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martedì 20 marzo 2012

ELENCO COMUNI IN CAMPANIA IN CUI È POSSIBILE RICHIEDERE IL RIMBORSO DELL'I.V.A. SULLA T.A.R.S.U.

In merito alla famosa questione dei rimborsi dell'I.V.A. sulla T.A.R.S.U. riportiamo di seguito l'elenco completo dei comuni in cui è possibile ottenere il rimborso.

Provincia di Napoli:   Capri, Procida, S. Giorgio a Cremano

Provincia di Salerno:  Pagani, Mercato San Severino

Provincia di Caserta:  Grazzanise.

Invitiamo, in ogni caso tutti i cittadini Campani a verificare l'effettivo addebbito dell'I.V.A. direttamente sulle cartelle (notifica di pagamento) che noi tutti riceviamo. Solo nei casi in cui è espressamente citata la voce "IMPORTO IVA" è possibile richiedere il rimborso.

Tutti coloro che riscontreranno l'effettivo addebitamento dell'I.V.A. sono pregati di contattare la propria sede provinciale di riferimento. Di seguito trovate i contatti per le province interessate.

Provincia di Napoli: 081.420.23.63

Provincia di  Salerno: 089-2580418

Provincia di Caserta: 0823-354585

martedì 29 novembre 2011

Altri luoghi Consultorio a bassa soglia per la tutela dei diritti e della salute delle persone transessuali


Mercoledì 14 dicembre
Sala giunta del Comune di Napoli
Palazzo S. Giacomo

Ore 10.30
Conferenza stampa
Il progetto
Altri luoghi
Consultorio a bassa soglia per la tutela dei diritti e della salute
delle persone transessuali
Intervengono
Luigi De Magistris – Sindaco del Comune di Napoli
Carlo Borgomeo – Presidente Fondazione “Con il Sud”
Loredana Rossi – presidente Ass. Transessuali Napoli
Elena de Filippo – Presidente coop. Soc. Dedalus

Ore 11.30
Seminario
I transessuali e la città di Napoli
Le persone - le storie - i servizi
interventi
Porpora Marcasciano presidente MIT Bologna
Paolo Valerio – Dipartimento di Neuroscienze-Università degli Studi di Napoli “FedericoII”
Rosario Stornaiolo – Presidente Federconsumatori della Campania
Rosetta Papa – responsabile Dipartimento Materno Infantile Asl Na1
Giuseppina Tommasielli – ass. alle Pari Opportunità del Comune di Napoli
Sergio D’Angelo – ass. alle poltiiche sociali del Comune di Napoli
Pasquale Calemme presidente CNCA Campano
Fabrizio Sorbara - presidente Coordinamento Rainbow Campania

Coordina
Andrea Morniroli – coop. Soc. Dedalus

NATALE 2011: NATALE "DA BRIVIDI". I PREZZI CRESCERANNO IN MEDIA DEL 4%, MA CONSUMI IN CALO DEL 19% NEGLI ULTIMI DUE ANNI, ANCHE GRAZIE AL CALO DELLE TREDICESIME.

Fonte FOTO: WEB.
A un mese esatto dal Natale, l’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha effettuato il consueto monitoraggio dei prezzi dei prodotti tipici delle festività (le 7 tabelle con i costi in dettaglio si trovano qui di seguito). Vista la situazione di crisi, infatti, le famiglie si stanno preparando con largo anticipo a festeggiare il Natale, così da poter spalmare su un intervallo di tempo più lungo le spese da sostenere. L’andamento dei costi relativi a questa festività registra aumenti in media del 2% nel settore alimentare, del 5% relativamente agli addobbi natalizi, del 3% per quanto riguarda i giocattoli, del 3% per i viaggi, del 6% per gli alberi di Natale, del 2% relativamente agli articoli da regalo ed ai prodotti di ultima generazione. Alla luce anche degli ultimi dati sul potere di acquisto delle famiglie e sull’andamento dei consumi, nonché al calo delle tredicesime, sarà un Natale “da brividi”, caratterizzato da una forte contrazione dei consumi relativi a questa festività. Un crollo stimato dall’O.N.F. nel -7%, che si va ad aggiungere a quello del -12% già registrato lo scorso anno. Per rilanciare il potere di acquisto delle famiglie in occasione delle festività Natalizie, visto che purtroppo non vi è alcuna speranza di detassazione delle tredicesime (anche se sarebbe giusto), la prima misura da avviare è l’anticipazione dei saldi (in attesa di una completa liberalizzazione), così come già avvenuto in altri Paesi.

lunedì 28 novembre 2011

COMMERCIO: CONTRAZIONE DELLE VENDITE FORTEMENTE SOTTOSTIMATA. NO A MISURE DEPRESSIVE COME AUMENTO IVA E REINTRODUZIONE ICI CHE AVRANNO FORTI RIPERCUSSIONI SULL'INTERA ECONOMIA.

Fonte FOTO: WEB.
Purtroppo il pessimo andamento delle vendite (-1,6% annuo) non ci sorprende affatto. Un dato che, tra l’altro, riteniamo ancora fortemente sottostimato dall’Istat, in quanto, secondo le nostre previsioni, si attesterà nel 2011 al -2,3%.
Con il potere di acquisto delle famiglie in caduta libera e con i prezzi che continuano a registrare notevoli aumenti, anche sulla scia del record del costo del gasolio, non potrebbe essere diversamente. Quello che, ancora una volta, desta la maggiore preoccupazione è il calo dei consumi nel settore alimentare. Non ci stancheremo mai di ripetere che questo dato rappresenta il vero e proprio segnale di allarme sulla condizione delle famiglie: il comparto alimentare, infatti, è l’ultimo ad essere intaccato da una crisi. “Proprio alla luce di questo allarme e degli ennesimi dati sulla contrazione dei consumi ribadiamo la demenzialità di un provvedimento come l’aumento dell’IVA, persino quella al 10%.” – dichiarano Rosario trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. Un’ipotesi che, insieme alla reintroduzione dell’ici, finirebbe per determinare ricadute pesantissime sul potere di acquisto delle famiglie, stimate dall’O.N.F. nell’ordine di 900 Euro, comprimendo così  un mercato già in forte crisi, con forti ripercussioni sull’intera economia, dalla produzione al lavoro. È quanto mai necessario intervenire per contrastare questo andamento, ma di certo le misure che colpiscono ulteriormente i redditi medio-bassi (quelli che determinano in larga parte la domanda di mercato) non vanno nella giusta direzione. La patrimoniale (che se applicata sui patrimoni sopra i 900 mila Euro non è minimamente depressiva, mentre sicuramente lo è l’ici che colpisce il nucleo forte delle famiglie che determinano il mercato), la tassazione sulle rendite finanziarie, il taglio ai costi della politica, la lotta all’evasione fiscale e l’aumento della tassazione sui capitali “scudati”, queste sono le operazioni necessarie ad avviare una ripresa economica, ristabilendo un minimo di equità nel nostro Paese.

TREDICESIME: DIMINUISCE DI 0,8 MLD DI EURO IL MONTE GRATIFICHE 2011.

Fonte FOTO: WEB.
Mentre i mass media fanno a gara nelle lodi sperticate al “governo di banchieri,tecnocrati ed oligarchi” guidato da Mario Monti e Corrado Passera,con l’Istat che certifica un aumento della fiducia dei consumatori – a differenza della Francia che registra un crollo della confiance,con l'indice relativo sceso a 79 punti da 82 di ottobre, segnando il livello più basso da febbraio 2009,per la prima volta da venti anni in Italia (da quando Adusbef  le monitera), cala il monte tredicesime. Fra tre settimane saranno pagate infatti le tredicesime, che ammontano quest’anno a 35,0 miliardi di euro (- 0,8 miliardi,con un decremento del 2,2 % per cento rispetto al 2010), così ripartite: 10,20 miliardi ai pensionati (-1,92%); 9,20 miliardi ai lavoratori pubblici (-1,07%); 15,6 mld  (-3,10%) ai dipendenti privati (agricoltura,industria e terziario). Ma dopo un anno durissimo di rincari ed aumenti speculativi che hanno falcidiato i redditi delle famiglie costrette ad indebitarsi per sopravvivere,con una perdita ulteriore del potere di acquisto, resterà poco per festeggiare. Sarà un Natale durissimo, dopo l’onda lunga delle convulsioni finanziarie derivanti dallo scoppio della bolla dei derivati  e dai governi di Grecia ed Italia scelti dagli spread,dalla BCE, dai banchieri centrali ed agenzie di rating e da quei mercati senza regole, ai quali i governi hanno delegato funzioni importanti che non sono nella disponibilità degli oligarchi,ma degli esecutivi scelti dalla volontà popolare nelle democrazie al collasso, che sta portando l’euro alla sua dissoluzione, se non si interviene con la tobin tax per calmierare la speculazione, si introducono gli eurobond per finanziare gli Stati dell’Ue in crisi, si istituisce un’agenzia europea di rating,  si riforma lo Statuto della Banca Centrale Europea, vincendo l’ortodossia monetaria di una Germania che rimpiange il marco. Tredicesima ancor più che falcidiata quindi sotto l’albero di Natale,per far fronte ad aumenti infiniti iniziati a gennaio 2011 con le tariffe autostradali, benzina, bolli, tasse, tarsu, tariffe aeroportuali allegramente concessi dal Governo ai soliti capitani coraggiosi per finanziare investimenti pubblici a spese della collettività che daranno profitti privati, ed altri ordinari balzelli.  A fine anno, oltre alla busta paga più pesante, arrivano infatti anche le consuete scadenze fiscali, quali tasse,  bolli,  rate e canoni, che durante il mese di dicembre i contribuenti sono chiamati a versare. Con il risultato di ridurre dell’79,7 per cento l’attesa gratifica natalizia. Nel rincorrersi dei pagamenti da effettuare entro il 31 dicembre, dei 35,0 miliardi di euro di tredicesime che verranno pagate quest’anno, soltanto il 20,28 per cento, ossia 7,1 miliardi di euro, per la prima volta  un quinto del monte tredicesime, resterà realmente nelle tasche di lavoratori e pensionati. Il 46,5 % del totale (20,3  mld di euro) verrà infatti speso per pagare tasse, imposte, bolli, mutui e assicurazioni. Nel consueto appuntamento che fa i conti (da 20 anni) nelle tasche degli italiani, Adusbef e Federconsumatori prevedono un Natale durissimo sul fronte dei consumi,destinati a calare del 6,9% perché almeno 3 famiglie su quattro taglieranno le spese per l’incerta situazione economica. A “bruciare” un’ ampia fetta delle tredicesime saranno bollette, ratei e prestiti per un valore di 10,7 miliardi (ben il 30,4% del monte totale). La RC Auto, che continua a salassare le tasche degli automobilisti con rincari ingiustificati pari al 15% a fronte di una riduzione dei sinistri, mangerà 5,6 miliardi di euro, il 16% delle tredicesime, mentre 5,8 miliardi di euro, serviranno per pagare le rate dei mutui. Il salasso non è però ancora finito: 3,9 miliardi di euro (11,14%) se ne andranno per pagare le tasse di auto e moto, mentre 1,9 miliardi (5,43 %) spariranno per il canone Rai che sarà incrementato nonostante un deterioramento della qualità del servizio pubblico. La tredicesima per la maggior parte delle famiglie è già stata pesantemente ipotecata  non solo per pagare tasse, ratei e bollette delle utenze domestiche (Enel,Telecom,Gas,ecc.), ma un ulteriore 8,86  per cento, pari a 3,1 miliardi di euro, servirà per pagare i prestiti contratti con banche, finanziarie, parenti, amici e/o conoscenti per sopravvivere, dato che stipendi, salari e pensioni non bastano più per far quadrare i bilanci famigliari. Per scopi più piacevoli restano 7,1 miliardi di euro, il 20,28% del monte tredicesime, che potranno essere utilizzati per cenone, regali (spesso ai più piccoli), qualche viaggio, qualcosa da mettere da parte per future esigenze: una miseria, che non servirà a rilanciare i consumi, né ad alleviare le preoccupazioni di famiglie sempre più impoverite da rincari speculativi che si profilano in tutti i settori con la sciagurata tassa sui poveri denominata Iva al 21% e da un  futuro incerto, nonostante un tasso di fiducia,costruito a tavolino, che non aiuterà i consumatori,soprattutto i giovani che protestano per il futuro ipotecato, ad essere più sereni e fiduciosi. Adusbef e Federconsumatori, invitano il Governo ad evitare ulteriore inasprimento dell’Iva,la “tassa sui poveri” che colpisce indistintamente tutti i consumatori, gravando in particolare sulle più basse fasce di reddito aggravando così la recessione con un aumento dell’inflazione ed un calo dei consumi, soprattutto prestando attenzione alla reintroduzione dell’Iva prima casa, potendo reperire  maggiori risorse nei capitali scudati,che con un prelievo straordinario del 20% darebbe un gettito immediato di 21 miliardi di euro cash se impone a banche ed intermediari che hanno fatto rientrare i capitali di fungere da sostituto d’imposta, varando un urgente contestuale decreto per una tassa sui patrimoni oltre 1 milione di euro.      

Le tabelle che seguono riportano le stime di Adusbef.

MONTE TREDICESIME 2011  (In miliardi euro)
Variazione sul 2010

2010

2011
Variaz. 2010/2009
Pensionati
10,40

10,20
- 1,92 %
Lavoratori pubblici
  9,30

9,20
- 1,07 %
Dipendenti privati
 16,10

15,60
- 3,10 %
TOTALE TREDICESIME
 35,80 mld

35,00 mld
- 2,23  %

Come verranno spese le tredicesime 2011  - Importi in miliardi di euro
(In parentesi: percentuale su monte tredicesime)
Stime Adusbef (20 ° rapporto)  su dati ufficiali  
(Variazione sul 2010)


2010
2011
Variazione 2011/2010
RCAuto
5,1   (14,24 %)
5,6  (16,00%)
+ 9,8 %
Prestiti / Ratei
2,9    (8,10 %)
3,1    (8,86%)
+ 6,9 %
Canone Rai
1,8    (5,03 %)
1,9    (5,43%)
+ 5,5 %
Mutui casa
5,8  (16,20 %)
5,8  (16,57%)
         0,0 %
Bolli auto/moto
3,8  (10,61 %)
3,9  (11,14%)
+2,6 %
Bollette + Utenze
7,5  (20,94 %)
7,6  (21,71%)
+ 1,3 %
TOTALE SPESO
26,9  (75,14 %)
  27,9  79,71%)
+ 3,7 %
RIMANENZA
 8,9  (24,86 %)
7,1  (20,28%)
- 20,2 %
TOTALE  TREDICESIME
35,80 mld
35,00 mld
                        - 2,2 %
 

BOLLETTE PAZZE DI ACEA MINIGUIDA PER IL CONSUMATORE

Fonte FOTO: WEB.
  1. Accertarsi della congruità della somma fatturata: moltiplicando il numero dei giorni a cui è riferita la bolletta per il consumo medio giornaliero riportato sulla bolletta precedente.
 
 
 
  1.  Se il risultato della moltiplicazione è superiore di almeno il 10% alla quantità di kwh fatturati è necessario presentare o inviare all’Acea la richiesta scritta di rettifica della somma fatturata, precisando che il pagamento avverrà al ricevimento della bolletta corretta.
N.B. questa richiesta deve essere consegnata o inviata a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno prima del giorno di scadenza del pagamento. (Se invece la data di scadenza è già trascorsa, la bolletta va pagata, fermo restando la richiesta di rifatturazione).

  1.  Qualora il risultato della moltiplicazione sopra indicata è appena superiore o inferiore alla quantità di kwh fatturata, la bolletta dovrà essere pagata.
 
  1.  Nel caso suddetto deve essere inviato o consegnato un reclamo scritto in cui il consumatore chiede all’Acea di avere accreditato sulla prossima bolletta l’importo pagato in anticipo rispetto al consumo reale maggiorato dall’interesse al tasso applicato al cliente dopo la messa in mora per ritardato pagamento.
 
  1. Nel caso della richiesta di rettifica di fatturazione suggerita al punto 2 l’Acea deve provvedere entro 20 giorni. Nel caso del reclamo scritto, suggerito al punto 4 l’Acea deve rispondere, motivando l’anomalia, entro 40 giorni.
 
  1. Qualora trascorressero i termini sopra indicati senza alcun riscontro da parte dell’azienda, o la risposta può essere ragionevolmente ritenuta insoddisfacente, il consumatore può recarsi presso la Federconsumatori per attivare la procedura per la risoluzione del contenzioso.  

venerdì 25 novembre 2011

CRISI: FORTE PREOCCUPAZIONE PER LA MINACCIA DI AUMENTO DELL'IVA E REINTRODUZIONE DELL'ICI. MISURE SBAGLIATISSIME E DEPRESSIVE.

Fonte FOTO: WEB.
Sentiamo sempre più preoccupati dalle ipotesi che circolano circa la manovra economica a cui sta lavorando il nuovo Governo. Una prima misura che non condividiamo affatto è un ulteriore aumento dell’IVA, sia quella al 21%, sia quella al 10%. “Un’operazione che non possiamo che definire demenziale, dal momento che andrebbe a ricadere in un mercato già fortemente in crisi, per di più caratterizzato da prezzi in forte aumento.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. Un’ipotesi del genere influirebbe in maniera negativa sul potere di acquisto delle famiglie, comportando una ricaduta anche di 410-420 Euro annui a famiglia. Ma vi è di peggio, l’aumento dell’IVA, infatti, agisce come un pericolosissimo moltiplicatore sui prezzi: dal momento che influisce sui costi per il carburante necessario a trasportare le merci e, quindi, sui prezzi delle merci stesse. La seconda questione che desta grande preoccupazione riguarda la reintroduzione dell’ici sulla prima casa. Tale operazione determinerà ricadute per le famiglie di circa 400-450 Euro l’anno. Complessivamente, quindi, tra aumento dell’IVA e reintroduzione dell’ici le famiglie rischiano di subire un’ulteriore batosta di circa 900 Euro, che si andrà ad aggiungere a quella delle precedenti manovre, con ricadute disastrose sul potere di acquisto già in caduta libera e sui consumi. Di fronte ad una situazione simile, proprio non capiamo come, anche con il supporto di autorevoli economisti, si continui a demonizzare la patrimoniale come strumento depressivo. Come se l’ici non fosse anch’essa una patrimoniale depressiva che, però, colpisce soprattutto le famiglie a reddito medio-basso, ovvero coloro che determinano in larga misura la domanda di mercato. Dal nuovo Governo ci aspettiamo misure di tutt’altro genere, che vadano ad intaccare grandi patrimoni e rendite finanziarie, ma soprattutto ed in primo luogo gli evasori fiscali.

GIOCO: LA TUTELA DEI CITTADINI E DEI MINORI DEVE PREVALERE SULLA NECESSITA' DI FAR CASSA DA PARTE DEI MONOPOLI DI STATO.

Fonte FOTO: WEB.
Il gioco d’azzardo è un fenomeno ormai dilagante. Del resto non è una novità che, in tempo di crisi, i consumi cosiddetti “consolatori” aumentino: l’attuale raccolta del settore dei giochi in Italia ha raggiunto i 72 miliardi di Euro, pari mediamente a 1.200 Euro annui giocati da ciascun italiano. Questo anche sulla spinta dell’incessante pubblicità e sponsorizzazione del gioco, persino negli uffici postali. Tutto ciò sta portando sempre di più verso una vera e propria ludopatia. Fenomeno estremamente preoccupante è poi il diffondersi dei giochi (gratta e vinci, slot machine e poker online) tra i giovani di fascia 12 – 17 anni, come denunciato dal dipartimento di Pediatria del Fatebenefratelli di Milano. Federconsumatori e Adusbef fanno proprio l’allarme dell’accreditato Istituto sanitario, e lanciano la campagna di dissuasione dal gioco d’azzardo, che dovrà passare anche attraverso la necessaria inibizione dei messaggi pubblicitari che ne incitino la diffusione e la reiterazione. Le nostre Associazioni stanno preparando uno studio da presentare al CNU – Comitato Nazionale Utenti presso l’Agcom, nonché al Ministero della Salute, al fine di predisporre misure legislative che prevedano l’inibizione dei messaggi pubblicitari incentivanti il gioco e contestualmente impongano l’obbligo, nei confronti dei gestori, di indicare, all’interno dei siti dedicati o presso le sale giochi accreditate, dei chiari messaggi disincentivanti al gioco, così come fu previsto circa 30 anni fa per la dipendenza da tabacco.

giovedì 24 novembre 2011

RC AUTO: AUMENTI DEL TUTTO INGIUSTIFICATI E VIOLAZIONE DELL'OBBLIGO A CONTRARRE. IL NUOVO GOVERNO INTERVENGA CONTRO I COMPORTAMENTI VESSATORI MESSI IN ATTO DALLE COMPAGNIE.

Finalmente anche l’Isvap si è dotata della strumentazione conoscitiva dell’O.N.F., ed ora è finalmente in grado di rilevare gli scandalosi aumenti delle polizze rc auto. Aumenti che, lo ribadiamo da tempo, sono del tutto ingiustificati: basti pensare che dal 2001 ad oggi i costi per assicurare la propria vettura sono aumentati di ben il 98%, mentre, nello stesso periodo, è diminuita del 22% l’incidentalità. Un andamento a dir poco curioso, che ancora una volta fa insorgere più di un sospetto sulla correttezza nella determinazione delle polizze. Dagli ultimi dati dell’O.N.F. emerge che, solo quest’anno, le polizze rc auto siano aumentate in media di oltre il +12%, con picchi che superano anche il 25% per i neopatentati. A peggiorare notevolmente tale quadro, inoltre, contribuiscono anche le azioni di disdetta e l’abbandono di intere zone da parte delle compagnie, fenomeno che si sta diffondendo a macchia d’olio soprattutto nel Sud. Sono sempre più numerose, infatti, le denunce che giungono ai nostri sportelli relative alla disdetta di contratti assicurativi da parte delle compagnie, senza motivazione alcuna. Contratti che poi vengono riproposti agli utenti con aumenti esagerati, che raggiungono anche il doppio delle tariffe precedenti, spingendo così i contraenti, laddove possibile, a cambiare compagnia. Una condotta inaccettabile, che a nostro parere rappresenta una vera e propria violazione dell’obbligo a contrarre. Contro questo comportamento e contro gli aumenti incredibili registrati in questi anni chiediamo interventi immediati, al fine di incrementare la trasparenza e soprattutto la competitività in questo settore.

mercoledì 23 novembre 2011

INCHIESTA ENAV-FINMECCANICA: VICENDA VERGOGNOSA ED INQUALIFICABILE. DISPORRE NUOVE REGOLE ALL'INSEGNA DELLA TRASPARENZA. DISPORRE NUOVE REGOLE ALL'INSEGNA DELLA TRASPARENZA. DISPORRE NUOVE REGOLE ALL'INSEGNA DELLA TRASPARENZA.

Fonte FOTO: WEB.
Riteniamo vergognoso ed inqualificabile lo scandalo emerso dall’inchiesta Enav-Finmeccanica. I cittadini non ne possono più, soprattutto in una fase in cui stringono la cinghia a causa della situazione economica, mentre qualcuno va in giro con le valigette piene di soldi. Oltretutto vicende di questo tipo non fanno altro che peggiorare il rapporto già logorato fra cittadini e politica. Ci auguriamo che la Magistratura faccia chiarezza nel più breve tempo possibile sul sistema di tangenti escogitato. “In ogni caso, in attesa che ciò avvenga, è necessario che tutti coloro che sono coinvolti nella vicenda siano immediatamente mandati a casa.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. Un’operazione indispensabile, della quale anche il Governo dovrebbe farsi promotore, per il bene del Paese, oltre a farsi parte in causa per il risarcimento dei danni subiti. Le nostre Associazioni hanno già dato mandato ai propri legali di mettere in campo eventuali azioni risarcitorie nei confronti della cittadinanza danneggiata. Lo scalpore e l’eco che questa vicenda ha, anche a livello internazionale, non fa che peggiorare ulteriormente la fiducia nei confronti dell’Italia e del suo sistema industriale. È quanto mai necessario intervenire in maniera decisa per rilanciare un sistema basato unicamente sulla trasparenza, sulla chiarezza e sulla correttezza. Chiediamo inoltre che si conoscano i nomi  dei giornalisti coinvolti nell’ambito di questo vergognoso scandalo, e che, per gli opportuni interventi, sia coinvolta anche la Federazione della Stampa.

martedì 22 novembre 2011

IL COMUNE DI VISCIANO RICORRE AL TAR ATTRAVERSO I LEGALI DI FEDERCONSUMATORI.

Il sindaco del comune di Visciano, in provincia di Napoli, Domenico Montanaro, con il Presidente di Federconsumatori Campania, Rosario Stornaiuolo, e la rete Civica per l'acqua pubblica ATO 3 unitamente all'Avv. Giuseppe Grauso, responsabile per la Federconsumatori del servizio idrico, hanno annunciato oggi l'avvio di un'azione legale contro la GORI S.p.A.

Si tratta di un ricorso al Tar contro l'aumento del 20% delle tariffe dell'acqua voluto dall'azienda privata che serve 76 comuni per un totale di 1.500.000 abitanti. Di questi, più di un milione vivono nella sola provincia di Napoli, nell'area del consorzio ATO 3 Campania. 

Il motivo dell'aumento del prezzo è da ricercarsi nei debiti che la Gori ha accumulato in questi anni, debiti che non si capisce bene a cosa siano dovuti e che pagheranno quindi gli utenti senza un'apparente giusta motivazione. Hanno partecipato alla conferenza il vicepresidente della Federconsumatori nazionale Luigi Agostini, il presidente della Federconsumatori Campania Rosario Stornaiuolo, l'Avv. Giuseppe Grauso, i rappresentanti dei comitati cittadini di Castellammare di Stabia, Mugnano e dell'area Vesuviana nonchè i rappresentanti della rete Civica per l'acqua pubblica ATO 3 e il Sindaco di Visciano Domenico Montanaro - che si è schierato in prima linea, come parte lesa, con Federconsumatori e Rete Civica per L'Acqua Pubblica.



lunedì 21 novembre 2011

GOVERNO: TRACCIABILITA' DEI PAGAMENTI E ABOLIZIONE BANCONOTE DA 500 EURO COME PRIME MISURE CONTRO L'EVASIONE FISCALE.

“Oltre ad intervenire sulla patrimoniale e sulla tassazione delle rendite finanziarie, siamo convinti che questo Governo debba operare in maniera esemplare per combattere l’evasione fiscale.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. Questo non solo aumentando la tassazione sui capitali già “scudati”, ma eliminando direttamente le modalità più diffuse per evadere il fisco. La prima operazione in questo senso è incrementare la tracciabilità dei pagamenti, abolendo i pagamenti in contanti al di sopra dei 200 Euro. Una misura che, ovviamente, andrà affiancata da un abbattimento delle commissioni bancarie, per evitare che tale intervento abbia ripercussioni negative sui prezzi, a danno, quindi, dei cittadini. Inoltre riteniamo necessario abolire le banconote da 500 Euro. È questo, infatti, il taglio prediletto per i pagamenti in nero o per riempire le valigette colme di contanti che vanno a rimpinguare i conti nascosti in qualche paradiso fiscale.

INFLAZIONE: IL NUOVO GOVERNO PRENDA PROVVEDIMENTI PER CONTRASTARE LE SPECULAZIONI IN ATTO E RILANCIARE DOMANDA DI MERCATO E INVESTIMENTI PER LO SVILUPPO.

Fonte FOTO: WEB.
Continuiamo a ribadire quanto sia grave ed allarmante la crescita del tasso di inflazione, giunto addirittura al +3,4%, record storico mai raggiunto dal 2008. In aumento che, ancora una volta, si dimostra inconcepibile, poiché in totale contraddizione con l’andamento dei consumi in netto calo. L’unica spiegazione possibile per un fenomeno simile è l’esistenza di forti volontà speculative. “Quello che ci auguriamo è che il nuovo Governo, a differenza di quello precedente, si renda conto di questo gravissimo andamento ed intervenga in maniera decisa per contrastarlo.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. La situazione, infatti, è drammatica. I consumi crollano in quasi tutti i settori, persino in quello alimentare (-4% secondo recenti studi), allo stesso tempo, però, i prezzi relativi al cosiddetto “carrello della spesa” aumentano addirittura del +4,1% e, ancora peggio, aumenteranno ulteriormente alla luce dei rincari per il gasolio (cioè il carburante utilizzato il larga parte per il trasporto dei beni). Ma non ci sono solo gli aumenti dei carburanti e dei prezzi in generale ad incidere sul potere di acquisto delle famiglie, anche la Manovra varata dal precedente Governo, nonché l’impareggiabile trovata di aumentare l’IVA pesano in maniera determinate sulle tasche dei cittadini: secondo i calcoli dell’O.N.F. la convergenza tra ricadute inflazionistiche e ricadute della manovra economica comporterà un crollo del potere di acquisto delle famiglie dal 2012 al 2014 di oltre 8.300 Euro. E, solo per quest’anno, di 1.621 Euro, con le catastrofiche ricadute che possiamo ben immaginare sul versante dei consumi e, quindi, della produzione. È indispensabile che il nuovo Governo avvii le misure necessarie ad arginare tale andamento. Le parole d’ordine dovranno essere sì rigore dei conti, ma anche e rilancio della domanda di mercato, contrasto alle speculazioni su prezzi e tariffe, ripresa degli investimenti per la ricerca e lo sviluppo. Le risorse andranno ricercate attraverso una decisa lotta all’evasione fiscale, tassazione sui grandi patrimoni e sulle rendite finanziarie, taglio ai costi della politica.

ANTITRUST. BUON LAVORO AL NUOVO PRESIDENTE GIOVANNI PITRUZZELLA

Adusbef e Federconsumatori augurano buon lavoro a Giovanni PItruzzella nell’incarico delicato ed importante a cui viene chiamato. Presiedere l’autorità garante del mercato, in un Paese come il nostro è compito assai complicato e richiede fermezza ed energia in tutti i campi ed i settori della nostra economia, con la consapevolezza che difendere i cittadini dalle vessazioni per definire un mercato chiaro, trasparente e non ingannevole significa anche aiutare l’economia del Paese stesso. Confidiamo quindi che l’impegno del nuovo Presidente segua quello dei suoi predecessori a partire da quello sviluppato dal Professor Catricalà. Per quanto ci riguarda come associazioni- dichiarano Lannutti e Trefiletti- saremo come sempre vigili e collaborativi di quella che consideriamo essere una fondamentale Autorità di controllo e vigilanza quale l’Antitrust.

GOVERNO. ESIGIAMO DISCONTINUITA' SUL MERITO PER NON AFFONDARE DI PIU' LE FAMIGLIE ED IL PAESE

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L’affermazione fatta dal Presidente del Consiglio che richiederà maggiori sforzi a chi ha di più ci piace, poiché può rappresentare quella discontinuità di merito che abbiamo sempre richiesto in tema di manovre economico- finanziarie. Sin d’ora tali manovre che non ci sono piaciute affatto hanno colpito essenzialmente i soliti noti e , vogliamo ricordarlo, che le ricadute a regime impoveriranno le famiglie di 2.031 euro l’anno sul loro potere di acquisto. Ed allora per Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, un rigore equo coniugato ad una politica di sviluppo non può che indirizzarsi verso manovre che ricadano su chi detiene ricchezza e patrimoni del paese quali: una lotta determinata contro l’evasione fiscale, a partire da un incremento (15-20%) della tassa stabilita per chi ha usufruito dello scudo fiscale ed una tassazione dei patrimoni e delle rendite finanziarie. Si abbandoni inoltre ogni idea di incremento dell’IVA che avrebbe un effetto deprimente in una economia già peraltro molto depressa. Mentre un segnale forte ed immediato deve essere dato in tema di tagli della politica e dei livelli istituzionali con il superamento delle Provincie. Da sempre, infine, riteniamo che in fasi come questa non solo si possa ma si debbano utilizzare anche quote delle nostre riserve auree con obbiettivi strettamente correlati a investimenti finalizzati alla ricerca ed alla  innovazione tecnologica.

GOVERNO: IL PROSSIMO PASSO E' LASCIARSI ALLE SPALLE LA POLITICA ECONOMICA ATTUATA FINORA.

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Non possiamo che esprimere un giudizio positivo relativamente al primo passo all’insegna della discontinuità con l’esecutivo precedente compiuto dal nuovo Governo. Una necessaria rottura con il passato, che dovrà proseguire anche in ambito di politica economica. Auguriamo quindi buon lavoro al nuovo Governo, che si troverà ad operare scelte particolarmente difficili e delicate per affrontare la forte crisi in atto. Ovviamente ci riserviamo di dare un giudizio più compiuto nel merito, non appena sarà reso noto il programma che il Governo intenderà attuare. Misure che dovranno coniugare rigore e sviluppo, per il bene del Paese. Siamo convinti, infatti, che per il rilancio dell’economia sia indispensabile ripartire da una ripresa degli investimenti per l’innovazione e la ricerca. È ora il momento di avviare misure responsabili, che traggano risorse dove ce ne sono in abbondanza: grandi patrimoni, rendite finanziarie, costi della politica, evasori fiscali. “Le famiglie ed i cittadini onesti hanno già dato.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. – “Ora è giunto il momento che anche furbetti ed evasori inizino fare sacrifici per il Paese.”

BENZINA: GRAVISSIMI I NUOVI RINCARI DEL GASOLIO. DI QUESTO PASSO SI AVRANNO RICADUTE DI 130 EURO A FAMIGLIA.

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Continua la corsa del prezzi del gasolio, che oggi hanno superato quota 1,57 Euro al litro. Un andamento particolarmente grave, tra l’altro del tutto ingiustificato dal momento che il petrolio, da diversi giorni a questa parte, è in lieve calo. “A destare particolare preoccupazione non sono solo le ricadute dirette che tali rincari avranno sulle tasche degli automobilisti, ma anche e soprattutto le ricadute indirette.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. Il gasolio, infatti, è il carburante maggiormente utilizzato per il trasporto delle merci. Un notevole aumento di questo carburante comporta, pertanto, pesantissime ripercussioni sui prezzi finali, in particolar modo per i beni di largo consumo. L’impatto più allarmante è quello che si avrà sui prezzi dei beni alimentari, per i quali si avranno, di questo passo, ricadute di 130 Euro a famiglia. Una prospettiva gravissima, soprattutto alla luce della forte contrazione dei consumi persino nel settore alimentare e dell’elevata crescita dei prezzi (secondo gli ultimi dati il cosiddetto “carrello della spesa” segnava un aumento del +4,1%). Tutto ciò fa presagire un Natale ancora più gelido dell’anno passato, che già aveva registrato un crollo dei consumi di oltre il 12%. Ci auguriamo che il nuovo Governo intervenga al più presto per arginare questa situazione, disponendo un sistema di controlli e verifiche contro i fenomeni speculativi che ormai son divenuti parte integrante del settore. Non dimentichiamo che, solo per i recenti aumenti del gasolio, la filiera petrolifera incrementa i propri introiti di ben 600 milioni di Euro. È indispensabile inoltre, come ribadiamo da tempo, avviare un indispensabile processo di modernizzazione e liberalizzazione, che consentirebbe di eliminare le inefficienze e calmierare i prezzi.

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