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giovedì 22 dicembre 2011
BANCHE: FEDERCONSUMATORI E ADUSBEF NOTIFICANO ALLA CONSOB UN FORMALE ATTO DI DIFFIDA PER OBBLIGARE LE BANCHE A INSERIRE NEI PROSPETTI DI EMISSIONI OBBLIGAZIONARIE GLI SCENARI DI PROBABILITÀ. IN DIFETTO MINACCIANO CONTRO LA CONSOB AZIONI LEGALI E RISARCITORIE.
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mercoledì 21 dicembre 2011
BANCHE: FEDERCONSUMATORI E ADUSBEF, A SEGUITO DEL PROVVEDIMENTO GOVERNATIVO DI GARANZIA DEI PRESTITI OBBLIGAZIONARI BANCARI CHIEDONO ALLA CONSOB DI PRETENDERE NUOVAMENTE DALLE BANCHE DI INSERIRE NEI PROSPETTI DI EMISSIONE GLI SCENARI DI PROBABILITÀ.
| Fonte FOTO: WEB. |
BANCHE: FEDERCONSUMATORI E ADUSBEF DIFFIDANO LA BANCA D'ITALIA DAL RECEPIRE LE INGIUSTE E ILLOGICHE DECISIONI DELL'AUTORITA' BANCARIA EUROPEA SULLA CAPITALIZZAZIONE DELLE BANCHE.
| Fonte FOTO: WEB. |
Secondo la Boston Consulting Group le banche in tutto il mondo potrebbero essere indotte a tagliare il credito a imprese e famiglie per una cifra pari al 20 % dei loro attivi a causa degli aumenti di capitale imposti dalla crisi, Basilea 3 e dall’improvvido provvedimento dell’ Autorità Bancaria Europea. Gli aumenti di capitale delle Banche effettuati sino ad oggi e pari a 73 miliardi solo in Europa sono, infatti, stati già abbondantemente inghiottiti dal buco nero della crisi. Le banche pertanto si trovano avanti un drammatico bivio: aumentare ancora il capitale oppure tagliare il credito a imprese e famiglie ( a livello mondiale almeno 5 miliardi di euro). Questa è la strada indicata dalle riforme regolamentari più recenti a partire da Basilea 3. Come è stato rilevato, tuttavia, ambedue le strade rischiano di non risolvere il problema ma di aggravarlo in quanto il nuovo capitale che anche l’EBA vorrebbe far gettare nelle banche rischia di essere a sua volta, come rilevato dal sole24ore di ieri, bruciato nel rogo della crisi. Secondo Adusbef e Federconsumatori, quindi, regole severe valgono per i momenti economici finanziari normali e non certo per quelli che viviamo ove la recessione è dietro la porta e anzi è già entrata . L’economia reale, quindi, a causa di irresponsabili regole dettate da regolatori fuori dal mondo, rischia di essere travolta e quello che è più grave è che le conseguenze di ciò le pagheranno, come al solito, i più deboli: i consumatori, le famiglie e le piccole e medie imprese. Adusbef e Federconsumatori, perciò, diffidano la Banca d’Italia dal fare proprie le raccomandazioni dell’Autorità Bancaria Europea, avvertendo che in caso di recepimento delle stesse provvederanno ad impugnare i provvedimenti avanti la giustizia Europea e Nazionale.
venerdì 4 novembre 2011
BCE. TASSI: BENE BCE,MA BANKITALIA VIGILI CON ATTENZIONE SU BANCHE "IDROVORE".
Il
Consiglio direttivo della Bce, presieduto per la prima volta da Mario
Draghi, ha abbassato di un quarto di punto i tassi di riferimento
portandoli all'1,25%, sconfessando Monsieur Trichet,l'ex presidente che
il 7 luglio scorso li aveva aumentati per favorire banche e banchieri e
strozzare la debole ripresa economica e gli Stati sovrani, che dovevano
impegnare ulteriori somme per ripagare i debiti e rifinanziare ad un
costo più alto i titoli pubblici.
Adusbef
e Federconsumatori,che apprezzano tale decisione della Bce e si
aspettano un ulteriore taglio nella prossima riunione, con l'inflazione
nell'area euro che non costituisce un pericolo al contrario della crisi
finanziaria e del credit crunch, aspettano al varco il neo
Governatore di Bankitalia Visco, che dovrà garantire un'attenta
vigilanza sulle banche,per evitare che tale taglio di un quarto di
punto,venga incamerato dai banchieri e non possa trasferirsi allo
sportello con analoga velocità di quanto non avvenga con l'aumento dei
tassi. La
decisione Bce di tagliare tutti i tassi dello 0,25%,con quello fisso di
rifinanziamento che scende all’1,25%, quello sui depositi passa allo
0,50% e quello,marginale al 2%, deve produrre una boccata d'ossigeno per
le famiglie e le imprese indebitate,e per i mutuatari che potranno
risparmiare sui nuovi mutui (ma anche su quelli vecchi, con una diminuzione della rata di 12-13 Euro al mese per mutui di 100.000 Euro)o
pagare di meno sui prestiti indicizzati, essendo intollerabile - dichiarano Elio Lannutti e Rosario Trefiletti - nell'attuale di grave
crisi economica la doppia velocità,lepri o tartarughe a seconda della
mera convenienza dei banchieri.
MUTUI A TASSO VARIABILE
Incidenza della variazione di tasso dal 4 al 3,75 per cento
TASSO 4 %
(Rata mese in euro)
|
TASSO 3,75 %
(Rata mese in euro)
|
Differenza in euro
( in parentesi differenza annua)
|
|
Mutuo da
100.000 euro
|
|||
Rata mese 10 anni
|
1.009
|
997
|
- 12 (- 144 l’anno)
|
Rata mese 20 anni
|
604
|
591
|
- 13 (- 156 l’anno)
|
Rata mese 30 anni
|
475
|
461
|
- 14 (- 168 l’anno)
|
Mutuo da
150.000 euro
|
|||
Rata mese 10 anni
|
1.514
|
1.496
|
- 18 (- 216 l’anno)
|
Rata mese 20 anni
|
905
|
886
|
- 19 (- 228 l’anno)
|
Rata mese 30 anni
|
714
|
692
|
- 22 (- 264 l’anno)
|
Mutuo da
200.000 euro
|
|||
Rata mese 10 anni
|
2.018
|
1.994
|
- 24 (- 288 l’anno)
|
Rata mese 20 anni
|
1.208
|
1.182
|
- 26 (- 312 l’anno)
|
Rata mese 30 anni
|
950
|
922
|
- 28 (- 336 l’anno)
|
Se il tasso passasse da 3,50 a 3,25 si otterrebbe un risparmio del tutto uguale alla variazione precedente
MUTUI A TASSO VARIABILE
Incidenza della variazione di tasso dal 3,50 al 3,25 per cento
TASSO 3,50 %
(Rata mese in euro)
|
TASSO 3,25 %
(Rata mese in euro)
|
Differenza in euro
( in parentesi differenza annua)
|
|
Mutuo da
100.000 euro
|
|||
Rata mese 10 anni
|
989
|
977
|
- 12 (- 144 l’anno)
|
Rata mese 20 anni
|
580
|
567
|
- 13 (- 156 l’anno)
|
Rata mese 30 anni
|
449
|
435
|
- 14 (- 168 l’anno)
|
Mutuo da
150.000 euro
|
|||
Rata mese 10 anni
|
1.483
|
1.465
|
- 18 (- 216 l’anno)
|
Rata mese 20 anni
|
870
|
851
|
- 19 (- 228 l’anno)
|
Rata mese 30 anni
|
674
|
652
|
- 22 (- 264 l’anno)
|
Mutuo da
200.000 euro
|
|||
Rata mese 10 anni
|
1.978
|
1.954
|
- 24 (- 288 l’anno)
|
Rata mese 20 anni
|
1.160
|
1.134
|
- 26 (- 312 l’anno)
|
Rata mese 30 anni
|
898
|
870
|
- 28 (- 336 l’anno)
|
lunedì 24 ottobre 2011
CRISI: PIU'CHE MISTER EURO, L'EUROPA RIFORMI TRATTATO CHE HA ASSEGNATO A MOSTRO GIURIDICO COME LA BCE, POTERI ENORMI SENZA RESPONSABILITA'
Più che il presidente del summit dell’eurogruppo, denominato “mister
euro”, nomignolo che non rappresenta i cittadini e che verrà eletto dai
leader dei 17 paesi in occasione del rinnovo della carica di presidente
permanente del Consiglio, l’Europa deve ritrovare la bussola con la
riforma dei Trattati, che non ha partorito un mostro giuridico come la Bce con enormi poteri, senza alcuna responsabilità perchè immune da qualsiasi sanzione.
Infatti se i Governi sbagliano, -sostengono Elio Lannutti e Rosario
Trefiletti- vengono sanzionati dal popolo sovrano e mandati a casa, se
sbagliano gli oligarchi ed i tecnocrati della Bce, ad esempio sulla
politica dei tassi di interessi,come il presidente Trichet che invece di
abbassare il tasso di riferimento lo ha aumentato strozzando alcuni
Stati coinvolti dalla crisi, non succede nulla ed anzi vengono perfino
applauditi da governi ipocriti costretti ad accettare decisioni
arbitrarie di politica monetaria basate sull’azzardo.
La priorità dell’Europa non è l’istituzione di “mister euro”, ma di
imporre ad oligarchi senza scrupoli e tecnocrati bancocentrici, una
stagione di regole che possa sottrarre ai banchieri la potestà di
battere moneta falsa con gli strumenti derivati; una riforma della
vigilanza con adeguate sanzioni; la costituzione di un’agenzia europea
di rating che possa impedire ad entità private come Moody’s; Standard
& Poor’s; Fitch, di dare giudizi prezzolati sugli Stati sovrani
seguendo le regole della speculazione ad orologeria; una tassa sulle
transazioni finanziarie e sugli strumenti derivati; il divieto dello
short selling.
Se l’Europa non impone regole alla finanza spregiudicata ed ai
banchieri centrali che devono cominciare a rispondere dei loro errori e
non essere esentati come infallibili divinità e non cambia un paradigma
sull’ideologia fondata sul debito e sull’azzardo morale dei banchieri,
sarà direttamente responsabile di un fallimento storico ed istigherà la
rabbia dei giovani che hanno scoperto finalmente l’indignazione contro
banchieri centrali ed oligarchi che hanno ipotecato il loro futuro.
mercoledì 5 ottobre 2011
BANCHIERI AVIDI, PROTETTI DA VIGILANTI COLLUSI,ADDOSSANO A PMI, UTENTI E FAMIGLIE COSTI CRISI, CON SPREAD PAZZESCHI ED ALTI DIFFERENZIALI SUI TASSI.
Mentre la Bce, correggendo i suoi gravissimi
errori, si accinge ad abbassare il tasso di riferimento portandolo
all’1% dall’attuale 1,50%, i banchieri italiani avidi come i loro
colleghi senza patria, manovrano tassi e spread a loro piacimento, per
ripianare i disastri provocati ed addossare ai consumatori ed alle
famiglie i costi della loro inefficienza ed incapacità di gestire il
credito ed il risparmio.
Se gli andamenti dell’Euribor,ai quali sono legati buona parte dei
prestiti, calano di qualche decimale a causa delle future decisioni
della BCE,che comunque non aumenterà i tassi di riferimento, i signori
banchieri manovrando lo spread (il differenziale sui quali sono
indicizzati almeno l’80% dei mutui) a loro piacimento ed al riparo di
controlli minimali de colluse autorità vigilanti, strozzano famiglie ed
imprese costrette a pagare costi occulti per accedere a nuovi
finanziamenti.
Con un differenziale sui tassi più elevato della media europea di un +
0,59% sui mutui (e di un +1,11% sul credito al consumo), le banche
fanno la cresta sull’euribor innalzando lo spread ad una media
dell’1,80% sui mutui a tasso fisso, e con un differenziale sui tassi
variabili dal + 3,50% di Unicredit, fino al 4,50 della Banca Popolare di
Vicenza se il parametro scelto è l’euribor, di un + 4,60% se il
parametro è il tasso Bce, che in tal modo diventa 6,10%, mentre Banca
Sella si accontenta del 2,20% e Carige del 2,35%.
MUTUI A TASSO FISSO A 10 ANNI
Un mutuo di 100.000 euro a
Un mutuo di 200.000 euro a
MUTUI A 15 ANNI
Un mutuo di 100.000 euro a
Un mutuo di 200.000 euro a
rata semestrale (+325,40 euro l’anno). Se dal 5,50 per cento il tasso dovesse passare al 6,00, il maggior onere sulla rata mensile sarebbe di 53,60 euro (643,20 l’anno) o di 327,00 euro sulla rata semestrale (+ 64,00 l’anno).
MUTUI A 20 ANNI
Un mutuo di 100.000 euro a
Un mutuo di 200.000 euro a
10 anni al 5,50 per cento comporta una rata mensile di 1.085,30 euro o semestrale di 6.567,20 Un aumento del tasso al 5,75 comporterà un aumento di 12,40 euro sulla rata mensile (+148,80 annui) o di 76,90 euro sulla rata semestrale (+153,80 euro l’anno). Se dal 5,50 per cento il tasso dovesse passare al 6,00 il maggior onere sulla rata mensile sarebbe di 24,90 euro (298,80 l’anno) o di 154,40 euro sulla rata semestrale (+ 308,80 l’anno).10 anni al 5,50 per cento comporta una rata mensile di 2.170,60 euro o semestrale di 13.134,35. Un aumento del tasso al 5,75 comporterà un aumento di 24,80 euro sulla rata mensile (+297,60 annui) o di 153,85 euro sulla rata semestrale (+307,70 euro l’anno). Se dal 5,50 per cento il tasso dovesse passare al 6,00, il maggior onere sulla rata mensile sarebbe di 49,80 euro (597,60 l’anno) o di 308,85 euro sulla rata semestrale (+ 617,70 l’anno).15 anni al 5,50 per cento comporta una rata mensile di 817,10 euro o semestrale di 4.938,40. Un aumento del tasso al 5,75 comporterà un aumento di 13,30 euro sulla rata mensile (+159,60 annui) o di 81,40 euro sulla rata semestrale (+162,80 euro l’anno). Se dal 5,50 per cento il tasso dovesse passare al 6,00, il maggior onere sulla rata mensile sarebbe di 26,80 euro (321,60 l’anno) o di 163,50 euro sulla rata semestrale (+ 327,00 l’anno).15 anni al 5,50 per cento comporta una rata mensile di 1.634,20 euro o semestrale di 9.876,90. Un aumento del tasso al 5,75 comporterà un aumento di 26,60 euro sulla rata mensile (+319,20 annui) o di 162,70 euro sulla20 anni al 5,50 per cento comporta una rata mensile di 687,90 euro o semestrale di 4.153,15. Un aumento del tasso al 5,75 comporterà un aumento di 14,20 euro sulla rata mensile (+170,40 annui) o di 86,15 euro sulla rata semestrale (+172,30 euro l’anno). Se dal 5,50 per cento il tasso dovesse passare al 6,00, il maggior onere sulla rata mensile sarebbe di 28,50 euro (+342,00 l’anno) o di 173,05 euro sulla rata semestrale (+ 346,10 l’anno).20 anni al 5,50 per cento comporta una rata mensile di 1.375,80 euro o semestrale di 8.306,30. Un aumento del tasso al 5,75 comporterà un aumento di 28,40 euro sulla rata mensile (+340,80 annui) o di 172,30 euro sulla rata semestrale (+344,60 euro l’anno). Se dal 5,50 per cento il tasso dovesse passare al 6,00, il maggior onere sulla rata mensile sarebbe di 57,00 euro (+684,00 l’anno) o di 346,10 euro sulla rata semestrale (+ 692,20 l’anno). Famiglie ed imprese sempre più strozzate sono così costrette a pagare un pizzo di 500-700 euro l’anno sui mutui, ad un sistema bancario inefficiente, che al riparo di qualsivoglia sanzione di vigilanza su pratiche vessatorie, invece di finanziare la ripresa a tassi equi per far usciere il Paese dalla crisi sistemica generata dai signori banchieri, preferisce taglieggiare l’utenza ed impiegare la liquidità nelle attività di carry trade o nei conti quasi infruttiferi della Banca Centrale Europea. Per questo, i giovani indignati, che in tutto il mondo si stanno ribellando con manifestazioni pacifiche al gioco al massacro dei banchieri,hanno ragione da vendere e la solidarietà piena ed incondizionata di Adusbef e Federconsumatori.
MUTUI A TASSO FISSO A 10 ANNI
Un mutuo di 100.000 euro a
Un mutuo di 200.000 euro a
MUTUI A 15 ANNI
Un mutuo di 100.000 euro a
Un mutuo di 200.000 euro a
rata semestrale (+325,40 euro l’anno). Se dal 5,50 per cento il tasso dovesse passare al 6,00, il maggior onere sulla rata mensile sarebbe di 53,60 euro (643,20 l’anno) o di 327,00 euro sulla rata semestrale (+ 64,00 l’anno).
MUTUI A 20 ANNI
Un mutuo di 100.000 euro a
Un mutuo di 200.000 euro a
10 anni al 5,50 per cento comporta una rata mensile di 1.085,30 euro o semestrale di 6.567,20 Un aumento del tasso al 5,75 comporterà un aumento di 12,40 euro sulla rata mensile (+148,80 annui) o di 76,90 euro sulla rata semestrale (+153,80 euro l’anno). Se dal 5,50 per cento il tasso dovesse passare al 6,00 il maggior onere sulla rata mensile sarebbe di 24,90 euro (298,80 l’anno) o di 154,40 euro sulla rata semestrale (+ 308,80 l’anno).10 anni al 5,50 per cento comporta una rata mensile di 2.170,60 euro o semestrale di 13.134,35. Un aumento del tasso al 5,75 comporterà un aumento di 24,80 euro sulla rata mensile (+297,60 annui) o di 153,85 euro sulla rata semestrale (+307,70 euro l’anno). Se dal 5,50 per cento il tasso dovesse passare al 6,00, il maggior onere sulla rata mensile sarebbe di 49,80 euro (597,60 l’anno) o di 308,85 euro sulla rata semestrale (+ 617,70 l’anno).15 anni al 5,50 per cento comporta una rata mensile di 817,10 euro o semestrale di 4.938,40. Un aumento del tasso al 5,75 comporterà un aumento di 13,30 euro sulla rata mensile (+159,60 annui) o di 81,40 euro sulla rata semestrale (+162,80 euro l’anno). Se dal 5,50 per cento il tasso dovesse passare al 6,00, il maggior onere sulla rata mensile sarebbe di 26,80 euro (321,60 l’anno) o di 163,50 euro sulla rata semestrale (+ 327,00 l’anno).15 anni al 5,50 per cento comporta una rata mensile di 1.634,20 euro o semestrale di 9.876,90. Un aumento del tasso al 5,75 comporterà un aumento di 26,60 euro sulla rata mensile (+319,20 annui) o di 162,70 euro sulla20 anni al 5,50 per cento comporta una rata mensile di 687,90 euro o semestrale di 4.153,15. Un aumento del tasso al 5,75 comporterà un aumento di 14,20 euro sulla rata mensile (+170,40 annui) o di 86,15 euro sulla rata semestrale (+172,30 euro l’anno). Se dal 5,50 per cento il tasso dovesse passare al 6,00, il maggior onere sulla rata mensile sarebbe di 28,50 euro (+342,00 l’anno) o di 173,05 euro sulla rata semestrale (+ 346,10 l’anno).20 anni al 5,50 per cento comporta una rata mensile di 1.375,80 euro o semestrale di 8.306,30. Un aumento del tasso al 5,75 comporterà un aumento di 28,40 euro sulla rata mensile (+340,80 annui) o di 172,30 euro sulla rata semestrale (+344,60 euro l’anno). Se dal 5,50 per cento il tasso dovesse passare al 6,00, il maggior onere sulla rata mensile sarebbe di 57,00 euro (+684,00 l’anno) o di 346,10 euro sulla rata semestrale (+ 692,20 l’anno). Famiglie ed imprese sempre più strozzate sono così costrette a pagare un pizzo di 500-700 euro l’anno sui mutui, ad un sistema bancario inefficiente, che al riparo di qualsivoglia sanzione di vigilanza su pratiche vessatorie, invece di finanziare la ripresa a tassi equi per far usciere il Paese dalla crisi sistemica generata dai signori banchieri, preferisce taglieggiare l’utenza ed impiegare la liquidità nelle attività di carry trade o nei conti quasi infruttiferi della Banca Centrale Europea. Per questo, i giovani indignati, che in tutto il mondo si stanno ribellando con manifestazioni pacifiche al gioco al massacro dei banchieri,hanno ragione da vendere e la solidarietà piena ed incondizionata di Adusbef e Federconsumatori.
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