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giovedì 22 dicembre 2011

BANCHE: FEDERCONSUMATORI E ADUSBEF NOTIFICANO ALLA CONSOB UN FORMALE ATTO DI DIFFIDA PER OBBLIGARE LE BANCHE A INSERIRE NEI PROSPETTI DI EMISSIONI OBBLIGAZIONARIE GLI SCENARI DI PROBABILITÀ. IN DIFETTO MINACCIANO CONTRO LA CONSOB AZIONI LEGALI E RISARCITORIE.

Il Governo Monti ha stabilito che lo Stato italiano si farà garante dei prestiti obbligazionari che le banche venderanno ai loro clienti. L’Adusbef e Federconsumatori nutrono forti dubbi che le Banche del nostro Paese, per quanto ne hanno fatto in passato (Bond Cirio, Parmalat, Argentina ecc) e ne fanno ancora oggi ( Convertendo BPM) meritino tale apertura di credito da parte dello Stato e quindi dei cittadini. Ad ogni modo Adusbef e Federconsumatori con un comunicato stampa diffuso ieri hanno invitato la CONSOB, anche e soprattutto a seguito di tale paracadute statale, a obbligare le Banche a inserire nei prospetti informativi che accompagnano per legge le emissioni bancarie anche i cd. scenari di probabilità: tramite tale prezioso strumento si può prevedere se un titolo nel tempo può essere destinato a far perdere parte del capitale e in che percentuale. Ora Adusbef e Federconsumatori notificheranno alla CONSOB un formale atto di diffida con il quale mettono in mora l’Autorità e l’avvertono che in difetto di adeguamento a quanto richiesto circa l’inserimento obbligatorio degli scenari di probabilità agiranno in via legale e soprattutto considereranno la CONSOB cooresponsabile con le Banche per i danni causati ai risparmiatori dal mancato inserimento degli stessi scenari di probabilità.

mercoledì 21 dicembre 2011

BANCHE: FEDERCONSUMATORI E ADUSBEF, A SEGUITO DEL PROVVEDIMENTO GOVERNATIVO DI GARANZIA DEI PRESTITI OBBLIGAZIONARI BANCARI CHIEDONO ALLA CONSOB DI PRETENDERE NUOVAMENTE DALLE BANCHE DI INSERIRE NEI PROSPETTI DI EMISSIONE GLI SCENARI DI PROBABILITÀ.

Fonte FOTO: WEB.
Le banche Italiane hanno ottenuto dal Governo Monti il grande vantaggio in base al quale lo Stato diviene garante dei prestiti obbligazionari che le banche venderanno ai loro clienti almeno a certe condizioni. Da uno studio apparso sull’ultimo numero dell’ Espresso effettuato sulla base di cinque prospetti di collocamento dal Prof. Riccardo Cesari dell’Università di Bologna risulta che i costi dichiarati nei prospetti di emissione sono di gran lunga inferiori dei costi effettivi e che le percentuali di probabilità di rendimento negativo dei titoli sono molto alte. Tali dati tuttavia non appaiono più nei prospetti che accompagnano i collocamenti obbligazionari pur se in precedenza erano stati richiesti dalla Consob. Si ricordi per esempio che sul prestito obbligazionario convertendo del 2009 della Banca Popolare di Milano, la CONSOB aveva preteso di indicare gli scenari di probabilità e gli stessi evidenziavano che il rendimento negativo sfiorava il 70 %. Sappiamo come è finito con il convertendo della Banca Popolare di Milano con il consolidamento di ingentissime perdite per i risparmiatori privati e con pesanti sanzioni inflitte dalla CONSOB alla Banca per avere alzato in moltissimi casi repentinamente il profilo di rischio del cliente per adeguarlo a operazioni, quali quelle relative al convertendo, altamente speculative. Nonostante l’evidente importanza per la sicurezza dei risparmiatori dei suddetti scenari di probabilità, all’inizio del 2011 la CONSOB, contestualmente all’arrivo alla Presidenza di Vegas, ha smesso di chiedere tali tipi di analisi agli emittenti dei Bond. Ora che gli istituti bancari hanno ottenuto dal Governo di Mario Monti la garanzia per i prestiti obbligazionari, almeno a certe condizioni, è di tutta evidenza che la CONSOB dovrà emanare raccomandazioni cogenti affinchè tutti gli istituti di credito che emettono prestiti obbligazionari rivolti anche ai risparmiatori pubblichino nei prospetti informativi gli scenari di probabilità. Non si può infatti richiedere e ottenere ai fini di liquidità risorse al mercato con il paracadute dello Stato per poi emettere titoli molto spesso scadenti, con condizioni e costi non trasparenti e con il rischio per i risparmiatori non solo di non ottenere vantaggi economici ma addirittura di perdere percentuali rilevanti del capitale.

BANCHE: FEDERCONSUMATORI E ADUSBEF DIFFIDANO LA BANCA D'ITALIA DAL RECEPIRE LE INGIUSTE E ILLOGICHE DECISIONI DELL'AUTORITA' BANCARIA EUROPEA SULLA CAPITALIZZAZIONE DELLE BANCHE.

Fonte FOTO: WEB.
Secondo la Boston Consulting Group le banche in tutto il mondo potrebbero essere indotte a tagliare il credito a imprese e famiglie per una cifra pari al 20 % dei loro attivi a causa degli aumenti di capitale imposti dalla crisi, Basilea 3 e dall’improvvido provvedimento dell’ Autorità Bancaria Europea. Gli aumenti di capitale delle Banche effettuati sino ad oggi e pari a 73 miliardi solo in Europa sono, infatti, stati già abbondantemente inghiottiti dal buco nero della crisi. Le banche pertanto si trovano avanti un drammatico bivio: aumentare ancora il capitale oppure tagliare il credito a imprese e famiglie ( a livello mondiale almeno 5 miliardi di euro). Questa è la strada indicata dalle riforme regolamentari più recenti a partire da Basilea 3. Come è stato rilevato, tuttavia, ambedue le strade rischiano di non risolvere il problema ma di aggravarlo in quanto il nuovo capitale che anche l’EBA vorrebbe far gettare nelle banche rischia di essere a sua volta, come rilevato dal sole24ore di ieri, bruciato nel rogo della crisi. Secondo Adusbef e Federconsumatori, quindi, regole severe valgono per i momenti economici finanziari normali e non certo per quelli che viviamo ove la recessione è dietro la porta e anzi è già entrata . L’economia reale, quindi, a causa di irresponsabili regole dettate da regolatori fuori dal mondo, rischia di essere travolta e quello che è più grave è che le conseguenze di ciò le pagheranno, come al solito, i più deboli: i consumatori, le famiglie e le piccole e medie imprese. Adusbef e Federconsumatori, perciò, diffidano la Banca d’Italia dal fare proprie le raccomandazioni dell’Autorità Bancaria Europea, avvertendo che in caso di recepimento delle stesse provvederanno ad impugnare i provvedimenti avanti la giustizia Europea e Nazionale.

venerdì 4 novembre 2011

BCE. TASSI: BENE BCE,MA BANKITALIA VIGILI CON ATTENZIONE SU BANCHE "IDROVORE".

Il Consiglio direttivo della Bce, presieduto per la prima volta da Mario Draghi, ha abbassato di un quarto di punto i tassi di riferimento portandoli all'1,25%, sconfessando Monsieur Trichet,l'ex presidente che il 7 luglio scorso li aveva aumentati per favorire banche e banchieri e strozzare la debole ripresa economica e gli Stati sovrani, che dovevano impegnare ulteriori somme per ripagare i debiti e rifinanziare ad un costo più alto i titoli pubblici. Adusbef e Federconsumatori,che apprezzano tale decisione della Bce e si aspettano un ulteriore taglio nella prossima riunione, con l'inflazione nell'area euro che non costituisce un pericolo al contrario della crisi finanziaria e del credit crunch, aspettano al varco il neo Governatore di Bankitalia Visco, che dovrà garantire un'attenta vigilanza sulle banche,per evitare che tale taglio di un quarto di punto,venga incamerato dai banchieri e non possa trasferirsi allo sportello con analoga velocità di quanto non avvenga con l'aumento dei tassi. La decisione Bce di tagliare tutti i tassi dello 0,25%,con quello fisso di rifinanziamento che scende all’1,25%, quello sui depositi passa allo 0,50% e quello,marginale al 2%, deve produrre una boccata d'ossigeno per le famiglie e le imprese indebitate,e per i mutuatari che potranno risparmiare sui nuovi mutui (ma anche su quelli vecchi, con una diminuzione della rata di 12-13 Euro al mese per mutui di 100.000 Euro)o pagare di meno sui prestiti indicizzati, essendo intollerabile - dichiarano Elio Lannutti e Rosario Trefiletti - nell'attuale di grave crisi economica la doppia velocità,lepri o tartarughe a seconda della mera  convenienza dei banchieri.


MUTUI A TASSO VARIABILE

Incidenza della variazione di tasso dal 4 al 3,75 per cento




TASSO 4 %
(Rata mese in euro)
TASSO 3,75 %
(Rata mese in euro)
Differenza in euro
( in parentesi differenza annua)
Mutuo da
100.000 euro



Rata mese 10 anni
1.009
997
- 12 (- 144 l’anno)
Rata mese 20 anni
604
591
- 13 (- 156 l’anno)
Rata mese 30 anni
475
461
- 14 (- 168 l’anno)




Mutuo da
150.000 euro



Rata mese 10 anni
1.514
1.496
- 18 (- 216 l’anno)
Rata mese 20 anni
905
886
- 19 (- 228 l’anno)
Rata mese 30 anni
714
692
- 22 (- 264 l’anno)




Mutuo da
200.000 euro



Rata mese 10 anni
2.018
1.994
- 24 (- 288 l’anno)
Rata mese 20 anni
1.208
1.182
- 26 (- 312 l’anno)
Rata mese 30 anni
950
922
- 28 (- 336 l’anno)





Se il tasso passasse da 3,50 a 3,25 si otterrebbe un risparmio del tutto uguale alla variazione precedente



MUTUI A TASSO VARIABILE

Incidenza della variazione di tasso dal 3,50 al 3,25 per cento




TASSO 3,50 %
(Rata mese in euro)
TASSO 3,25 %
(Rata mese in euro)
Differenza in euro
( in parentesi differenza annua)
Mutuo da
100.000 euro



Rata mese 10 anni
989
977
- 12 (- 144 l’anno)
Rata mese 20 anni
580
567
- 13 (- 156 l’anno)
Rata mese 30 anni
449
435
- 14 (- 168 l’anno)




Mutuo da
150.000 euro



Rata mese 10 anni
1.483
1.465
- 18 (- 216 l’anno)
Rata mese 20 anni
870
851
- 19 (- 228 l’anno)
Rata mese 30 anni
674
652
- 22 (- 264 l’anno)




Mutuo da
200.000 euro



Rata mese 10 anni
1.978
1.954
- 24 (- 288 l’anno)
Rata mese 20 anni
1.160
1.134
- 26 (- 312 l’anno)
Rata mese 30 anni
898
870
- 28 (- 336 l’anno)

lunedì 24 ottobre 2011

CRISI: PIU'CHE MISTER EURO, L'EUROPA RIFORMI TRATTATO CHE HA ASSEGNATO A MOSTRO GIURIDICO COME LA BCE, POTERI ENORMI SENZA RESPONSABILITA'

Più che il presidente del summit dell’eurogruppo, denominato “mister euro”, nomignolo che non rappresenta i cittadini e che verrà eletto dai leader dei 17 paesi in occasione del rinnovo della carica di presidente permanente del Consiglio, l’Europa deve ritrovare la bussola con la riforma dei Trattati, che non ha partorito un mostro giuridico come la Bce con enormi poteri, senza alcuna responsabilità perchè immune da qualsiasi sanzione.    
    Infatti se i Governi sbagliano, -sostengono Elio Lannutti e Rosario Trefiletti- vengono sanzionati dal popolo sovrano e mandati a casa, se sbagliano gli oligarchi ed i tecnocrati della Bce, ad esempio sulla politica dei tassi di interessi,come il presidente Trichet che invece di abbassare il tasso di riferimento lo ha aumentato strozzando alcuni Stati coinvolti dalla crisi, non succede nulla ed anzi vengono perfino applauditi da governi ipocriti costretti ad accettare decisioni arbitrarie di politica monetaria basate sull’azzardo.
    La priorità dell’Europa non è l’istituzione di “mister euro”, ma di imporre ad oligarchi senza scrupoli e tecnocrati bancocentrici, una stagione di regole che possa sottrarre ai banchieri la potestà di battere moneta falsa con gli strumenti derivati; una riforma della vigilanza con adeguate sanzioni; la costituzione di un’agenzia europea di rating che possa impedire ad entità private come Moody’s; Standard & Poor’s; Fitch, di dare giudizi prezzolati sugli Stati sovrani seguendo le regole della speculazione ad orologeria; una tassa sulle transazioni finanziarie e sugli strumenti derivati; il divieto dello short selling.
    Se l’Europa non impone regole alla finanza spregiudicata ed ai banchieri centrali che devono cominciare a rispondere dei loro errori e non essere esentati come infallibili divinità e non cambia un paradigma sull’ideologia fondata sul debito e sull’azzardo morale dei banchieri, sarà direttamente responsabile di un fallimento storico ed istigherà la rabbia dei giovani che hanno scoperto finalmente l’indignazione contro banchieri centrali ed oligarchi che hanno ipotecato il loro futuro.

mercoledì 5 ottobre 2011

BANCHIERI AVIDI, PROTETTI DA VIGILANTI COLLUSI,ADDOSSANO A PMI, UTENTI E FAMIGLIE COSTI CRISI, CON SPREAD PAZZESCHI ED ALTI DIFFERENZIALI SUI TASSI.

Mentre la Bce, correggendo i suoi gravissimi errori, si accinge ad abbassare il tasso di riferimento portandolo all’1% dall’attuale 1,50%, i banchieri italiani avidi come i loro colleghi senza patria, manovrano tassi e spread a loro piacimento, per ripianare i disastri provocati ed addossare ai consumatori ed alle famiglie i costi della loro inefficienza ed incapacità di gestire il credito ed il risparmio.
Se gli andamenti dell’Euribor,ai quali sono legati buona parte dei prestiti, calano di qualche decimale a causa delle future decisioni della BCE,che comunque non aumenterà i tassi di riferimento, i signori banchieri manovrando lo spread (il differenziale sui quali sono indicizzati almeno l’80% dei mutui) a loro piacimento ed al riparo di controlli minimali de colluse autorità vigilanti, strozzano famiglie ed imprese costrette a pagare costi occulti per accedere a nuovi finanziamenti.
Con un differenziale sui tassi più elevato della media europea di un + 0,59% sui mutui (e di un +1,11% sul credito al consumo), le banche fanno la cresta sull’euribor innalzando lo spread ad una media dell’1,80% sui mutui a tasso fisso, e con un differenziale sui tassi variabili dal + 3,50% di Unicredit, fino al 4,50 della Banca Popolare di Vicenza se il parametro scelto è l’euribor, di un + 4,60% se il parametro è il tasso Bce, che in tal modo diventa 6,10%, mentre Banca Sella si accontenta del 2,20% e Carige del 2,35%.
MUTUI A TASSO FISSO A 10 ANNI
Un mutuo di 100.000 euro a
Un mutuo di 200.000 euro a
MUTUI A 15 ANNI
Un mutuo di 100.000 euro a
Un mutuo di 200.000 euro a
rata semestrale (+325,40 euro l’anno). Se dal 5,50 per cento il tasso dovesse passare al 6,00, il maggior onere sulla rata mensile sarebbe di 53,60 euro (643,20 l’anno) o di 327,00 euro sulla rata semestrale (+ 64,00 l’anno).
MUTUI A 20 ANNI
Un mutuo di 100.000 euro a
Un mutuo di 200.000 euro a
10 anni al 5,50 per cento comporta una rata mensile di 1.085,30 euro o semestrale di 6.567,20 Un aumento del tasso al 5,75 comporterà un aumento di 12,40 euro sulla rata mensile (+148,80 annui) o di 76,90 euro sulla rata semestrale (+153,80 euro l’anno). Se dal 5,50 per cento il tasso dovesse passare al 6,00 il maggior onere sulla rata mensile sarebbe di 24,90 euro (298,80 l’anno) o di 154,40 euro sulla rata semestrale (+ 308,80 l’anno).10 anni al 5,50 per cento comporta una rata mensile di 2.170,60 euro o semestrale di 13.134,35. Un aumento del tasso al 5,75 comporterà un aumento di 24,80 euro sulla rata mensile (+297,60 annui) o di 153,85 euro sulla rata semestrale (+307,70 euro l’anno). Se dal 5,50 per cento il tasso dovesse passare al 6,00, il maggior onere sulla rata mensile sarebbe di 49,80 euro (597,60 l’anno) o di 308,85 euro sulla rata semestrale (+ 617,70 l’anno).15 anni al 5,50 per cento comporta una rata mensile di 817,10 euro o semestrale di 4.938,40. Un aumento del tasso al 5,75 comporterà un aumento di 13,30 euro sulla rata mensile (+159,60 annui) o di 81,40 euro sulla rata semestrale (+162,80 euro l’anno). Se dal 5,50 per cento il tasso dovesse passare al 6,00, il maggior onere sulla rata mensile sarebbe di 26,80 euro (321,60 l’anno) o di 163,50 euro sulla rata semestrale (+ 327,00 l’anno).15 anni al 5,50 per cento comporta una rata mensile di 1.634,20 euro o semestrale di 9.876,90. Un aumento del tasso al 5,75 comporterà un aumento di 26,60 euro sulla rata mensile (+319,20 annui) o di 162,70 euro sulla20 anni al 5,50 per cento comporta una rata mensile di 687,90 euro o semestrale di 4.153,15. Un aumento del tasso al 5,75 comporterà un aumento di 14,20 euro sulla rata mensile (+170,40 annui) o di 86,15 euro sulla rata semestrale (+172,30 euro l’anno). Se dal 5,50 per cento il tasso dovesse passare al 6,00, il maggior onere sulla rata mensile sarebbe di 28,50 euro (+342,00 l’anno) o di 173,05 euro sulla rata semestrale (+ 346,10 l’anno).20 anni al 5,50 per cento comporta una rata mensile di 1.375,80 euro o semestrale di 8.306,30. Un aumento del tasso al 5,75 comporterà un aumento di 28,40 euro sulla rata mensile (+340,80 annui) o di 172,30 euro sulla rata semestrale (+344,60 euro l’anno). Se dal 5,50 per cento il tasso dovesse passare al 6,00, il maggior onere sulla rata mensile sarebbe di 57,00 euro (+684,00 l’anno) o di 346,10 euro sulla rata semestrale (+ 692,20 l’anno).
Famiglie ed imprese sempre più strozzate sono così costrette a pagare un pizzo di 500-700 euro l’anno sui mutui, ad un sistema bancario inefficiente, che al riparo di qualsivoglia sanzione di vigilanza su pratiche vessatorie, invece di finanziare la ripresa a tassi equi per far usciere il Paese dalla crisi sistemica generata dai signori banchieri, preferisce taglieggiare l’utenza ed impiegare la liquidità nelle attività di carry trade o nei conti quasi infruttiferi della Banca Centrale Europea. Per questo, i giovani indignati, che in tutto il mondo si stanno ribellando con manifestazioni pacifiche al gioco al massacro dei banchieri,hanno ragione da vendere e la solidarietà piena ed incondizionata di Adusbef e Federconsumatori.


LE TABELLE SONO DISPONIBILI IN ALLEGATO. (CLICCA QUI)

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