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martedì 17 aprile 2012

MAGGIORI INCASSI PER 8,3 MILIARDI NEL CAMPO AGROALIMENTARE. VORREMMO SAPERE DOVE SONO FINITI!

Si infittisce il “mistero” dell’andamento dei prezzi in campo agroalimentare. Infatti, come abbiamo recentemente denunciato, assistiamo ad un intollerabile e diffuso fenomeno di speculazione, contro il quale è necessario intervenire al più presto. Da anni ormai denunciamo l’ingiustificato aumento dei prezzi in presenza di un vistoso crollo dei consumi. Oggi, oltre al calo dei consumi, ci troviamo di fronte anche al calo dei prezzi alla produzione. Secondo quanto rilevato dall’Ismea, a marzo vi è stata una contrazione del -2,3% su base annua dei prezzi agricoli. Nonostante ciò i prezzi dei prodotti agroalimentari continuano ad aumentare, registrando rispetto allo scorso anno un aumento del +3,3% (secondo i dati Istat, ancora sottostimati a nostro parere). I maggiori incassi, quindi, sono stati pari a 8,3 miliardi di Euro, cioè 332 Euro a famiglia. Quello che vorremmo sapere è dove finiscono questi guadagni. 
Di certo non vanno agli agricoltori ed ai produttori, visto l’andamento dei prezzi alla produzione. L’unica spiegazione plausibile, quindi, è che siano intascati nell’ambito dei diversi passaggi della filiera. “Una situazione simile è insopportabile. C’è qualcuno che specula sulla filiera a spese dei cittadini.” – dichiara Rosario Trefiletti. Per questo è indispensabile che il Governo avvii immediati controlli e verifiche, per eliminare ogni traccia di speculazione.

martedì 14 febbraio 2012

BENZINA: IL CARO GASOLIO INCIDE SOPRATTUTTO NEL SETTORE ALIMENTARE, CON RICADUTE DI OLTRE 219 EURO ANNUI.

Dopo la benzina oggi tocca al gasolio oltrepassare ogni record, venduto a 1,74 Euro al litro. Da febbraio dello scorso anno l’aumento è stato di 39 centesimi (passando da 1,35 a 1,74), con un aggravio diretto, in termini annui, di +468 Euro. Le ricadute di questo nuovo primato ci preoccupano fortemente, dal momento che incideranno in maniera pesantissima non solo sulle tasche degli automobilisti, ma su tutti i prezzi dei beni di largo consumo, in particolare sugli alimentari.
Il rincaro del gasolio, infatti, peserà sulla produzione in serra oltre che sul trasporto. Secondo le stime dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, le ricadute di tale aumento, nel solo settore alimentare, saranno di oltre 219 Euro annui. Aggravi che si andranno ad aggiungere alla già pesante stangata prevista per il 2012. Tali costi sono divenuti insostenibili per le famiglie che già devono fare i conti con le ricadute della crisi e con la manovra economica. Per questo è urgente intervenire in questo settore, a partire da maggiori controlli su meccanismi speculativi (doppia velocità) e misure più incisive sul versante delle liberalizzazioni. Una maggiore concorrenza in questo settore permetterebbe benefici di oltre 10-11 centesimi al litro, come già avviene per la pompe bianche. Ma soprattutto è necessario intervenire con grande determinazione sul fronte della tassazione, cresciuta in maniera insopportabile nel corso dell’ultimo anno. Oltre a disporre lo stop più assoluto a nuovi rialzi (non solo delle accise, ma anche dell’IVA), bisogna invertire questa tendenza di crescita, disponendo un rientro della tassazione a livelli decisamente più bassi.

giovedì 19 gennaio 2012

IVA: NELLE BOLLETTE APPLICATA AL 21% ANCHE PER CONSUMI PRECEDENTI ALL'ENTRATA IN VIGORE DELLA MANOVRA. IL GOVERNO INTERVENGA PER FARE CHIAREZZA.

Sono moltissimi gli utenti che ci segnalano una strana anomalia relativamente all’applicazione dell’IVA nel passaggio dal 20 al 21%. Dalle denunce emerge che, in moltissimi casi, l’IVA al 21% è stata applicata anche per consumi effettuati in periodi precedenti all’entrata in vigore del decreto, il 17 settembre 2011. Le aziende si difendono, affermando che ai fini dell’applicazione dell’IVA, non è determinante il periodo al quale i consumi si riferiscono, bensì la data in cui la fattura viene emessa, così come dispone il DPR 633/72. Questo è vero per quanto riguarda le normali bollette, ma per i conguagli la situazione è diversa. Esiste, infatti, una circolare dell’Agenzia delle Entrate (n. 45/E del 12/10/2011) che chiarisce alle aziende come comportarsi nella fatturazione di consumi “a conguaglio”: queste ultime sono autorizzate ad adottare diversi criteri in base al periodo di riferimento dei consumi. In pratica, ai consumi precedenti il 17 settembre andrà applicata l’IVA al 20%, mentre l’IVA al 21% si applicherà per tutti i consumi successivi a quella data. Le aziende che hanno emesso fatture discordanti con tale indicazione si dovranno uniformare a quanto stabilito dall’Agenzia delle Entrate. Pertanto, i consumatori che hanno pagato impropriamente l’IVA al 21% dovranno essere risarciti, scalando nelle prossime bollette quanto pagato di troppo, è quanto chiede la Federconsumatori. Invitiamo inoltre il Governo a fare chiarezza su questa vicenda. Errori ed incertezze simili non sono ammissibili, soprattutto in vista del nuovo infelice aumento dell’IVA al 32% a partire da settembre di quest’anno.

giovedì 5 gennaio 2012

BENZINA: GRAVI RICADUTE IN TERMINI INFLAZIONISTICI. SOLO PER IL SETTORE ALIMENTARE +161 EURO ANNUI A FAMIGLIA.

Fonte FOTO: WEB.
Continua la lista dei record segnati dal prezzo dei carburanti. La benzina ha superato 1,74 Euro al litro, con punte di oltre 1,80 Euro al litro al Centro e al Sud. Alla luce di questi rincari, avvenuti anche sulla spinta dell’aumento delle accise regionali, gli automobilisti subiranno ricadute pesantissime per i propri pieni di benzina, pari ad oltre +192 Euro annui. Un incremento che incide in maniera preoccupante sulla determinazione dei prezzi dei beni trasportati su gomma e, quindi, sul tasso di inflazione. Solo nel settore alimentare, secondo le stime dell’O.N.F., le ricadute indirette dovute all’aumento dei carburanti e delle tariffe autostradali determineranno un rincaro di +161 Euro annui. Ripercussioni gravissime ed inaccettabili, specialmente in una fase di forte contrazione dei consumi (persino nello stesso settore alimentare) come quella che il Paese sta attraversando. Per questo ribadiamo l’urgente necessità di processi di modernizzazione e completa liberalizzazione nel settore dei carburanti, che, ovviamente dovranno essere accompagnati da misure di verifica e controllo dei comportamenti speculativi. “E’ necessario, inoltre, disporre quantomeno l’annullamento del nuovo aumento dell’IVA prospettato da settembre, che avrà ulteriori effetti disastrosi sul potere di acquisto delle famiglie.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef.

mercoledì 4 gennaio 2012

BENZINA: INCOMPRENSIBILI DICHIARAZIONI DELLA UNIONE PETROLIFERA

Fonte FOTO: WEB.
La dichiarazione dell’Unione Petrolifera per cui non ci sarebbe un impatto sul trasporto merci dall’aumento del costo carburanti è comunque incomprensibile, per diverse ragioni. Innanzi tutto è vero che le addizionali regionali sono sulla benzina, tuttavia, sia per alcuni mezzi di distribuzione a breve percorrenza e sia per tutti i professionisti che consumano benzina o gasolio, i maggiori costi sostenuti saranno scaricati su prezzi e tariffe. Inoltre, l’aumento delle addizionali, pur gravissimo, è marginale rispetto agli aumenti clamorosi del gasolio, stabiliti nella manovra Monti e che avranno un impatto ed una ricaduta notevolissima per i costi di tutta la distribuzione metropolitana che ovviamente non viene eseguita da Tir di lunga percorrenza. Per questi ultimi inoltre, il fatto che tale aumento venga rimborsato agli autotrasportatori, rappresenta una questione ancor più grave, poiché quei rimborsi verranno pagati in maniera diretta dalla fiscalità generale, quindi da tutti i cittadini- dichiarano Elio Lannutti e Rosario Trefiletti. Allora ribadiamo che una simile operazione di aumenti indiscriminati che si sono verificati nel 2011 sia sul versante dei prezzi di filiera e sia per quanto riguarda ingiustificabili aumenti di tassazione dovuti a modifiche delle accise e dell’ IVA avranno ricadute gravi sui costi diretti, per 192 euro annui e gravissimi per costi indiretti, soprattutto sui beni di largo consumo, quali quello dell’alimentazione di 161 euro.

BENZINA: RICADUTE INCREDIBILI PER GLI AUTOMOBILISTI. SOLO NEL SETTORE ALIMENTARE, PER COSTI INDIRETTI E AUMENTO TARIFFE AUTOSTRADALI, SI AVRA' UN RINCARO DI 161 EURO.

Fonte FOTO: WEB.
Con l’inizio dell’anno e l’aumento delle accise anche a livello regionale i prezzi della benzina hanno decisamente spiccato il volo, raggiungendo quota 1,74 Euro al litro, con punte di oltre 1,80 Euro al litro al Centro e al Sud. Le ricadute per gli automobilisti saranno drammatiche: solo in termini diretti, secondo le previsioni dell’O.N.F., gli automobilisti spenderanno per i propri pieni di benzina +192 Euro nel 2012. Un aumento incredibile, a cui vanno aggiunte le ricadute indirette (dovute all’aumento dei costi di trasporto dei beni di largo consumo). Queste ultime, lo ricordiamo, non sono pagate solo dagli automobilisti, ma indistintamente da tutti i cittadini, dal momento che incidono sulla determinazione dei prezzi dei beni. Ad incidere in maniera indiretta sulla crescita dei prezzi, inoltre, contribuisce anche l’aumento delle tariffe autostradali. Secondo le stime dell’O.N.F., solo per questi fattori (ricadute indirette carburanti e tariffe autostradali), si avrà un rincaro nel settore alimentare di +161 Euro annui. “Per questo si rende sempre più urgente intervenire sul fronte dei carburanti, prima di tutto con l’annullamento del nuovo aumento dell’IVA prospettato da settembre, che avrà effetti disastrosi sul potere di acquisto delle famiglie.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. Inoltre bisogna agire in maniera determinata sul versante delle liberalizzazioni anche in questo settore, aprendo la vendita alla grande distribuzione con importanti effetti in direzione di un calmieramento dei prezzi. Infine, è necessario disporre un serio piano di controlli e verifiche sul meccanismo della doppia velocità, per contrastare in maniera determinata le intollerabili speculazioni che spesso si verificano in questo settore.

sabato 31 dicembre 2011

BENZINA: I COSTI SONO DIVENUTI INSOSTENIBILI. RISPETTO ALLO SCORSO ANNO +360 EURO AD AUTOMOBILISTA, SOLO PER I COSTI DIRETTI. ACCELERARE LIBERALIZZAZIONI E AVVIARE VERIFICHE E CONTROLLI CONTRO MECANISMI SPECULATIVI.

Fonte FOTO: WEB.
“Come temevamo il prezzo della benzina ha raggiunto ormai un livello insostenibile.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. A gravare in maniera rilevante su questo andamento è l’incredibile aumento della tassazione, la più elevata in Europa per quanto riguarda la benzina. Non solo il Governo, a più riprese ha aumentato le accise sui carburanti, nonché l’IVA, ma anche molte Regioni, per far fronte ai tagli, hanno iniziato a far cassa aumentando le accise regionali. Le ricadute di tali operazioni sulle tasche dei cittadini sono gravissime. Ricordiamo ancora una volta, infatti, che l’aumento dei carburanti non incide solo in maniera diretta sui costi per il rifornimento del proprio autoveicolo, ma ha importanti ripercussioni su tutti i prezzi dei beni di largo consumo trasportati su gomma. Nel dettaglio, esattamente un anno fa, la benzina costava ben 30 centesimi al litro in meno.  Questo vuol dire che, rispetto ad allora, ogni pieno costa 15 Euro in più, pari a 360 Euro annui in più (calcolando una media di 2 pieni al mese). A queste gravi ricadute si aggiungono, inoltre, quelle determinate in maniera indiretta dall’aumento dei carburanti, pari a circa 290 Euro annui. Insomma, anche un kg di mele costerà molto di più. Alla luce di questo gravissimo andamento è indispensabile intervenire prima di tutto sulla tassazione, a partire dall’annullamento del nuovo aumento dell’IVA prospettato da settembre, che avrebbe effetti a dir poco disastrosi. Inoltre bisogna agire in maniera determinata sul versante delle liberalizzazioni, aprendo la vendita anche attraverso il canale della grande distribuzione con importanti benefici sui prezzi, e sul versante delle speculazioni, avviando un serio piano di controlli e verifiche sul meccanismo della doppia velocità.

PREZZI: SECONDO LE PRIME PREVISIONI GLI AUMENTI DI PREZZI E TARIFFE NEL 2012 TOCCHERANNO QUOTA +2103 EURO.

Fonte FOTO: WEB.
I 2011 si è chiuso con un bilancio estremamente pesante per le famiglie. gli aumenti record dei carburanti, l’aumento dell’IVA e la crescita dei prezzi e delle tariffe hanno messo a dura prova i bilanci delle famiglie. viste le premesse il 2012 rischia di essere ancora peggio. L’O.N.F., Osservatorio Nazionale Federconsumatori, ha calcolato le previsioni di aumento di prezzi e tariffe nel 2012, anche alla luce degli effetti delle manovre economiche varate quest’anno. Il risultato è drammatico: nel 2012 gli aumenti toccheranno quota + 2103 Euro a famiglia. Quasi la metà di quanto una famiglia media spende per la spesa alimentare in un anno (in base ai dati Istat). Aumenti insostenibili che determineranno pesantissime ricadute sullo stile di vita delle famiglie e sull’intera economia, che dovrà continuare a fare i conti con una profonda e prolungata crisi dei consumi. “È ora di puntare sul rilancio: ripresa della domanda di mercato, liberalizzazioni e investimenti per l’innovazione e lo sviluppo tecnologico. Questi dovranno essere i “buoni propositi” del Governo per l’anno nuovo.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef.
PREVISIONI AUMENTI 2012                                                                        Euro annui
                                                                                                   Rapportati Universo Famiglie ISTAT                 
ALIMENTAZIONE (+7%)                                                                              392 euro
TRENI (ANCHE PENDOLARI)                                                                         81 euro
TRASPORTO PUBBLICO LOCALE (+28-30%)                                                  48 euro
SERVIZI BANCARI + MUTUI + BOLLI                                                             93 euro
CARBURANTI (COMPRESE ACCISE REGIONALI)                                              192 euro                   
DERIVATI DEL PETROLIO,
DETERSIVI , PLASTICHE                                                                             123 euro
E PRODOTTI PER LA CASA
ASSICURAZIONE AUTO (+6%)                                                                     78 euro
TARIFFE AUTOSTRADALI (+3%)                                                                   53 euro                              
TARIFFE GAS (+11%)                                                                                113 euro
TARIFFE ELETTRICITA’ (+ 12%)                                                                  72 euro              
TARIFFE ACQUA (+5-6% SE DISATTESO IL REFERENDUM)                               22 euro
TARIFFE RIFIUTI (+9-11%)                                                                        53 euro
RISCALDAMENTO ( +12%)                                                                         195 euro 
AUMENTO IVA (DA SETTEMBRE)                                                                   93 euro
ADDIZIONALI REGIONALI                                                                           90 euro
IMU PRIMA CASA                                                                                     405 euro
TOTALE                                                                                                                                 2103 euro                        

mercoledì 14 dicembre 2011

BENZINA: GRAVISSIMO L'AUMENTO DEL GASOLIO. FORTE IMPATTO SUI PREZZI DEI BENI DI LARGO CONSUMO. + 141 EURO A FAMIGLIA SOLO PER IL SETTORE ALIMENTARE.

Il gasolio, anche sulla spinta del nuovo aumento delle accise disposto dalla manovra, ha raggiunto un record mai visto, attestandosi a 1,70 Euro al litro (e addirittura superando, in alcune zone, il prezzo della benzina). “Un livello estremamente allarmante, non solo per le ricadute dirette che avrà sulle tasche degli automobilisti, ma soprattutto per le gravi ripercussioni che un costo così elevato avrà sui prezzi dei beni di largo consumo, trasportati su gomma.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. Il gasolio, infatti, è il carburante maggiormente utilizzato per il trasporto delle merci. Un notevole aumento di questo carburante comporta pesantissime ripercussioni sui prezzi finali, in particolar modo per i beni di largo consumo. L’impatto più grave è quello che si avrà sui prezzi dei beni alimentari, per i quali le ricadute, con il costo del gasolio a questi livelli, rischiano di superare i 141 Euro a famiglia. Una prospettiva gravissima, dal momento che l’aumento dei costi alimenterà ulteriormente la forte contrazione dei consumi persino nel settore alimentare, che ha conosciuto nel 2011 una contrazione del 4%. Anche le ricadute dirette avranno un impatto notevole: rispetto a dicembre 2010 (quando il costo del gasolio si attestava a 1,32 Euro al litro) il maggior esborso da parte degli automobilisti per i propri pieni di gasolio è di ben +456 Euro (in termini annui). Ci aspettiamo, almeno, un intervento determinato per combattere i fenomeni speculativi, che ormai son divenuti parte integrante del settore dei carburanti. Un’azione di contrasto da portare avanti non solo attraverso verifiche e controlli, ma soprattutto con l’avvio di un indispensabile e quanto mai urgente processo di modernizzazione e liberalizzazione, che consentirebbe di eliminare le inefficienze e calmierare i prezzi.

martedì 13 dicembre 2011

BENZINA: RISPETTO A DICEMBRE 2010 MAGGIOR ESBORSO DI +747 EURO ANNUI A FAMIGLIA PER COSTI DIRETTI ED INDIRETTI.

Fonte FOTO: WEB.
“Il costo dei carburanti ha raggiunto, alla luce del nuovo aumento delle accise, un livello insostenibile.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. Si tratta di un provvedimento che colpisce indistintamente tutti i cittadini, non solo gli automobilisti. È noto, infatti, che gli aumenti sul costo dei carburanti agiscono come pericolosissimi moltiplicatori sui prezzi dei beni di largo consumo trasportati in larga parte su gomma. È inaccettabile che, ogni volta che si presenti la necessità di reperire urgentemente le risorse, si ricorra sempre alle accise sui carburanti, senza pensare alle pesantissime conseguenze che tali aumenti comportano per i cittadini. Per avere un’idea di quanto tali rincari incidano sui bilanci delle famiglie basti pensare che, nel dicembre 2010, la benzina quotava a 1.37 al litro, mentre oggi veleggia ad una media di 1.70-1.71 (per non parlare dei picchi di 1.80 raggiunti al Sud). L’aumento complessivo rispetto allo stesso periodo del 2010 risulta pari a +34 centesimi. Ciò comporta, in termini annuali, maggiori costi diretti per gli automobilisti di 408 Euro, a cui si aggiungono le inevitabili ricadute inflazionistiche, pari a circa 339 Euro annui, per un totale di 747 Euro a famiglia. È ora che il Governo, invece di continuare a far quadrare i conti a spese dei “soliti” cittadini, si decida ad avviare, da un lato, una seria riforma del settore, attraverso la modernizzazione e la completa liberalizzazione (così come da proposta di legge avanzata dal comitato “libera la benzina”) e, dall’altro, misure più eque, che colpiscano i grandi patrimoni, le rendite finanziarie e gli evasori.

martedì 27 settembre 2011

CRISI: DOPO I CONSUMI E IL PIL, ANCHE LA FIDUCIA DEI CONSUMATORI E' IN CADUTA LIBERA. SEMPRE PIU' URGENTI MISURE REALMENTE IN GRADO DI RILANCIARE L'ECONOMIA.

Purtroppo era largamente prevedibile un ulteriore crollo della fiducia dei consumatori a settembre. Nella situazione in cui si trovano le famiglie, con il potere di acquisto ridotto ai minimi termini e destinato ad essere ulteriormente e drammaticamente ridotto alla luce della manovra economica, dell’aumento di prezzi e tariffe, nonché del demenziale incremento dell’IVA, non potrebbe essere diversamente. Tutto ciò non potrà che avere nuove ripercussioni gravissime sull’andamento dei consumi e, quindi, dell’intera economia. Di questo passo, infatti, secondo le stime dell’O.N.F., ci stiamo avvicinando pericolosamente ad una caduta dei consumi del 4-5%, pari ad oltre 40 miliardi in meno nel mercato. Una spirale drammatica, alimentata dalle scelte di questo Governo, che non ha fatto altro che avviare misure oltre che inique, depressive, senza neanche accennare ad un rilancio dell’economia.  “In assenza dei seri piani di rilancio degli investimenti per lo sviluppo e la ricerca la quasi certezza è un’altra manovra e poi il baratro.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. Per questo riteniamo indispensabile ed urgente l’avvio di interventi all’insegna dello sviluppo, e della redistribuzione dei redditi verso le fasce più basse, vale a dire quelle che determinano in larga parte la domanda di mercato. Le risorse per tali operazioni, stavolta, andranno però cercate dove ce ne sono in abbondanza, in particolare nelle tasche degli evasori e degli speculatori, e non, come fatto finora, in quelle già vuote delle famiglie a reddito fisso e dei pensionati. 
In particolare le risorse andranno recuperate attraverso:

1.   Un aumento della tassazione al 15-20% dei capitali “scudati”.
2.   Tassazione sulle rendite finanziarie.
3.   Tassazione sui grandi patrimoni.
Tali risorse dovranno essere destinate solo ed unicamente ad uno sgravio per le famiglie a reddito fisso e ad un rilancio degli investimenti per lo sviluppo.

BENZINA: GRAZIE ALL'AUMENTO DELLE ACCISE E DELL'IVA LO STATO CONTINUA A LUCRARE SUI PREZZI DEI CARBURANTI "GIA' ANOMALI".




















Già a suo tempo abbiamo denunciato la demenziale decisione di aumentare l’accisa sui carburanti, aggravata dall’altra geniale trovata di aumentare l’IVA. Ma, anche sottraendo i famigerati 7 centesimi, il costo dei carburanti si attesterebbe a 1,56-1,57 Euro al litro, vale a dire quasi lo stesso costo registrato quando il petrolio aveva raggiunto il record storico di 147 Dollari al barile. Oggi è invece quotato a 79 Dollari al barile (o 103,48 Dollari guardando alle quotazioni del Brent). “È evidente, quindi, che continua ad esserci più di un’anomalia nella determinazione dei prezzi dei carburanti, che sono ben lontani dall’essere in linea con quelli europei.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. Grazie a tutto ciò, non lo dimentichiamo, l’Erario percepirà maggiori introiti per ben 1 miliardo e 332 milioni di Euro nel 2011, e ben 3 miliardi e 746 milioni di Euro nel 2012. Quando si avrà un reale controllo sulla filiera petrolifera e quando si attuerà un reale processo di modernizzazione della rete di distribuzione sarà sempre tropo tardi.

venerdì 23 settembre 2011

 
 
Mo Bast! Ribelliamoci al caro assicurazione al sud!

Siete tutti invitati all'Assemblea Meridionale di Mo Bast! e Federconsumatori per il 24 settembre alle ore 9,00 presso Ramada hotel - Via Galileo Ferraris, 40 - Napoli . Ribelliamaoi al caro assicurazione al sud! aderiranno all'assemblea molti parlamentari europei e concessionari auto e moto. Si aggregano a noi Puglia e Calabria
 
 

martedì 13 settembre 2011

SCUOLA: AUMENTANO DAL 2 AL 3% LE SPESE PER IL MATERIALE SCOLASTICO. STUDENTE DI PRIMA MEDIA SPENDERA' 896,00 EURO, IN PRIMA SUPERIORE LA SPESA LIEVITA A 1.189,60 EURO.

Gli scaffali delle cartolerie e dei supermercati sono già pieni di zaini, astucci e articoli scolastici. Sono molte infatti le famiglie che, approfittando delle promozioni, iniziano fin da ora ad acquistare tali prodotti per ammortizzare la spesa finale. L’O.N.F., come ogni anno, ha monitorato il costo dei materiali scolastici, che registrano un aumento medio pari al 2-3% (vedi tabella in allegato). La spesa per il corredo scolastico (più i “ricambi”) passerà da 450 Euro dello scorso anno ai 461 di quest’anno. In lieve calo sono i costi degli astucci pieni e degli zaini trolley, che hanno perso posizioni tra le preferenze dei ragazzi.
Un capitolo a parte, poi, va dedicato alle spese per i libri che anche quest’anno, nonostante le disposizioni ministeriali, sforeranno i tetti di spesa fissati.
Le spese per tale voce (libri + dizionari) risultano, in media, pari a 481,00 €, ovvero il 3% in più rispetto allo scorso anno (quando la spesa si attestava a 468,00 €). A tali costi, inoltre, bisogna sommare le spese per i dizionari, pari a 150,00 € per 1 dizionario di italiano e 1 di una lingua straniera, a cui, per le scuole superiori, in genere bisogna aggiungere almeno 1 dizionario di un’ulteriore lingua straniera e 1 di latino. Per esempio, quindi, uno studente di prima media spenderà mediamente 435,00 € (285,00 € libri + 150 € dizionari) + 461,00 € per il corredo scolastico ed i ricambi durante l’intero anno, per un totale di 896,00 €.
Decisamente peggio va per gli studenti delle scuole superiori di secondo grado: un ragazzo di 1 liceo ad esempio spenderà 728,60 € (423,00 € libri + 305,60 € 4 dizionari) + 461,00 €, per un totale di ben 1.189.60 €. Per questo chiediamo al Ministero di avviare controlli sullo sforamenti dei tetti di spesa, nonché misure concrete che consentano alle famiglie di risparmiare: incentivando l’editoria elettronica o, quantomeno, rendendo disponibili in rete gli aggiornamenti per le nuove edizioni, senza obbligare l’alunno ad acquistare necessariamente un testo nuovo; ampliando i prestiti dei testi da parte delle scuole, specialmente per gli alunni meno abbienti; disponendo seri controlli relativamente alle cosiddette “nuove edizioni”, che spesso non apportano modifiche sostanziali, ma sono funzionali solo a far acquistare agli alunni i testi nuovi.

CONSIGLI PER RISPARMIARE
-       Si può spendere anche il 20-30% in meno approfittando delle promozioni che vengono messe in campo in questo periodo: dai kit scuola (zaino, astuccio e diario) a partire da 29,00 Euro, all’opportunità di ottenere degli sconti “rottamando” lo zaino dell’anno precedente.
-       Confrontare con attenzione i prezzi applicati nei diversi punti vendita.
-       Anche sui libri è possibile risparmiare: acquistando i testi presso i numerosi mercatini dell’usato, che dilagano anche su internet (facendo attenzione, però, alla questione delle edizioni aggiornate), o approfittando delle promozioni messe in campo da librerie, punti vendita ed ipermercati che, ad esempio, offrono buoni sconto anche del 20% e un dizionario in omaggio.

lunedì 5 settembre 2011

BENZINA: I CITTADINI STANNO PAGANDO CARE LE VOLONTA' SPECULATIVE DI CHI OPERA NEL SETTORE E LE DECISIONI SCIAGURATE DEL GOVERNO.

Ancora rincari nel settore dei carburanti. Ma come! Il petrolio scende e i prezzi dei carburanti aumentano.  Niente di nuovo sotto il sole, purtroppo. Questa è solo l’ennesima conferma di un meccanismo speculativo ed intollerabile che va avanti ormai da anni: i prezzi si adeguano immediatamente al rialzo, ma mai al ribasso. “Qualsiasi sia la quotazione presa come riferimento, la questione non cambia.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. Anche guardando al confronto con le quotazioni del Brent registrate nei mesi passati i conti non tornano: a parità di quotazione con il periodo febbraio-marzo, e calcolando il dovuto adeguamento dovuto al cambio €/$, il prezzo attuale continua a risultare ben al di sopra di quanto dovrebbe. Se alle inaccettabili volontà speculative di chi opera nel settore, inoltre, aggiungiamo le “geniali e quanto mai appropriate” misure del Governo (che non dimentichiamo ha preso la sciagurata decisione di aumentare l’accisa sui carburanti, non una ma ben due volte, e per ben 6 centesimi) la maggiorazione del prezzo attuale risulta pari ad oltre 10-11 centesimi al litro. Un sovrapprezzo che non ricade sulle tasche dei cittadini solo in maniera diretta, per i pieni di carburante, ma anche, in maniera indiretta, sulla determinazione del tasso di inflazione (che, anche a causa di questo andamento, ha raggiunto ormai livelli record), per un totale che (tra costi diretti ed indiretti appunto) si aggira intorno ai 240 Euro annui. Siamo stanchi di dover assistere, di giorno in giorno, al peggiorare di questa situazione. Siamo stanchi di vedere il Governo fare l’esatto contrario di quello di cui ci sarebbe bisogno. Per questo, insieme alle associazioni del settore, abbiamo presentato una proposta di legge per sbloccare una volta per tutte le liberalizzazioni di cui questo comparto ha fortemente bisogno, grazie alle quali si potrebbero risparmiare anche 8-9 centesimi al litro.

 
 

mercoledì 27 luglio 2011

BENZINA: GOVERNO RESPONSABILE DUE VOLTE DEGLI AUMENTI: AUMENTA LE ACCISE E COSTRINGE LE REGIONI AD AUMENTARE LE ADDIZIONALI SUI CARBURANTI.

Sempre più alti i prezzi dei carburanti che raggiungono un nuovo record, sforando quota 1,69 nel Sud Italia. Aumenti ancora una volta del tutto ingiustificati, vista anche la rimonte dell’Euro sul Dollaro.
A determinare questo scenario drammatico non sono solo i sovrapprezzi applicati dalle compagnie petrolifere, ma ha contribuito fortemente il Governo. Quest’ultimo, non contento di aumentare in maniera diretta i prezzi incrementando le accise di 6 centesimi, lo ha fatto anche in maniera indiretta, attraverso il taglio dei trasferimenti alle Regioni, spingendole così ad aumentare le addizionali regionali sui carburanti (di circa 3 centesimi al litro). Quindi, solo per l’aumento della tassazione (a livello nazionale e regionale), vi sono 9 centesimi al litro in più sul prezzo dei carburanti. Sapendo che i beni di largo consumo sono trasportati essenzialmente su gomma, ciò comporterà un aumento nella determinazione dei prezzi al consumo, con ricadute per i soli costi indiretti di +90 Euro annui a famiglia.
“Un andamento incontrollato, che si fa sempre più insostenibile per gli automobilisti.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti.
Per riportare la normalità in questa grave situazione è indispensabile, come sosteniamo da tempo, avviare la completa liberalizzazione della rete di distribuzione, tramite l’apertura della vendita anche attraverso il canale della grande distribuzione, adottando la proposta di legge avanzata in tal senso.
In questo modo non solo crescerà il numero di distributori indipendenti (le cosiddette pompe bianche, il cui elenco è disponibile gratuitamente sulla homepage Federconsumatori) presso i quali è possibile risparmiare anche 9-10 cent al litro, ma tutto ciò contribuirà ad un generale calmieramento dei prezzi, incrementando la concorrenza nel settore.

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