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martedì 20 marzo 2012

ELENCO COMUNI IN CAMPANIA IN CUI È POSSIBILE RICHIEDERE IL RIMBORSO DELL'I.V.A. SULLA T.A.R.S.U.

In merito alla famosa questione dei rimborsi dell'I.V.A. sulla T.A.R.S.U. riportiamo di seguito l'elenco completo dei comuni in cui è possibile ottenere il rimborso.

Provincia di Napoli:   Capri, Procida, S. Giorgio a Cremano

Provincia di Salerno:  Pagani, Mercato San Severino

Provincia di Caserta:  Grazzanise.

Invitiamo, in ogni caso tutti i cittadini Campani a verificare l'effettivo addebbito dell'I.V.A. direttamente sulle cartelle (notifica di pagamento) che noi tutti riceviamo. Solo nei casi in cui è espressamente citata la voce "IMPORTO IVA" è possibile richiedere il rimborso.

Tutti coloro che riscontreranno l'effettivo addebitamento dell'I.V.A. sono pregati di contattare la propria sede provinciale di riferimento. Di seguito trovate i contatti per le province interessate.

Provincia di Napoli: 081.420.23.63

Provincia di  Salerno: 089-2580418

Provincia di Caserta: 0823-354585

giovedì 8 marzo 2012

FISCO: INSISTERE SULL’AUMENTO DELL’IVA DA SETTEMBRE E’ DA IRRESPONSABILI. LE RICADUTE PER LE FAMIGLIE E PER L’ECONOMIA SAREBBERO DISASTROSE.

“Continuare ad insistere, come avviene in questi giorni, che a settembre ci sarà un nuovo aumento dell’IVA dal 21 al 23% e dal 10 al 12% è francamente da irresponsabili.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. Non si è ancora capito che il potere di acquisto delle famiglie, ormai ridotto ai  minimi storici, stanno determinando un mercato in continua contrazione e recessione, con gravi ripercussioni sia sul benessere delle famiglie stesse che sulle imprese. Anche alla luce di alti aumenti del livello di tassazione, attraverso ad esempio le addizionali territoriali, vi sarà un’ulteriore riduzione del potere di acquisto, soprattutto a danno dei redditi fissi (lavoratori e pensionati). In uno scenario simile, aumentare l’IVA avrebbe una ricaduta impressionante e deleteria su un mercato già asfittico, facendo impennare prezzi e tariffe già in crescita. Quel che è peggio è che ad aumentare non saranno solo i prodotti soggetti all’IVA al 23% ed al 12%, ma, attraverso costi aggiuntivi a partire da quello fondamentale dei carburanti, verranno ritoccati i prezzi di tutti i beni trasportati su gomma, in particolar modo i beni di largo consumo. Le conseguenze saranno disastrose, aumentando le sofferenze soprattutto delle famiglie meno abbienti. Si può calcolare che un aumento di 2 punti dell’IVA determinerà un’implementazione del tasso di inflazione di 0,7 – 0,8 punti percentuali, con una ricaduta negativa complessiva di 235 Euro annui in più a famiglia.
 
Tra questi rincari, solo per citare alcuni dei settori di spesa più significativi, si avranno aumenti di:
46 Euro annui per il comparto alimentare,
37 Euro per i trasporti,
15 Euro per l’abbigliamento,
78 Euro per l’abitazione e per l’energia,
11 Euro per la sanità.
Per evitare che questi aggravi influiscano negativamente sui bilanci delle famiglie è indispensabile disporre un’immediata sospensione dell’aumento dell’IVA previsto da settembre.  

giovedì 19 gennaio 2012

IVA: NELLE BOLLETTE APPLICATA AL 21% ANCHE PER CONSUMI PRECEDENTI ALL'ENTRATA IN VIGORE DELLA MANOVRA. IL GOVERNO INTERVENGA PER FARE CHIAREZZA.

Sono moltissimi gli utenti che ci segnalano una strana anomalia relativamente all’applicazione dell’IVA nel passaggio dal 20 al 21%. Dalle denunce emerge che, in moltissimi casi, l’IVA al 21% è stata applicata anche per consumi effettuati in periodi precedenti all’entrata in vigore del decreto, il 17 settembre 2011. Le aziende si difendono, affermando che ai fini dell’applicazione dell’IVA, non è determinante il periodo al quale i consumi si riferiscono, bensì la data in cui la fattura viene emessa, così come dispone il DPR 633/72. Questo è vero per quanto riguarda le normali bollette, ma per i conguagli la situazione è diversa. Esiste, infatti, una circolare dell’Agenzia delle Entrate (n. 45/E del 12/10/2011) che chiarisce alle aziende come comportarsi nella fatturazione di consumi “a conguaglio”: queste ultime sono autorizzate ad adottare diversi criteri in base al periodo di riferimento dei consumi. In pratica, ai consumi precedenti il 17 settembre andrà applicata l’IVA al 20%, mentre l’IVA al 21% si applicherà per tutti i consumi successivi a quella data. Le aziende che hanno emesso fatture discordanti con tale indicazione si dovranno uniformare a quanto stabilito dall’Agenzia delle Entrate. Pertanto, i consumatori che hanno pagato impropriamente l’IVA al 21% dovranno essere risarciti, scalando nelle prossime bollette quanto pagato di troppo, è quanto chiede la Federconsumatori. Invitiamo inoltre il Governo a fare chiarezza su questa vicenda. Errori ed incertezze simili non sono ammissibili, soprattutto in vista del nuovo infelice aumento dell’IVA al 32% a partire da settembre di quest’anno.

giovedì 20 ottobre 2011

RIFIUTI: GIUDICE DI PACE DI GENOVA E COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE DI SIENA DANNO RAGIONE ALLA FEDERCONSUMATORI. I CITTADINI CHE PER ANNI HANNO PAGATO INDEBITAMENTE IVA SULLA TIA DEVONO ESSERE RIMBORSATI.

Finalmente, da più fronti, giungono buone notizie sul fronte dei rimborsi dell’IVA sulla TIA (Tariffa Igiene Ambientale), pagata indebitamente per anni da 17 milioni di cittadini (circa 6 milioni di famiglie). La Federconsumatori, infatti, non si è arresa di fronte alla vergognosa e manifesta volontà del Governo di negare ai cittadini il rimborso di questa vera e propria “tassa sulla tassa” ed ha portato avanti iniziative concrete per far valere, una volta per tutte i diritti dei cittadini, sanciti dalla precisa sentenza dell’Alta Corte Costituzionale e della Cassazione a sezioni unite, che avevano dichiarato illegittima l’IVA sulla TIA. I primi risultati sono stati ottenuti a Genova, dove un Giudice di Pace ci ha dato ragione, condannando l’azienda AMIU Genova SPA a restituire al cittadino richiedente gli importi versati per l’IVA pagata indebitamente dal 2006 al 2009, per un totale di 80,70 Euro. Anche a Siena, allo stesso tempo, veniva emanata una sentenza analoga da parte della Commissiona Tributaria Provinciale. “Alla luce di queste importanti vittorie, continueremo a proporre su tutto il territorio nazionale delle cause pilota di fronte ai Giudici di Pace, ed invitiamo quindi i cittadini a non darsi per vinti e ad effettuare, qualora non l’avessero già fatto, la richiesta rivolgendosi alle nostre strutture per il rimborso di quanto indebitamente pagato.” – dichiara Mauro Zanini, Vice Presidente Federconsumatori. Non ha funzionato, quindi, il “gioco delle tre carte” messo in atto dal Governo, che pur di non dare applicazione alla sentenza della Corte Costituzionale, ha aggirato in ogni modo la questione etichettando e mascherando la nuova TIA2 (Tariffa Integrata Ambientale) come “prestazione di servizio”, su cui è applicabile l’IVA. Ovvero come cambiare solo il nome, senza modificare la sostanza. È ora che il Governo, di fronte al nuovo scenario delineato dai pareri espressi a Genova e Siena, si assuma finalmente le proprie responsabilità, facendosi carico del pieno rispetto della sentenza della Corte: sospendendo quindi l’applicazione dell’IVA sulle bollette e aprendo la strada ai rimborsi finora negati ai cittadini.

martedì 20 settembre 2011

BENZINA: CON L'AUMENTO DELL'IVA SI AGGRAVANO LE RICADUTE NEL SETTORE DEI CARBURANTI CHE AVRANNO RIPERCUSSIONI NEGATIVE SULLA INTERA INFLAZIONE.

Come paventavamo il prezzo della benzina raggiunge nuovi record e le famiglie si preparano a ricevere una nuova batosta e non solo su questo versante. L’aumento dell’IVA dal 20 al 21%, ha fatto schizzare immediatamente il prezzo della benzina ad oltre 1,65-1,66 € al litro con punte di 1,69-1,70. “Questo comporterà una ulteriore ricaduta per le famiglie, il cui benessere è già fortemente compromesso dall’inarrestabile caduta del loro potere di acquisto.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. Un tracollo aiutato e peggiorato dalle “geniali” misure messe in atto dal Governo, dal duplice aumento dell’accisa sui carburanti a quello dell’IVA. Questo determinerà inevitabilmente un’ulteriore contrazione dei consumi, con effetti negativi sulla produzione industriale e sull’intera economia. Le ripercussioni sono notevoli e si avranno non solo nel settore dei carburanti pochè gli aumenti in questo comparto hanno l’importante caratteristica di riportare effetti non solo in termini diretti sulle tasche dei cittadini (per i pieni di benzina), ma anche in termini indiretti sul tasso di inflazione. Nel dettaglio le ricadute nel settore dei carburanti calcolate dall’O.N.F. saranno complessivamente di +471 Euro annui. Infatti agli aumenti registrati dall’agosto 2010 ad oggi, pari a +440 Euro tra costi diretti ed indiretti, si aggiungeranno infatti altri +31 Euro dovuti alle ricadute dell’aumento dell’IVA sia per i costi diretti e che indiretti. E grave permane la previsione poichè questo elemento influirà sull’aumento dell’inflazione nelle prossime settimane dovuto all’inevitabile ricaduta che le imprese , anche di carattere individuale come professionisti ed artigiani, cominceranno a scaricare sulle loro tariffe a causa dell’aumento dei loro costi di mobilità .Con ciò riconfermiamo che se la ricaduta media a famiglia dovrebbe essere di 173 euro, se non ci saranno atteggiamenti diversi da quelli preventivati, il rischio è quello di avere, attraverso fenomeni di moltiplicazione, aumenti di 0,85 punti in più del tasso di inflazione che significa ulteriore perdita delle famiglie ISTAT ( 2,5 componenti) di ben 255 euro annui,per una famiglia di tre componenti di 306 euro annui e per una famiglia di quattro persone di 408 euro annui.

AUMENTO IVA. INCONTRO URGENTE CON LE CATEGORIE DEL COMMERCIO PER ATTUARE INIZIATIVE DI CONTRASTO ALLA ATTUALE SITUAZIONE DEL MERCATO.

L’aumento dell’IVA al 21% avrà come tutti oramai sanno ricadute importanti sia direttamente che indirettamente sul costo della vita, riconfermiamo che dai nostri calcoli la ricaduta media a famiglia Istat di 2,5 componenti, sarà di 173 euro e se non ci saranno atteggiamenti diversi da quelli diagnosticati, dichiarano Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, il rischio è quello di avere, attraverso fenomeni di moltiplicazione, aumenti di  0,85 punti in più del tasso di inflazione che significa ulteriore perdita delle famiglie ISTAT ( 2,5 componenti) di ben 255 euro annui. Per una famiglia di tre componenti di 306 euro annui e per una famiglia di quattro persone di 408 euro annui. Sia per queste importanti motivazioni, ma sia perché questo avviene in un mercato in forte contrazione, abbiamo chiesto a tutta la filiera della intermediazione: commercio, piccola e grande distribuzione, cooperative di consumo, soggetti economici che sono anche loro colpiti da una profonda crisi che comporta chiusure e forti ridimensionamenti dei loro esercizi, un urgentissimo incontro per definire tutte le iniziative funzionali ( economiche, legislative, pattizie ecc. ecc.) per le esigente dei cittadini consumatori che quelle del loro settore.

IVA . PROSPETTIVE ASSAI PERICOLOSE PER LE RICADUTE SULLE FAMIGLIE

Continuiamo a ribadire demenziale l’aumento dell’IVA attuato in una fase di forte contrazione dei consumi e di un potere di acquisto delle famiglie a livelli infimi. Questo aumento che comporterà ricadute pesanti per le tasche dei cittadini sta iniziando ad avere effetti deleteri su il moltiplicatore più pericoloso determinante per l’aumento dei prezzi e delle tariffe quale quello dei carburanti ( già aumentati di 1,3 cent al litro ). Gli effetti quindi non sono solo diretti ma indirettamente l’IVA aumentata inciderà sia in tutti i beni che vengono trasportati (quindi anche un chilo di mele che ha l’IVA al 4% non sarà esente da tali effetti) e su una voce assai particolare e gravosa come il gas metano utilizzato dalle famiglie italiane, oltre il servizio diffusissimo della telefonia e della comunicazione in generale. In queste ore non si registrano effetti negativi su prodotti importanti come l’abbigliamento e il calzaturiero solo per via dei saldi estivi e delle forti promozioni in atto in quei settori, così come nel comparto dell’elettronica. Grave permane invece la previsione poichè un altro elemento che influirà sull’aumento dell’inflazione nelle prossime settimane sarà dovuto anche all’inevitabile ricaduta che le imprese anche di carattere individuale , come professionisti ed artigiani, cominceranno a scaricare sulle loro tariffe a causa dell’aumento dei loro costi di mobilità e di comunicazione.  Riconfermiamo che in base alle previsioni dell’Agenzia delle Entrate, la ricaduta media a famiglia Istat di 2,5 componenti, sarà di 173 euro ma se non ci saranno atteggiamenti diversi da quelli diagnosticati, dichiarano Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, il rischio è quello di avere, attraverso fenomeni di moltiplicazione, di aumenti di uno 0,85 punti in più del tasso di inflazione che significa ulteriore perdita delle famiglie ISTAT ( 2,5 componenti) di ben 255 euro annui. 
Per una famiglia di tre componenti di 306 euro annui
Per una famiglia di quattro persone di 408 euro annui

giovedì 8 settembre 2011

BENZINA: GRAZIE ALL'AUMENTO DELL'IVA SI FANNO SEMPRE PIU' GRAVI LE RICADUTE PER LE FAMIGLIE IN QUESTO SETTORE.

Abbiamo già denunciato gli effetti disastrosi che questa sciagurata manovra avrà per le famiglie. In particolare, la geniale trovata di riproporre l’aumento dell’IVA produrrà ricadute pesantissime, di oltre +173 Euro a famiglia. Questo determinerà inevitabilmente un’ulteriore contrazione dei consumi, già ridotti all’osso a causa della continua ed inarrestabile caduta del potere di acquisto delle famiglie. Ma le ripercussioni più importanti, di cui nessuno parla e a cui nessuno sembra prestare attenzione sono quelle che si avranno nel settore dei carburanti, la cui domanda è abbastanza anelastica. Gli aumenti in questo comparto, infatti, hanno l’importante caratteristica di riportare effetti non solo in termini diretti sulle tasche dei cittadini (per i pieni di benzina), ma anche in termini indiretti sul tasso di inflazione. “Grazie all’aumento dell’IVA le ricadute in questo settore segneranno un nuovo record.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. Nel dettaglio, agli aumenti registrati dall’agosto 2010 ad oggi pari a +440 Euro tra costi diretti ed indiretti, si aggiungeranno altri +31 Euro (vale a dire le ricadute di costi diretti e indiretti dovute all’aumento dell’IVA). Per un totale complessivo di +471 Euro annui.

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