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lunedì 30 gennaio 2012

CRISI: POTERE DI ACQUISTO E FIDUCIA DEI CONSUMATORI AI MINIMI STORICI. FAMIGLIE A REDDITO FISSO PERDONO OLTRE 342 EURO L'ANNO.

Sempre più gravi i dati diffusi dall’Istat sulla fiducia dei consumatori, che si attesta ai livelli minimi dal 1996, ovvero da quando è iniziata la rilevazione di questo dato e sul divario tra livello delle retribuzioni e crescita dei prezzi. I redditi delle famiglie, secondo quanto rilevato da un’indagine di Bankitalia, risultano inferiori addirittura a quelli del 1991. Il potere di acquisto delle famiglie a reddito fisso è diminuito del -1,9% secondo i dati odierni dell’Istat. Questo significa, per una famiglia media monoreddito che percepisce un reddito 1.500 Euro al mese una diminuzione del potere di acquisto pari a 342 Euro l’anno, mentre nel caso il reddito percepito sia di 2.000 Euro al mese la diminuzione del potere di acquisto è pari a 456 Euro l’anno. Mentre la capacità di acquisto continua a diminuire prezzi e tariffe sono in incessante crescita: le prime previsioni dell’O.N.F. - Osservatorio Nazionale Federconsumatori prospettano nel 2012 un aumento pari a 392 Euro a famiglia solo per quanto riguarda il settore alimentare. Aggravi, tra l’altro, destinati a peggiorare anche sulla spinta degli aumenti determinati dalla serrata dei tir. “Di fronte a questo scenario non ci sorprende affatto che il potere di acquisto delle famiglie a reddito fisso e la fiducia dei consumatori siano ai minimi storici. Quello che ci sorprende, piuttosto, è che il Governo non si decida ancora ad intervenire per risollevare la situazione.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. È necessario, infatti, agire con maggiore coraggio e determinazione sul versante delle liberalizzazioni, ad oggi affrontate in maniera ancora troppo timida. Inoltre è indispensabile, da un lato, avviare verifiche e controlli per contrastare le intollerabili speculazioni in atto e, dall’altro, rilanciare gli investimenti per lo sviluppo e la ricerca, fondamentali per una ripresa dell’economia.

lunedì 21 novembre 2011

GOVERNO. ESIGIAMO DISCONTINUITA' SUL MERITO PER NON AFFONDARE DI PIU' LE FAMIGLIE ED IL PAESE

Fonte FOTO: WEB.
L’affermazione fatta dal Presidente del Consiglio che richiederà maggiori sforzi a chi ha di più ci piace, poiché può rappresentare quella discontinuità di merito che abbiamo sempre richiesto in tema di manovre economico- finanziarie. Sin d’ora tali manovre che non ci sono piaciute affatto hanno colpito essenzialmente i soliti noti e , vogliamo ricordarlo, che le ricadute a regime impoveriranno le famiglie di 2.031 euro l’anno sul loro potere di acquisto. Ed allora per Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, un rigore equo coniugato ad una politica di sviluppo non può che indirizzarsi verso manovre che ricadano su chi detiene ricchezza e patrimoni del paese quali: una lotta determinata contro l’evasione fiscale, a partire da un incremento (15-20%) della tassa stabilita per chi ha usufruito dello scudo fiscale ed una tassazione dei patrimoni e delle rendite finanziarie. Si abbandoni inoltre ogni idea di incremento dell’IVA che avrebbe un effetto deprimente in una economia già peraltro molto depressa. Mentre un segnale forte ed immediato deve essere dato in tema di tagli della politica e dei livelli istituzionali con il superamento delle Provincie. Da sempre, infine, riteniamo che in fasi come questa non solo si possa ma si debbano utilizzare anche quote delle nostre riserve auree con obbiettivi strettamente correlati a investimenti finalizzati alla ricerca ed alla  innovazione tecnologica.

GOVERNO: IL PROSSIMO PASSO E' LASCIARSI ALLE SPALLE LA POLITICA ECONOMICA ATTUATA FINORA.

Fonte FOTO: WEB.
Non possiamo che esprimere un giudizio positivo relativamente al primo passo all’insegna della discontinuità con l’esecutivo precedente compiuto dal nuovo Governo. Una necessaria rottura con il passato, che dovrà proseguire anche in ambito di politica economica. Auguriamo quindi buon lavoro al nuovo Governo, che si troverà ad operare scelte particolarmente difficili e delicate per affrontare la forte crisi in atto. Ovviamente ci riserviamo di dare un giudizio più compiuto nel merito, non appena sarà reso noto il programma che il Governo intenderà attuare. Misure che dovranno coniugare rigore e sviluppo, per il bene del Paese. Siamo convinti, infatti, che per il rilancio dell’economia sia indispensabile ripartire da una ripresa degli investimenti per l’innovazione e la ricerca. È ora il momento di avviare misure responsabili, che traggano risorse dove ce ne sono in abbondanza: grandi patrimoni, rendite finanziarie, costi della politica, evasori fiscali. “Le famiglie ed i cittadini onesti hanno già dato.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. – “Ora è giunto il momento che anche furbetti ed evasori inizino fare sacrifici per il Paese.”

GOVERNO: IL TAGLIO DEI COSTI DELLA POLITICA DOVRA' ESSERE IL PRIMO SEGNALE ALL'INSEGNA DEL CAMBIAMENTO.

Fonte FOTO: WEB.
Ribadiamo il nostro giudizio positivo sulla discontinuità del nuovo Governo rispetto a quello precedente. Una discontinuità che dovrà proseguire in maniera determinata anche sul piano della politica economica e finanziaria. “Quello di cui ha bisogno il Paese per uscire dalla crisi è una svolta decisa, all’insegna di equità e sviluppo.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. In questo senso un forte e significativo segnale di cambiamento dovrà essere dato sul fronte dei tagli ai costi della politica e dei costi istituzionali, anche attraverso il superamento delle province. A fare i sacrifici non dovranno più essere solo i cittadini onesti, ma tutti, a partire proprio dagli evasori fiscali e dai possessori dei capitali “scudati”, la cui tassazione dovrà aumentare al 15-20%. Tra le misure necessarie alla ripresa, inoltre, vi sono anche interventi sui grandi patrimoni e sulle rendite finanziarie. Tutte queste operazioni dovranno servire per il rilancio dell’economia, attraverso la ripresa degli investimenti per l’innovazione e la ricerca.

martedì 15 novembre 2011

GOVERNO: NECESSARIO UN TAGLIO NETTO CON IL PASSATO. LOTTA ALL'EVASIONE, PATRIMONIALE E VOLTI NUOVI.

Da questo Governo ci aspettiamo un tagli netto con il passato. Discontinuità nelle scelte di politica economica e finanziaria, che dovranno essere improntate a una maggiore equità. Basta con manovre a carico dei cittadini, dei pensionati, delle famiglie a reddito fisso, il cui potere di acquisto è ormai ridotto ai minimi termini dalla convergenze della manovra e dell’intollerabile aumento dei prezzi. Per sostenere la ripresa economica del Paese bisogna ripartire da: lotta all’evasione fiscale, tassazione rendite finanziarie e grandi patrimoni, riduzione del debito, taglio dei costi della politica. Una discontinuità che dovrà riguardare anche i nomi ed i volti dei Ministri e dei Sottosegretari che saranno chiamati a governare il Paese in questo delicato momento. A tale proposito, oltre a sottolineare la necessità di una forte presenza femminile, vorremmo ricordare che non esiste un singolo territorio o una singola università in cui reclutare i nuovi nomi. Solo grazie a queste operazioni, rompendo decisamente con il passato, si potrà avviare il rilancio necessario alla nostra economia, che dovrà passare attraverso una ripresa degli investimenti per lo sviluppo tecnologico e la ricerca, nonché attraverso interventi finalizzati al rilancio della domanda di mercato.

GOVERNO. DISCONTINUITA' EQUITA' SVILUPPO FACCE NUOVE

Qualunque sia la decisione che prenderà il Colle, quello che ci auguriamo è una netta e decisa discontinuità con il passato, soprattutto in tema di politica economica e finanziaria. Le misure che il nuovo Governo dovrà prendere, infatti, dovranno sì puntare al pareggio di bilancio, ma all’insegna dell’equità , della sostenibilità e dello sviluppo. Basta con manovre a carico dei cittadini, dei pensionati, delle famiglie a reddito fisso, il cui potere di acquisto è ormai ridotto ai minimi termini dalla convergenze della manovra e dell’intollerabile aumento dei prezzi, dichiara Rosario Trefiletti Presidente Federconsumatori. Ed allora, per sostenere la ripresa economica del Paese, bisogna partire proprio da chi, finora, non ha versato un Euro, vale a dire gli evasori, finora protetti e “scudati” dal Governo uscente. Inoltre, per sostenere misure di rilancio  sarà necessario intervenire sulla tassazione dei grandi patrimoni e sulle rendite finanziarie, nonché operare un taglio ai costi della politica. Solo grazie a tali misure, e non opprimendo ulteriormente il potere di acquisto dei cittadini, si potrà e si dovrà avviare il rilancio necessario alla nostra economia, che deve passare attraverso la ripresa di una politica di investimenti per lo sviluppo tecnologico e la ricerca, sui settori innovativi, nonché attraverso interventi finalizzati al rilancio della domanda di mercato. Fondamentale è inoltre che il nuovo Governo che si dovrà formare proponga nomi e volti nuovi, in netta discontinuità con il passato, non solo sulle questioni di merito.

martedì 4 ottobre 2011

Azione inibitoria nei confronti della Circumvesuviana/EAV S.r.L.


Tagli al trasporto pubblico locale
La manovra correttiva varata dal Parlamento per garantire il raggiungimento del pareggio di bilancio entro il 2014 prevede ingenti tagli alle risorse destinate alle Regioni ed agli altri Enti pubblici locali. I tagli della spesa hanno colpito duramente la Regione Campania, che conseguentemente ha stabilito, con Delibera della Giunta Regionale Campania n. 964 del 30-12-2010, la riduzione delle risorse destinate dal Bilancio regionale al trasporto pubblico locale. Tale riduzione ha interessato tutte le Aziende a partecipazione regionale esercenti servizio pubblico su gomma e ferro. Nella distribuzione dei tagli il 23%, rispetto al 2010, è stato sottratto al trasporto su gomma e 15% nel settore dei treni. Il tutto a danno degli utenti: milioni di lavoratori e studenti pendolari appiedati e costretti a riversarsi sulle strade oppure a sopportare i prezzi di biglietti e abbonamenti raddoppiati o addirittura triplicati. Di fronte al peggioramento della situazione dell’offerta complessiva che rende sempre più difficile la vita del pendolare che si serve quotidianamente del mezzo pubblico, la Federconsumatori ha deciso di intraprendere una serie di iniziative a tutela del diritto alla mobilità, al fine di impedire che abbia luogo l’inaccettabile circolo vizioso che parte dalla riduzione dell’offerta di servizio, passa per la riduzione della domanda di servizio, la riduzione dei ricavi da traffico, l’aumento delle tariffe e l’aumento delle auto private in circolazione e giunge al peggioramento dell’ambiente e della qualità di vita per tutti i cittadini campani. Federconsumatori, convinta che si debba procedere in una diversa direzione che potenzi il servizio di trasporto pubblico in nome della mobilità sostenibile, sta raccogliendo le adesioni all’azione giudiziaria a tutela del diritto alla mobilità che i legali della Federconsumatori hanno preparato.
Si tratta di un’azione inibitoria ai sensi dell’art. 140 Cod. consumo, di ci segue un breve estratto.

CLICCA QUI PER SCARICARE IL MODULO E ADERIRE ALL'AZIONE INIBITORIA NEI CONFRONTI DELLA CIRCUMVESUVIANA/EAV

martedì 13 settembre 2011

MANOVRA: LE RICADUTE A REGIME SARANNO DI 2.031 EURO A FAMIGLIA.

In vista della “discussione” alla Camera dell’ennesima versione della manovra economica, l’O.N.F. ha aggiornato i calcoli sulle ricadute per i cittadini. Queste misure, a regime, peseranno sulle tasche delle famiglie per 2.031 Euro annui. Una cifra improponibile, che per di più si aggiunge all’inarrestabile crescita di prezzi e tariffe. A pagare tali cifre saranno i soliti noti, vale a dire le famiglie a reddito fisso e i pensionati. Tutto ciò non farà altro che aumentare il malessere delle famiglie, che inciderà sull’intera economia determinando ulteriori contrazioni dei consumi, nonché della stessa produzione industriale e dei servizi. “Oltretutto, quello che ci preoccupa maggiormente è che questa manovra non si limita ad essere iniqua, sbagliata e depressiva, ma non contiene nemmeno l’ombra di investimenti per il rilancio di un’economia assolutamente depressa.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. Per questo ribadiamo la necessità e l’urgenza di una modifica all’insegna dell’equità, colpendo innanzitutto evasori, grandi patrimoni, rendite finanziarie e sprechi della politica, e del rilancio, avviando una seria politica di investimenti principalmente su settori innovativi e ricerca.

Clicca sull'immagine per visalizzare la tabella riassuntiva

venerdì 9 settembre 2011

DERIVATI AVARIATI: SENTENZA CONSIGLIO DI STATO RENDE ANNULLABILI TUTTI CONTRATTI STIPULATI DALLE BANCHE CON GLI ENTI LOCALI PER UN VALORE NOZIONALE DI CIRCA 52,2 MILIARDI DI EURO ! ADUSBEF E FEDERCONSUMATORI DIFFIDANO IL GOVERNO A SANATORIE E NORME "SALVABANCHE" !

L'importante decisione del Consiglio di Stato, nella sentenza depositata ieri, che ha chiuso la partita tra la Provincia di Pisa - Crediop e Depfa, per i derivati avariati,vera e propria finanza criminale, appioppati ad oltre 500 enti locali per un valore nozionale di 52,2 miliardi di euro, rende nulli il 95% dei contratti stipulati da banchieri senza scrupoli,offrendo la possibilità ai contraenti l'annullamento in autotutela  davanti al giudice italiano,non già alle Corti inglesi. Adusbef e Federconsumatori,che da oltre un decennio,hanno denunciato alle procure della Repubblica i derivati avariati di Unicredit ed altre banche italiane ed estere  che hanno condotto al dissesto finanziario imprese solide, costrette a stipulare contratti capestro anche con sistemi ricattatori di mancato rinnovo del fido, rendono disponibili i loro uffici legali per assistere e tutelare centinaia di contraenti frodati da una vera e propria finanza truffaldina. Il Consiglio di Stato ha scritto la parola fine al disastro dei derivati ingegnerizzati, importati in Italia dal mondo anglosassone, i cui algoritmi offrivano possibilità alle banche di guadagnare sempre con probabilità di almeno il 90%,ed ai contraenti di perdere sempre, per conseguire enormi profitti e sistemi retributivi incentivanti ai manager che proponevano i contratti truffa. Le grandi banche italiane non hanno resistito ai lauti profitti consentiti dai derivati Over the counter (Otc, scambiati cioè fuori da mercati regolamentati) di "copertura" contro il rialzo dei tassi di interesse venduti a enti territoriali, imprese, società finanziarie, che secondo gli ultimi dati disponibili della Banca d'Italia al 31 dicembre 2010  registravano perdite potenziali OTC del 'sistema Italia' nei confronti degli istituti di credito italiani e stranieri pari a 52,2 miliardi di euro. I derivati tossici hanno intossicato la vita a migliaia di imprese, enti locali e società finanziarie, che non sono riuscite più a far fronte alle rate crescenti da pagare sugli swap con un valore di mercato negativo e perdite potenziali pari a 52,2 miliardi di euro. Adusbef e Federconsumatori,che continueranno a denunciare le malefatte di una finanza di carta che ha divorato l'economia reale, nel confidare che alcuni banchieri senza scrupoli che hanno appioppati tali derivati ad imprenditori ed enti locali, invece di essere candidati al ruolo di salvatori della patria, dovrebbero essere candidati nelle Patrie Galere, diffidano il governo a sanatorie o norme salvabanche,come quelle già approvate che smantella la legge sull'usura e sull'anatocismo bancario.

MANOVRA: NESSUNA ACCELERAZIONE DEI TEMPI PER QUESTA MANOVRA INIQUA E DEPRESSIVA, CHE COSTERA' 2.031 EURO A FAMIGLIA.

Il nostro giudizio su questa manovra iniqua, sbagliata e depressiva rimane del tutto negativo. La consideriamo un vero e proprio attentato all’economia del nostro Paese, in quanto, a regime, comporterà una perdita di 2.031 Euro annui a famiglia. A pagare tali cifre saranno i soliti noti, vale a dire le famiglie a reddito fisso e i pensionati. Tutto ciò non farà altro che aumentare il malessere delle famiglie, che inciderà sull’intera economia determinando ulteriori contrazioni dei consumi, nonché della stessa produzione industriale e dei servizi. Oltretutto, questa manovra non contiene nemmeno l’ombra di investimenti per il rilancio di un’economia assolutamente depressa. “Alla luce di tutte queste motivazioni noi siamo assolutamente contrari ad ogni tentativo di accelerazione dei tempi di approvazione di questa manovra, così com’è.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. Anche se comprendiamo la necessità di una manovra economica che faccia tornare i conti del nostro Paese, il problema sta tutto nei contenuti di questa manovra. Sono necessari tempi “supplementari”, per apportare modifiche indispensabili, che agiscano su patrimoni, rendite ed evasione fiscale. In assenza di ciò diamo giudizi positivi a qualsiasi operatività di contrasto pacifico che venisse messa in campo.

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