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martedì 17 gennaio 2012

CRICCA RATING: BENE CHE EUROPA NE SCOPRA IL PERICOLO,MA BISOGNA AGIRE PRESTO, SIA CON SANZIONI PESANTI,CHE CON ISTITUZIONE DI UNA DAGONG UE.

Adusbef e Federconsumatori, che hanno denunciato da anni i report posticci ad orologeria, emessi dalla cricca del rating come  Moodys e Standard & Poors, come la lunga catena di clamorosi errori di valutazione su Parmalat, i Sub-Prime insalsicciati ed immessi sui mercati finanziari globali  con il massimo di affidabilità ed analoga pagella di massima promozione offerta anche alla Lehman Brothers prima del fallimento, apprendono con soddisfazione che l'Europa vuole finalmente affrontare la questione di rating criminali, emessi ad orologeria per speculare e destabilizzare. E' notizia ottima che il presidente designato dell'Europarlamento, il socialista Martin Schulz, tra i primi punti del suo programma, voglia affrontare il monopolio delle Agenzie di rating ed aprire un'indagine sulle loro ultime valutazioni sugli Stati membri anche per avviare un'azione risarcitoria, oltre ad una tassa sulle transazioni finanziare e regole più rigide anti-speculazione, e di intervenire anche sulle banche. Adusbef e Federconsumatori auspicano che l'Europarlamento possa indagare anche sull' European Sicurity Market Authority,  ennesimo inutile carrozzone di controllo europeo, che ha sottovalutato i pericoli derivanti da entità private oligopolistiche, come Moodys, Fitch, Standard & Poors, le quali nonostante i gravissimi conflitti di interessi presenti nel loro azionariato, sono riuscite a registrarsi in questa sedicente autorità Esma  il 31 ottobre scorso, con il nulla osta della Consob, per poter continuare   con i loro rapporti ad orologeria, a destabilizzare l' Europa,  ponendo le basi per celebrare i funerali dell'euro, affinchè sciacalli, speculatori, banche di affari e fondi (che sono la stessa cosa) possano banchettare sul cadavere del vecchio Continente. Con l'auspicio che non si perda più tempo prezioso, sia per istituire una Dagong Europea,  un'agenzia pubblica come la cinese Dagong , che approvare una urgente risoluzione per escludere che entità private, che nel loro azionariato hanno le varie Black Rock, banche ed altre grandi corporation, possano dare valutazioni arbitrarie su Stati e Nazioni senza che le stesse siano commissionate e richieste, che per impedire in futuro che  report posticci, emessi ad orologeria, possano destabilizzare i mercati  per alimentare movimenti speculativi a colpo sicuro.

mercoledì 11 gennaio 2012

BANCHE: LA FEDERCONSUMATORI CONFERMA UNA CLASS ACTION PER IL "CONVERTENDO" DELLA BANCA POPOLARE DI MILANO.

Si è svolta in data 09 gennaio 2012 l’Assemblea indetta dalla Federconsumatori a Milano alla quale hanno partecipato moltissimi risparmiatori coinvolti nella vicenda “Convertendo BPM”. L’acquisto di tali titoli ha comportato una perdita rilevantissima per i consumatori coinvolti e la Federconsumatori, proprio di fronte alle responsabilità della Banca nel collocamento, ha confermato il mandato ad un collegio di legali, coordinato dal Prof. Avv. Massimo Cerniglia, di predisporre una class action contro la BPM. Il Collegio di difesa ha fornito un’analisi economica e giuridica sul convertendo e sulle sue criticità, affermando con chiarezza quali sono i presupposti e le valutazioni per tutte le azioni da intraprendere. Le sedi e gli sportelli della Federconsumatori sono a disposizione per fornire informazioni sulle iniziative che verranno proposte a breve, ivi compresa la modalità per aderire all’azione di classe (class action) per tutti coloro che ne posseggono i requisiti e per le eventuali azioni individuali.

martedì 10 gennaio 2012

BANCHE: GOVERNO INTERVENGA

Fonte FOTO: WEB.
Il Governo che ha varato una manovra lacrime e sangue a carico dei cittadini per cercare di combattere la crisi e far ripartire l’economia, ha il dovere di intervenire, sia per eliminare l’obbligo di costose polizze di decine di migliaia di euro, che si configura come una estorsione a carico dei mutuatari che non hanno alcuna possibilità di scelta se vogliono contrarre un mutuo, che  per monitorare la gravissima restrizione creditizia, in gergo denominata credit crunch per aiutare le imprese in crisi di liquidità ad uscire dall’impasse. Non è più tollerabile, che il sistema bancario italiano, beneficato di ben 209 miliardi di prestiti da parte della Bce al tasso di favore dell’1% con la “causale” di metterlo in circolazione ed erogarlo ai richiedenti per far ripartire l’economia dopo rigorose istruttorie di meritorietà  di credito, trattenga questa ingente massa monetaria, parcheggiandola alla stessa Bce, per evitare di assumere rischi connessi all’attività bancaria. Se i manager bancari non vogliono rischiare, cambino mestiere, ma non è più tollerabile che un Governo di banchieri,che conosce le regole e le migliori prassi dell’attività creditizia, possa sorvolare su uno scandalo che rischia di vanificare qualsiasi barlume di ripresa dell’economia,che si fonda sulle richieste di affidamenti, che in molti casi il sistema bancario non concede più,nonostante una forbice tra le più ampie in assoluto nell’ultimo decennio, che supera 10 punti, tra i costi di raccolta e i tassi richiesti sugli impieghi. La Bce non può continuare ad elargire ingenti masse monetarie a banche che non prestano denaro ai richiedenti in regola con i principi di solvibilità, e se non vuole rendersi ancora più responsabile della crisi da eccesso di liquidità, cominci a prestare direttamente i soldi alle imprese,al tasso dell’1%, riavviando in tal modo i meccanismi virtuosi ed i cicli economici entrati in recessione.

giovedì 22 dicembre 2011

BANCHE: FEDERCONSUMATORI E ADUSBEF NOTIFICANO ALLA CONSOB UN FORMALE ATTO DI DIFFIDA PER OBBLIGARE LE BANCHE A INSERIRE NEI PROSPETTI DI EMISSIONI OBBLIGAZIONARIE GLI SCENARI DI PROBABILITÀ. IN DIFETTO MINACCIANO CONTRO LA CONSOB AZIONI LEGALI E RISARCITORIE.

Il Governo Monti ha stabilito che lo Stato italiano si farà garante dei prestiti obbligazionari che le banche venderanno ai loro clienti. L’Adusbef e Federconsumatori nutrono forti dubbi che le Banche del nostro Paese, per quanto ne hanno fatto in passato (Bond Cirio, Parmalat, Argentina ecc) e ne fanno ancora oggi ( Convertendo BPM) meritino tale apertura di credito da parte dello Stato e quindi dei cittadini. Ad ogni modo Adusbef e Federconsumatori con un comunicato stampa diffuso ieri hanno invitato la CONSOB, anche e soprattutto a seguito di tale paracadute statale, a obbligare le Banche a inserire nei prospetti informativi che accompagnano per legge le emissioni bancarie anche i cd. scenari di probabilità: tramite tale prezioso strumento si può prevedere se un titolo nel tempo può essere destinato a far perdere parte del capitale e in che percentuale. Ora Adusbef e Federconsumatori notificheranno alla CONSOB un formale atto di diffida con il quale mettono in mora l’Autorità e l’avvertono che in difetto di adeguamento a quanto richiesto circa l’inserimento obbligatorio degli scenari di probabilità agiranno in via legale e soprattutto considereranno la CONSOB cooresponsabile con le Banche per i danni causati ai risparmiatori dal mancato inserimento degli stessi scenari di probabilità.

mercoledì 21 dicembre 2011

BANCHE: FEDERCONSUMATORI E ADUSBEF, A SEGUITO DEL PROVVEDIMENTO GOVERNATIVO DI GARANZIA DEI PRESTITI OBBLIGAZIONARI BANCARI CHIEDONO ALLA CONSOB DI PRETENDERE NUOVAMENTE DALLE BANCHE DI INSERIRE NEI PROSPETTI DI EMISSIONE GLI SCENARI DI PROBABILITÀ.

Fonte FOTO: WEB.
Le banche Italiane hanno ottenuto dal Governo Monti il grande vantaggio in base al quale lo Stato diviene garante dei prestiti obbligazionari che le banche venderanno ai loro clienti almeno a certe condizioni. Da uno studio apparso sull’ultimo numero dell’ Espresso effettuato sulla base di cinque prospetti di collocamento dal Prof. Riccardo Cesari dell’Università di Bologna risulta che i costi dichiarati nei prospetti di emissione sono di gran lunga inferiori dei costi effettivi e che le percentuali di probabilità di rendimento negativo dei titoli sono molto alte. Tali dati tuttavia non appaiono più nei prospetti che accompagnano i collocamenti obbligazionari pur se in precedenza erano stati richiesti dalla Consob. Si ricordi per esempio che sul prestito obbligazionario convertendo del 2009 della Banca Popolare di Milano, la CONSOB aveva preteso di indicare gli scenari di probabilità e gli stessi evidenziavano che il rendimento negativo sfiorava il 70 %. Sappiamo come è finito con il convertendo della Banca Popolare di Milano con il consolidamento di ingentissime perdite per i risparmiatori privati e con pesanti sanzioni inflitte dalla CONSOB alla Banca per avere alzato in moltissimi casi repentinamente il profilo di rischio del cliente per adeguarlo a operazioni, quali quelle relative al convertendo, altamente speculative. Nonostante l’evidente importanza per la sicurezza dei risparmiatori dei suddetti scenari di probabilità, all’inizio del 2011 la CONSOB, contestualmente all’arrivo alla Presidenza di Vegas, ha smesso di chiedere tali tipi di analisi agli emittenti dei Bond. Ora che gli istituti bancari hanno ottenuto dal Governo di Mario Monti la garanzia per i prestiti obbligazionari, almeno a certe condizioni, è di tutta evidenza che la CONSOB dovrà emanare raccomandazioni cogenti affinchè tutti gli istituti di credito che emettono prestiti obbligazionari rivolti anche ai risparmiatori pubblichino nei prospetti informativi gli scenari di probabilità. Non si può infatti richiedere e ottenere ai fini di liquidità risorse al mercato con il paracadute dello Stato per poi emettere titoli molto spesso scadenti, con condizioni e costi non trasparenti e con il rischio per i risparmiatori non solo di non ottenere vantaggi economici ma addirittura di perdere percentuali rilevanti del capitale.

BANCHE: FEDERCONSUMATORI E ADUSBEF DIFFIDANO LA BANCA D'ITALIA DAL RECEPIRE LE INGIUSTE E ILLOGICHE DECISIONI DELL'AUTORITA' BANCARIA EUROPEA SULLA CAPITALIZZAZIONE DELLE BANCHE.

Fonte FOTO: WEB.
Secondo la Boston Consulting Group le banche in tutto il mondo potrebbero essere indotte a tagliare il credito a imprese e famiglie per una cifra pari al 20 % dei loro attivi a causa degli aumenti di capitale imposti dalla crisi, Basilea 3 e dall’improvvido provvedimento dell’ Autorità Bancaria Europea. Gli aumenti di capitale delle Banche effettuati sino ad oggi e pari a 73 miliardi solo in Europa sono, infatti, stati già abbondantemente inghiottiti dal buco nero della crisi. Le banche pertanto si trovano avanti un drammatico bivio: aumentare ancora il capitale oppure tagliare il credito a imprese e famiglie ( a livello mondiale almeno 5 miliardi di euro). Questa è la strada indicata dalle riforme regolamentari più recenti a partire da Basilea 3. Come è stato rilevato, tuttavia, ambedue le strade rischiano di non risolvere il problema ma di aggravarlo in quanto il nuovo capitale che anche l’EBA vorrebbe far gettare nelle banche rischia di essere a sua volta, come rilevato dal sole24ore di ieri, bruciato nel rogo della crisi. Secondo Adusbef e Federconsumatori, quindi, regole severe valgono per i momenti economici finanziari normali e non certo per quelli che viviamo ove la recessione è dietro la porta e anzi è già entrata . L’economia reale, quindi, a causa di irresponsabili regole dettate da regolatori fuori dal mondo, rischia di essere travolta e quello che è più grave è che le conseguenze di ciò le pagheranno, come al solito, i più deboli: i consumatori, le famiglie e le piccole e medie imprese. Adusbef e Federconsumatori, perciò, diffidano la Banca d’Italia dal fare proprie le raccomandazioni dell’Autorità Bancaria Europea, avvertendo che in caso di recepimento delle stesse provvederanno ad impugnare i provvedimenti avanti la giustizia Europea e Nazionale.

martedì 20 dicembre 2011

PIGNORAMENTI: ARRIVATI A 39.474 (+ 5,2 %) NEL 2011, ANCHE SE FORTEMENTE RALLENTATI RISPETTO BOOM 2010 QUANDO AUMENTI ERANO STATI DEL 31,8%. NEL QUADRIENNIO 2008-2011 PIGNORAMENTI AUMENTATI DEL 75 PER CENTO.

Secondo i dati raccolti nei maggiori tribunali ed elaborati dall’Adusbef,  pignoramenti ed esecuzioni immobiliari sono  cresciuti del 5,2 per cento,passando dai 37.536 del 2010 ai 39.474 del 2011 per l’insostenibile crisi economica generata dall’avidità dei banchieri, che hanno addossato ai contribuenti ed agli Stati, costretti ad indebitarsi per salvare le banche dai fallimenti, l’avventurismo finanziario d’azzardo e l’ideologia del debito con vere e proprie offerte istigatrici, che invitano ad acquistare oggi beni,prodotti e/o servizi per pagare fra qualche anno oltre al ricorso massivo della monetica e delle carte di credito-debito. L’aumento di pignoramenti ed esecuzioni immobiliari, stimato nel 2011  rispetto al 2010, va da un minimo  del + 1,6 % a Bergamo e Napoli; 2,4% a Padova; + 2,9 a Como; + 3,1 a Bologna; + 3,6% a Bari; + 3,9% a Verona; per passare ai valori più elevati di Vicenza +12,9%;  di Lanciano + 8,3%; di Torino e Forlì +7,9%; di Bolzano, Macerata e Modena + 7,1%, con una media di un + 5,2 %, con un significativo rallentamento rispetto al boom del 2010 quando aveva registrato un incremento del 31,8% sul 2009. Il maggior aumento dei pignoramenti si registra a Milano con + 264 che raggiunge il numero di 5.149,  seguita da Torino con + 207  con un totale di 2.834; Roma + 204, con un totale di 2.907. L’insostenibile crisi economica, porta sempre più famiglie italiane a non poter onorare le rate dei mutui, impegno sempre più gravoso che mangia il 33% del reddito e si traduce,per almeno 300 mila famiglie ad un rischio reale di insolvenza al punto che, secondo Adusbef, che ha raccolto i dati nei maggiori tribunali con fatica e tenacia, le stime 2011 sul numero di pignoramenti ed esecuzioni, potrebbe salire del 5,2 % in media, che sommati agli ultimi tre anni, (+ 22,3% nel 2008, + 15,7% nel 2009, + 31,8% nel 2010), ammontano ad un + 75 % nel quadriennio 2008/2011.      Da un governo delle banche è difficile aspettarsi misure eque  o sgravi fiscali per i redditi sotto i 25.000 euro a favore di lavoratori a reddito fisso e dei pensionati, per attutire le gravi ricadute sull’economia reale che già sconta una recessione da economia di guerra, che diventerà più pesante nei prossimi mesi quando il crack finanziario globale dispiegherà i suoi effetti sulle fasce sociali più deboli e vulnerabili prive di ammortizzatori sociali, se non quello delle famiglie stremate che non ce la fanno più a sostenere i costi di una crisi prodotta dai banchieri che non pagano mai il conto e che continuano a deliberarsi bonus e stock option immorali, rifiutando di pagare per i loro errori e la loro avidità di guadagno, ed una patrimoniale sui redditi oltre 1,5 milioni di euro. Le stime sui pignoramenti,i cui dati sono stati raccolti e comunicati in gran parte dai Tribunali fino al mese di ottobre 2011 e proiettati da Adusbef su base annua,dimostrano ancora una volta la totale inadeguatezza dei governi europei e degli USA, che hanno delegato ad oligarchi irresponsabili (Bce,Fed,Bankitalia) funzioni delicate di propria competenza, collusi con banchieri predoni, che dopo aver distrutto 30 milioni di posti di lavoro nell’ultimo quadriennio addossano ai più deboli i costi di una crisi sistemica, la cui soluzione non può essere affidata agli stessi bankster che l’hanno provocata,  e che sfornano ricette per  introdurre ulteriori rincari, maggiori oneri e più ricavi dai servizi bancari, più  tasse e nuovi balzelli, con il salvataggio delle banche e di 858 miliardi di obbligazioni semitossiche previsto dall’art.8.della manovra, a carico della fiscalità generale, delle famiglie e dei consumatori.
                                                Elio Lannutti (Adusbef) – Rosario Trefiletti (Federconsumatori)
Roma,19.12.2011
SEDE DEL  TRIBUNALE
PIGNORAMENTI ESECUZIONI IMMOBILIARI 2010
PIGNORAMENTI  ESECUZIONI IMMOBILIARI STIMATIAdusbef  2011
PIGNORAMENTI ESECUZIONI IMMOBILIARI
VARIAZIONI
2011/2010
Diff. con il 2010
AVELLINO
303
318
+15
+5%
BARI
1.390
1.440
+50
+3,6%
BERGAMO  
1.586
1.611
+25
+1,6%
BOLOGNA
953
983
+30
+3,1%
BOLZANO
468
501
+33
+7,1%
BRESCIA 
1.408
1.507
+99
+7%
CAGLIARI
526
584
+58
+11%
COMO
1.188
1.223
+35
+2,9%
FERRARA 
529
549
+20
+3,8%
FIRENZE
987
1.031
+44
+4,5%
FROSINONE
518
527
+9
+1,7%
FORLI’
340
367
+27
+7,9%
GENOVA  
1.053
1.094
+41
+3,9%
LANCIANO
193
209
+16
+8,3%
LECCE
1.586
1.631
+45
+2,8%
LUCCA
458
487
+29
+6,3%
MACERATA
309
331
+22
+7,1%
MANTOVA
497
519
+22
+4,4%
MESSINA
412
430
+18
+4,4%
MILANO
4.885
5.149
+264
+5,4%
MODENA
476
510
+34
+7,1%
MONZA
1.539
1.604
+65
+4,2%
NAPOLI
2.185
2.221
+36
+1,6%
PADOVA 
1.067
1.093
+26
+2,4%
PALERMO
611
634
+23
+3,8%
PARMA
568
601
+33
+5,8%
PERUGIA
587
612
+25
+4,3%
PESARO
315
409
+94
+30%
REGGIO EMILIA
681
712
+31
+4,6%
ROMA
2.703
2.907
+204
+7,5%
ROVIGO
338
355
+17
+5%
TARANTO
733
762
+29
+4%
TORINO 
2.627
2.834
+207
+7,9%
VENEZIA
863
912
+49
+5,7%
VERONA
1.996
2.074
+78
+3,9%
VICENZA
658
743
+85
+12,9%
TOTALI PER I 36 TRIBUNALI MONITORATI VARIAZIONE MEDIA
37.536
39.474
+ 1.938
5,2 %

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