prezzi in generale.

martedì 28 febbraio 2012

BENZINA: NEGLI ULTIMI DUE MESI +5,50 EURO PER UN PIENO. URGENTE INTERVENIRE SULLA TASSAZIONE, APPLICANDO L'ACCISA MOBILE.

Nel corso dell’ultimo anno, come abbiamo ripetutamente denunciato, i costi dei carburanti sono cresciuti in maniera incredibile. Il rincaro è stato pari all’equivalente della spesa alimentare di un mese per una famiglia media. Ma il bilancio degli aumenti risulta impressionante anche guardando semplicemente agli ultimi due mesi. Il costo della benzina, passando da 1,71 di gennaio a 1,82 della media giornaliera, ha determinato un aumento di 5,50 Euro per ogni singolo pieno, pari a 132 Euro in termini annui. In alcune zone, però, la benzina è venduta a ben oltre tale soglia. In molte regioni, anche a causa dell’aumento delle accise regionali, il prezzo si attesta a 1,90 Euro al litro, comportando aggravi in questo caso di ben 9,50 Euro al litro e 228 Euro in termini annui. Ricadute sempre più pesanti, che incidono fortemente non solo sui costi dei rifornimenti di carburante, ma anche sulla spesa in generale, per l’aumento dei costi di trasporto e di produzione. Per questo chiediamo di intervenire urgentemente sulla tassazione,  cresciuta in maniera incredibile nel corso dell’ultimo anno:
- applicando l’accisa mobile, un meccanismo automatico che prevede una diminuzione dell’accisa quando il costo del petrolio aumenta. Strumento in grado di riequilibrare la tassazione, estremamente importante e necessario soprattutto alla luce delle gravi tensioni a livello internazionale che incidono sull’aumento del petrolio;
- non facendo scattare l’ulteriore aumento dell’IVA da settembre 2012, che avrebbe effetti micidiali sui carburanti, sui prezzi dei beni e sul potere di acquisto delle famiglie.

martedì 14 febbraio 2012

BENZINA: IL CARO GASOLIO INCIDE SOPRATTUTTO NEL SETTORE ALIMENTARE, CON RICADUTE DI OLTRE 219 EURO ANNUI.

Dopo la benzina oggi tocca al gasolio oltrepassare ogni record, venduto a 1,74 Euro al litro. Da febbraio dello scorso anno l’aumento è stato di 39 centesimi (passando da 1,35 a 1,74), con un aggravio diretto, in termini annui, di +468 Euro. Le ricadute di questo nuovo primato ci preoccupano fortemente, dal momento che incideranno in maniera pesantissima non solo sulle tasche degli automobilisti, ma su tutti i prezzi dei beni di largo consumo, in particolare sugli alimentari.
Il rincaro del gasolio, infatti, peserà sulla produzione in serra oltre che sul trasporto. Secondo le stime dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, le ricadute di tale aumento, nel solo settore alimentare, saranno di oltre 219 Euro annui. Aggravi che si andranno ad aggiungere alla già pesante stangata prevista per il 2012. Tali costi sono divenuti insostenibili per le famiglie che già devono fare i conti con le ricadute della crisi e con la manovra economica. Per questo è urgente intervenire in questo settore, a partire da maggiori controlli su meccanismi speculativi (doppia velocità) e misure più incisive sul versante delle liberalizzazioni. Una maggiore concorrenza in questo settore permetterebbe benefici di oltre 10-11 centesimi al litro, come già avviene per la pompe bianche. Ma soprattutto è necessario intervenire con grande determinazione sul fronte della tassazione, cresciuta in maniera insopportabile nel corso dell’ultimo anno. Oltre a disporre lo stop più assoluto a nuovi rialzi (non solo delle accise, ma anche dell’IVA), bisogna invertire questa tendenza di crescita, disponendo un rientro della tassazione a livelli decisamente più bassi.

martedì 24 gennaio 2012

LIBERALIZZAZIONI: NESSUN PASSO INDIETRO SU UN SETTORE FONDAMENTALE COME QUELLO DEI CARBURANTI. SI ANNULLEREBBERO, DI FATTO, GLI IMPORTANTI RISPARMI PER I CITTADINI.

“Non ammettiamo nessun passo indietro sulle liberalizzazioni. Sono processi essenziali, non solo per lo sviluppo e la modernizzazione del nostro Paese, ma soprattutto per il risparmio delle famiglie.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. È inammissibile che si faccia dietrofront su uno dei settori fondamentali, come quello dei carburanti. Nella nuova bozza la possibilità di superare il differenziale tra prezzo dei carburanti rete ed extrarete, e di trasformare quindi i distributori in “plurimarchio” è limitata ai soli distributori proprietari degli impianti. È una vera e propria farsa. Così facendo, infatti, si annullano i vantaggi per gli automobilisti, tartassati dagli irrefrenabili aumenti di benzina e gasolio, che hanno raggiunto prezzi ormai insostenibili. Benefici che, secondo le stime dell’O.N.F. avrebbero potuto alleviare la spesa per le famiglie per i carburanti di circa 216 Euro annui. Ma i vantaggi non si fermerebbero qui, la possibilità di vendere carburanti meno cari contribuirebbe anche ad un generale calmieramento dei prezzi in questo settore, quanto mai necessario soprattutto adesso che la benzina si avvicina ad un prezzo medio di 1,80 Euro al litro (ed in molte zone ha addirittura superato da tempo tale livello).

mercoledì 18 gennaio 2012

BENZINA: SOLO NEL SETTORE ALIMENTARE RICADUTE DI OLTRE 175-180 EURO ANNUI. E' URGENTE ACCELELARE SULLE LIBERALIZZAZIONI.

Mentre il Governo discute ancora delle norme sulla liberalizzazione dei carburanti, sui listini dei distributori continua la corsa dei prezzi, che hanno raggiunto oggi punte di addirittura 1,84 Euro al litro. Una situazione insopportabile per gli automobilisti e per tutti i cittadini. Non è trascorso neanche un mese dall’inizio dell’anno che già i carburanti sono cresciuti di 5 centesimi al litro, che si traducono in un aggravio annuo di 60 Euro per costi diretti e di 47 Euro per costi indiretti. Tutto questo in neanche un mese! Di questo passo le ricadute, anche indirette, saranno pesantissime. A preoccuparci, in particolar modo, sono gli aggravi nel settore alimentare, che rischiano di essere ben superiori a 175-180 Euro annui. Per questo è urgente intervenire in maniera determinata in questo settore. “Guai a compiere passi indietro sul versante delle liberalizzazioni.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. Ma le liberalizzazioni, da sole, non bastano: è necessario disporre un serio piano di controlli e verifiche sul meccanismo della doppia velocità, per contrastare in maniera determinata le intollerabili speculazioni che spesso si verificano in questo settore.

martedì 10 gennaio 2012

BENZINA: L' INSOSTENIBILE SITUAZIONE DELLA BENZINA

Fonte FOTO: WEB.
“Non se ne può più. La situazione è diventata davvero insostenibile”- dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. Bisogna intervenire immediatamente per accelerare i processi di modernizzazione e liberalizzazione nel settore dei carburanti, che, ovviamente dovranno essere accompagnati da misure di controllo e verifica dei comportamenti speculativi. La benzina, ormai, ha superato 1,74 Euro al litro, con punte di oltre 1,80 Euro al litro al Centro e al Sud, e sembra in continua e vertiginosa crescita. Proprio alla luce di questi rincari, avvenuti anche sulla spinta dell’aumento delle accise regionali, gli automobilisti subiranno ricadute pesantissime per i propri pieni di benzina, pari ad oltre +192 Euro annui. Un incremento che incide in maniera preoccupante sulla determinazione dei prezzi dei beni trasportati su gomma e, quindi, sul tasso di inflazione. Prendendo in considerazione il settore alimentare, secondo le stime dell’O.N.F., le ricadute indirette dovute all’aumento dei carburanti e delle tariffe autostradali determineranno un rincaro di +161 Euro annui. Siamo davvero preoccupati, pertanto riteniamo, inoltre, necessario annullare il nuovo aumento dell’IVA, che ha già avuto ed avrà ulteriori effetti catastrofici sul potere di acquisto delle famiglie.

giovedì 5 gennaio 2012

BENZINA: GRAVI RICADUTE IN TERMINI INFLAZIONISTICI. SOLO PER IL SETTORE ALIMENTARE +161 EURO ANNUI A FAMIGLIA.

Fonte FOTO: WEB.
Continua la lista dei record segnati dal prezzo dei carburanti. La benzina ha superato 1,74 Euro al litro, con punte di oltre 1,80 Euro al litro al Centro e al Sud. Alla luce di questi rincari, avvenuti anche sulla spinta dell’aumento delle accise regionali, gli automobilisti subiranno ricadute pesantissime per i propri pieni di benzina, pari ad oltre +192 Euro annui. Un incremento che incide in maniera preoccupante sulla determinazione dei prezzi dei beni trasportati su gomma e, quindi, sul tasso di inflazione. Solo nel settore alimentare, secondo le stime dell’O.N.F., le ricadute indirette dovute all’aumento dei carburanti e delle tariffe autostradali determineranno un rincaro di +161 Euro annui. Ripercussioni gravissime ed inaccettabili, specialmente in una fase di forte contrazione dei consumi (persino nello stesso settore alimentare) come quella che il Paese sta attraversando. Per questo ribadiamo l’urgente necessità di processi di modernizzazione e completa liberalizzazione nel settore dei carburanti, che, ovviamente dovranno essere accompagnati da misure di verifica e controllo dei comportamenti speculativi. “E’ necessario, inoltre, disporre quantomeno l’annullamento del nuovo aumento dell’IVA prospettato da settembre, che avrà ulteriori effetti disastrosi sul potere di acquisto delle famiglie.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef.

mercoledì 4 gennaio 2012

BENZINA: INCOMPRENSIBILI DICHIARAZIONI DELLA UNIONE PETROLIFERA

Fonte FOTO: WEB.
La dichiarazione dell’Unione Petrolifera per cui non ci sarebbe un impatto sul trasporto merci dall’aumento del costo carburanti è comunque incomprensibile, per diverse ragioni. Innanzi tutto è vero che le addizionali regionali sono sulla benzina, tuttavia, sia per alcuni mezzi di distribuzione a breve percorrenza e sia per tutti i professionisti che consumano benzina o gasolio, i maggiori costi sostenuti saranno scaricati su prezzi e tariffe. Inoltre, l’aumento delle addizionali, pur gravissimo, è marginale rispetto agli aumenti clamorosi del gasolio, stabiliti nella manovra Monti e che avranno un impatto ed una ricaduta notevolissima per i costi di tutta la distribuzione metropolitana che ovviamente non viene eseguita da Tir di lunga percorrenza. Per questi ultimi inoltre, il fatto che tale aumento venga rimborsato agli autotrasportatori, rappresenta una questione ancor più grave, poiché quei rimborsi verranno pagati in maniera diretta dalla fiscalità generale, quindi da tutti i cittadini- dichiarano Elio Lannutti e Rosario Trefiletti. Allora ribadiamo che una simile operazione di aumenti indiscriminati che si sono verificati nel 2011 sia sul versante dei prezzi di filiera e sia per quanto riguarda ingiustificabili aumenti di tassazione dovuti a modifiche delle accise e dell’ IVA avranno ricadute gravi sui costi diretti, per 192 euro annui e gravissimi per costi indiretti, soprattutto sui beni di largo consumo, quali quello dell’alimentazione di 161 euro.

BENZINA: RICADUTE INCREDIBILI PER GLI AUTOMOBILISTI. SOLO NEL SETTORE ALIMENTARE, PER COSTI INDIRETTI E AUMENTO TARIFFE AUTOSTRADALI, SI AVRA' UN RINCARO DI 161 EURO.

Fonte FOTO: WEB.
Con l’inizio dell’anno e l’aumento delle accise anche a livello regionale i prezzi della benzina hanno decisamente spiccato il volo, raggiungendo quota 1,74 Euro al litro, con punte di oltre 1,80 Euro al litro al Centro e al Sud. Le ricadute per gli automobilisti saranno drammatiche: solo in termini diretti, secondo le previsioni dell’O.N.F., gli automobilisti spenderanno per i propri pieni di benzina +192 Euro nel 2012. Un aumento incredibile, a cui vanno aggiunte le ricadute indirette (dovute all’aumento dei costi di trasporto dei beni di largo consumo). Queste ultime, lo ricordiamo, non sono pagate solo dagli automobilisti, ma indistintamente da tutti i cittadini, dal momento che incidono sulla determinazione dei prezzi dei beni. Ad incidere in maniera indiretta sulla crescita dei prezzi, inoltre, contribuisce anche l’aumento delle tariffe autostradali. Secondo le stime dell’O.N.F., solo per questi fattori (ricadute indirette carburanti e tariffe autostradali), si avrà un rincaro nel settore alimentare di +161 Euro annui. “Per questo si rende sempre più urgente intervenire sul fronte dei carburanti, prima di tutto con l’annullamento del nuovo aumento dell’IVA prospettato da settembre, che avrà effetti disastrosi sul potere di acquisto delle famiglie.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. Inoltre bisogna agire in maniera determinata sul versante delle liberalizzazioni anche in questo settore, aprendo la vendita alla grande distribuzione con importanti effetti in direzione di un calmieramento dei prezzi. Infine, è necessario disporre un serio piano di controlli e verifiche sul meccanismo della doppia velocità, per contrastare in maniera determinata le intollerabili speculazioni che spesso si verificano in questo settore.

sabato 31 dicembre 2011

BENZINA: I COSTI SONO DIVENUTI INSOSTENIBILI. RISPETTO ALLO SCORSO ANNO +360 EURO AD AUTOMOBILISTA, SOLO PER I COSTI DIRETTI. ACCELERARE LIBERALIZZAZIONI E AVVIARE VERIFICHE E CONTROLLI CONTRO MECANISMI SPECULATIVI.

Fonte FOTO: WEB.
“Come temevamo il prezzo della benzina ha raggiunto ormai un livello insostenibile.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. A gravare in maniera rilevante su questo andamento è l’incredibile aumento della tassazione, la più elevata in Europa per quanto riguarda la benzina. Non solo il Governo, a più riprese ha aumentato le accise sui carburanti, nonché l’IVA, ma anche molte Regioni, per far fronte ai tagli, hanno iniziato a far cassa aumentando le accise regionali. Le ricadute di tali operazioni sulle tasche dei cittadini sono gravissime. Ricordiamo ancora una volta, infatti, che l’aumento dei carburanti non incide solo in maniera diretta sui costi per il rifornimento del proprio autoveicolo, ma ha importanti ripercussioni su tutti i prezzi dei beni di largo consumo trasportati su gomma. Nel dettaglio, esattamente un anno fa, la benzina costava ben 30 centesimi al litro in meno.  Questo vuol dire che, rispetto ad allora, ogni pieno costa 15 Euro in più, pari a 360 Euro annui in più (calcolando una media di 2 pieni al mese). A queste gravi ricadute si aggiungono, inoltre, quelle determinate in maniera indiretta dall’aumento dei carburanti, pari a circa 290 Euro annui. Insomma, anche un kg di mele costerà molto di più. Alla luce di questo gravissimo andamento è indispensabile intervenire prima di tutto sulla tassazione, a partire dall’annullamento del nuovo aumento dell’IVA prospettato da settembre, che avrebbe effetti a dir poco disastrosi. Inoltre bisogna agire in maniera determinata sul versante delle liberalizzazioni, aprendo la vendita anche attraverso il canale della grande distribuzione con importanti benefici sui prezzi, e sul versante delle speculazioni, avviando un serio piano di controlli e verifiche sul meccanismo della doppia velocità.

lunedì 19 dicembre 2011

BENZINA: NEL 2011 I COSTI PER MANTENERE UN'AUTO SONO AUMENTATI DI 521 EURO PER UN'AUTO A BENZINA E DI 665 EURO PER UN'AUTO A GASOLIO.

Fonte FOTO: WEB.
I dati diffusi oggi, sul mercato dell’automobile registrano un forte calo del -3% in Europa. Un andamento di certo non aiutato dal forte aumento dei costi relativi al mantenimento di un’automobile, cresciuti in maniera incredibile nel corso del 2011. Questo si può definire, infatti, un vero e proprio “anno nero” per gli automobilisti. Tra gli aumenti spropositati delle polizze rc auto ed i nuovi record raggiunti dai prezzi dei carburanti, i costi per mantenere un’automobile, secondo quanto stimato dall’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, rispetto a gennaio 2011, hanno subito un aumento di 521 Euro nel caso di un’auto a benzina, e di ben 665 Euro per un’auto diesel. Una cifra incredibile, che incide fortemente sul potere di acquisto delle famiglie, duramente compromesso dalla crisi e dai primi effetti delle manovre disposte da questo e dal precedente Governo. Le stime che seguono non tengono conto, inoltre, del nuovo aumento dell’IVA al 23% che scatterà dal II semestre 2012, comportando un’ulteriore aggravio di circa 17 Euro (per 6 mesi).
 
Di seguito, nel dettaglio, gli aumenti registrati nel 2011.    
 

 
Aumenti
     2011  
Benzina
+ 324,00 €
Rc Auto
+ 109,00 €
Autostrade
+    37,00 €
Manutenzione
+    51,00 €
Totale
+   521,00 €
 
 
Aumenti
     2011  
Gasolio
+ 468,00 €
Rc Auto
+ 109,00 €
Autostrade
+    37,00 €
Manutenzione
+    51,00 €
Totale
+   665,00 €

Siamo indignati, inoltre, dall’incredibile aumento delle entrate per l’Erario determinato dall’incremento della tassazione:
 
  • Per la benzina nel 2011 vi è stato un aumento della tassazione di ben +19 centesimi al litro, pari a 2,736 miliardi di Euro in termini annui.
 
  • Per il gasolio, invece, il 2011 è stato un anno di record: l’aumento della tassazione è stato di ben +24 centesimi al litro, che si traducono in maggiori entrate per lo Stato di 7,2 miliardi di Euro.
 
·        TOTALE: +9,936 MILIARDI DI EURO.

martedì 13 dicembre 2011

BENZINA: RISPETTO A DICEMBRE 2010 MAGGIOR ESBORSO DI +747 EURO ANNUI A FAMIGLIA PER COSTI DIRETTI ED INDIRETTI.

Fonte FOTO: WEB.
“Il costo dei carburanti ha raggiunto, alla luce del nuovo aumento delle accise, un livello insostenibile.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. Si tratta di un provvedimento che colpisce indistintamente tutti i cittadini, non solo gli automobilisti. È noto, infatti, che gli aumenti sul costo dei carburanti agiscono come pericolosissimi moltiplicatori sui prezzi dei beni di largo consumo trasportati in larga parte su gomma. È inaccettabile che, ogni volta che si presenti la necessità di reperire urgentemente le risorse, si ricorra sempre alle accise sui carburanti, senza pensare alle pesantissime conseguenze che tali aumenti comportano per i cittadini. Per avere un’idea di quanto tali rincari incidano sui bilanci delle famiglie basti pensare che, nel dicembre 2010, la benzina quotava a 1.37 al litro, mentre oggi veleggia ad una media di 1.70-1.71 (per non parlare dei picchi di 1.80 raggiunti al Sud). L’aumento complessivo rispetto allo stesso periodo del 2010 risulta pari a +34 centesimi. Ciò comporta, in termini annuali, maggiori costi diretti per gli automobilisti di 408 Euro, a cui si aggiungono le inevitabili ricadute inflazionistiche, pari a circa 339 Euro annui, per un totale di 747 Euro a famiglia. È ora che il Governo, invece di continuare a far quadrare i conti a spese dei “soliti” cittadini, si decida ad avviare, da un lato, una seria riforma del settore, attraverso la modernizzazione e la completa liberalizzazione (così come da proposta di legge avanzata dal comitato “libera la benzina”) e, dall’altro, misure più eque, che colpiscano i grandi patrimoni, le rendite finanziarie e gli evasori.

lunedì 21 novembre 2011

BENZINA: GRAVISSIMI I NUOVI RINCARI DEL GASOLIO. DI QUESTO PASSO SI AVRANNO RICADUTE DI 130 EURO A FAMIGLIA.

Fonte FOTO: WEB.
Continua la corsa del prezzi del gasolio, che oggi hanno superato quota 1,57 Euro al litro. Un andamento particolarmente grave, tra l’altro del tutto ingiustificato dal momento che il petrolio, da diversi giorni a questa parte, è in lieve calo. “A destare particolare preoccupazione non sono solo le ricadute dirette che tali rincari avranno sulle tasche degli automobilisti, ma anche e soprattutto le ricadute indirette.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. Il gasolio, infatti, è il carburante maggiormente utilizzato per il trasporto delle merci. Un notevole aumento di questo carburante comporta, pertanto, pesantissime ripercussioni sui prezzi finali, in particolar modo per i beni di largo consumo. L’impatto più allarmante è quello che si avrà sui prezzi dei beni alimentari, per i quali si avranno, di questo passo, ricadute di 130 Euro a famiglia. Una prospettiva gravissima, soprattutto alla luce della forte contrazione dei consumi persino nel settore alimentare e dell’elevata crescita dei prezzi (secondo gli ultimi dati il cosiddetto “carrello della spesa” segnava un aumento del +4,1%). Tutto ciò fa presagire un Natale ancora più gelido dell’anno passato, che già aveva registrato un crollo dei consumi di oltre il 12%. Ci auguriamo che il nuovo Governo intervenga al più presto per arginare questa situazione, disponendo un sistema di controlli e verifiche contro i fenomeni speculativi che ormai son divenuti parte integrante del settore. Non dimentichiamo che, solo per i recenti aumenti del gasolio, la filiera petrolifera incrementa i propri introiti di ben 600 milioni di Euro. È indispensabile inoltre, come ribadiamo da tempo, avviare un indispensabile processo di modernizzazione e liberalizzazione, che consentirebbe di eliminare le inefficienze e calmierare i prezzi.

mercoledì 16 novembre 2011

BENZINA: GRAVISSIMI I RINCARI DEL GASOLIO.

Troviamo estremamente grave l’aumento del gasolio che, in questi giorni, sta raggiungendo record mai visti. Questo carburante, infatti, ha la caratteristica non solo di incidere in maniera diretta sulle tasche degli automobilisti, ma si tratta anche del carburante maggiormente utilizzato per il trasporto delle merci. Ciò si traduce, quindi, in pesantissime ricadute nella determinazione dei prezzi finali, soprattutto per i beni di largo consumo. Questo inciderà sui prezzi dei beni alimentari di almeno il +2-3% l’anno, pari a circa 115 Euro. “In una situazione già segnata da un forte calo dei consumi, causato da un potere di acquisto sempre più ridotto, e caratterizzata da un incomprensibile aumento dei prezzi (che sta portando pericolosamente l’inflazione nel nostro Paese attorno al 3%), un andamento simile è del tutto intollerabile.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. Rimaniamo sempre in attesa, augurandoci che sarà un obiettivo condiviso anche dal futuro Governo, di un serio processo di modernizzazione e liberalizzazione del settore. Processo che dovrà andare di pari passo con l’avvio di un serio sistema di controlli e verifiche sulle speculazioni ormai strutturali in questo settore.

martedì 15 novembre 2011

BENZINA: CON L'ENNESIMO AUMENTO DELLE ACCISE PROSPETTATO NEL MAXIEMENDAMENTO IL GOVERNO SI PREPARA A METTERE ANCORA LE MANI IN TASCA AGLI AUTOMOBILISTI.

Il pacchetto-benzina contenuto nel maxiemendamento conferma che non c’è mai limite al peggio. La benzina oggi registra nuovi record, sfiorando al Sud quota 1,70 Euro al litro, grazie anche alle geniali misure del Governo: ripetuto aumento delle accise e dell’IVA al 21%, nonché sulla spinta delle inaccettabili speculazioni in atto durante lo sciopero. Le ricadute per i cittadini sono pesantissime: rispetto al 2010 i maggiori costi diretti sostenuti dagli automobilisti sono di 360 Euro annui. A cui si aggiungono le inevitabili ricadute inflazionistiche, pari a circa 285 Euro annui, per un totale (costi diretti + indiretti) di 645 Euro a famiglia. Come se non fosse abbastanza, la nuova impareggiabile e geniale trovata del Governo prospetterebbe un ulteriore aumento delle accise. Sembra una barzelletta, ma non è così purtroppo. A peggiorare ancor di più la situazione, se possibile, c’è il “ricatto” alle Regioni che, con alta probabilità, si vedranno costrette ad aumentare anche le accise regionali. Il tutto, ancora una volta, a spese degli automobilisti, costretti a sborsare sempre di più per i propri pieni di carburante. Un copioso esborso previsto e calcolato dal Governo stesso, che già mette le mani avanti prevedendo, insieme all’ennesimo aumento dell’accisa, la possibilità di fare il pieno (fino a 100 Euro) con carta di credito o bancomat senza pagare le commissioni alle banche. “Una magrissima consolazione, che ha tutta l’aria di una presa in giro.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. È ora di intervenire seriamente. Il settore ha urgente necessità di processi di modernizzazione e completa liberalizzazione, oltre a misure di verifica e controllo dei comportamenti speculativi. Capiamo che ci troviamo in un momento estremamente delicato, ma non è colpendo ancora una volta il potere di acquisto delle famiglie che l’economia italiana si rimetterà in moto.

Informazioni su Federconsumatori

La mia foto
Il nostro sportello è in Corso Umberto I,381 Napoli. Per Appuntamenti e/o consulenze chiamare dal lun. al ven. lo 081.420.23.63