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martedì 13 marzo 2012
INFLAZIONE: RICADUTE DI OLTRE 1.305 EURO A FAMIGLIA. IL SETTORE ALIMENTARE DESTA PREOCCUPAZIONE. URGENTE INTERVENIRE CONTRO LE SPECULAZIONI SOPRATTUTTO SULLE TARIFFE.
mercoledì 4 gennaio 2012
INFLAZIONE: DISPORRE VERIFICHE E CONTROLLI PER ELIMINARE INTOLLERABILI SPECULAZIONI.
| Fonte FOTO: WEB. |
Nel 2011 si è registrato il tasso di inflazione più alto dal 2008. Si tratta di un dato gravissimo, che appare ancora più allarmante se relazionato al contesto in cui si è registrato. L’economia italiana, infatti, attraversa una fase di profonda crisi dei consumi, dettata dalla caduta verticale del potere di acquisto delle famiglie. “Rilevare un tasso di inflazione record in una situazione come questa è una vera assurdità” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. È evidente che le volontà speculative continuano a prevalere sulle sane logiche di mercato. Non vi è altra spiegazione, infatti, per una simile crescita dei prezzi nonostante il disastroso andamento dei consumi, in netto calo persino nel settore alimentare (-4%) e in occasione delle festività natalizie. A incidere su tale, oltre a tali volontà, andamento contribuisce anche l’incredibile e continuo aumento dei carburanti, necessari al trasporto dei beni su gomma. Tutto ciò determina effetti disastrosi sul potere di acquisto delle famiglie, destinato a peggiorare anche nel 2012, anno in cui, secondo le stime dell’O.N.F., si prevede una stangata di 2.103 Euro a famiglia. A cui vanno aggiunte, inoltre, ulteriori ricadute delle manovre economiche. Le ripercussioni saranno disastrose, sia sul versante dei consumi che su quello della produzione. Per questo è indispensabile un serio intervento del Governo per eliminare ogni ombra di speculazione, attraverso verifiche sui prezzi e, se necessario, un vero e proprio blocco di prezzi e tariffe. È giunto il momento, inoltre, di aprire una nuova fase di sviluppo, rilanciando gli investimenti per lo sviluppo tecnologico e la ricerca, necessari per una ripresa della nostra economia.
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lunedì 19 dicembre 2011
INFLAZIONE: VOLONTA' SPECULATIVE PREVALGONO SULLE SANE LOGICHE DI MERCATO. IL GOVERNO INTERVENGA PER ARGINARE, ALMENO IN PARTE, IL CROLLO DEL POTERE DI ACQUISTO DELLE FAMIGLIE.
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| Fonte FOTO: WEB. |
martedì 13 dicembre 2011
POTERE DI ACQUISTO DELLE FAMIGLIE IN CADUTA LIBERA. A CAUSA DEGLI EFFETTI DELLE MANOVRE -7,7% ANNUO NEL 2014.
| Fonte FOTO: WEB. |
I dati diffusi oggi dall’Istat sono l’ennesimo segnale della situazione di profonda crisi di cui si trovano le famiglie italiane: mentre le retribuzioni sono ai minimi dal 2009, i prezzi continuano a crescere in maniera inaudita ed inaccettabile, facendo registrare un livello record del tasso di inflazione oltre il 3,3% e, di pari passo, si fanno sempre più pesanti le ripercussioni delle manovre economiche. Le ricadute di questo andamento sul potere di acquisto delle famiglie sono gravissime: nel 2014, quando le manovre (quella attuale e le precedenti varate dal Governo Berlusconi) dispiegheranno tutti i loro effetti negativi, si stima una contrazione del -7,7% annuo della capacità di acquisto delle famiglie. Una drammatica caduta del potere di acquisto che si andrà ad aggiungere a quella registrata da anni, che continua a determinare effetti negativi sull’andamento dei consumi. Solo quest’anno, ad esempio, vi è stata una contrazione che ha interessato pensino il settore alimentare (-4%) e quello relativo alle festività natalizie, quest’ultimo nel 2011 subirà una contrazione del -7% (dopo il crollo del -12% registrato nel 2010). Una situazione allarmante, che avrà gravi conseguenze non solo per le famiglie stesse, ma anche per l’intera economia. Ribadiamo che l’unica via d’uscita per invertire tale tendenza è avviare un rilancio dell’economia che non gravi però unicamente sulle famiglie, ma traendo le risorse necessarie attraverso: tassazione delle rendite finanziarie e dei grandi patrimoni, nonché combattendo in maniera determinata l’evasione fiscale e innalzando la tassazione sui capitali scudati almeno al 10%.
venerdì 2 dicembre 2011
INFLAZIONE: STOP ALLE SPECULAZIONI.
| Fonte FOTO: WEB. |
Si conferma sempre gravissimo il livello raggiunto dal tasso di inflazione, che si è attestato al +3,3%. Un andamento inconcepibile e totalmente discordante con l’andamento dei consumi delle famiglie, in netto calo, secondo le previsioni, persino in occasione delle festività natalizie. Ancora una volta, l’unica spiegazione plausibile per una simile crescita dei prezzi, è l’esistenza di forti volontà speculative, che vanno contrastate con ogni mezzo. Innanzitutto avviando seri controlli e verifiche, e disponendo, se necessario, un vero e proprio blocco di prezzi e tariffe. Sono queste le misure con cui il nuovo Governo dovrebbe intervenire con urgenza, così da arginare, almeno in parte, la drammatica perdita del potere di acquisto delle famiglie. Una perdita che, secondo quando stimato dai dati emersi ieri, equivale, per ogni famiglia a reddito fisso, alla rinuncia alla spesa alimentare per un mese. Ma non ci sono solo gli aumenti dei prezzi (trainati anche dall’ingiustificata crescita del costo del gasolio necessario per trasportare i beni) a determinare forti impatti sul potere di acquisto delle famiglie: sicuramente contribuiscono anche le Manovre varate del precedente Governo. Secondo i calcoli dell’O.N.F. la convergenza tra ricadute inflazionistiche e ricadute della manovra economica comporterà un crollo del potere di acquisto delle famiglie, solo per quest’anno, di 1.621 Euro, con catastrofiche ricadute sul versante dei consumi e, quindi, della produzione. Alla luce di questa gravissima situazione è necessario che il Governo intervenga ristabilendo, prima di tutto, l’equità e rilanciando lo sviluppo. A pagare non dovranno essere sempre e solo i soliti cittadini: le risorse per la ripresa andranno ricercate attraverso una decisa lotta all’evasione fiscale, taglio ai costi della politica, tassazione sui grandi patrimoni e sulle rendite finanziarie.
lunedì 21 novembre 2011
GOVERNO: IL TAGLIO DEI COSTI DELLA POLITICA DOVRA' ESSERE IL PRIMO SEGNALE ALL'INSEGNA DEL CAMBIAMENTO.
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| Fonte FOTO: WEB. |
Ribadiamo il nostro giudizio positivo sulla discontinuità del nuovo Governo rispetto a quello precedente. Una discontinuità che dovrà proseguire in maniera determinata anche sul piano della politica economica e finanziaria. “Quello di cui ha bisogno il Paese per uscire dalla crisi è una svolta decisa, all’insegna di equità e sviluppo.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. In questo senso un forte e significativo segnale di cambiamento dovrà essere dato sul fronte dei tagli ai costi della politica e dei costi istituzionali, anche attraverso il superamento delle province. A fare i sacrifici non dovranno più essere solo i cittadini onesti, ma tutti, a partire proprio dagli evasori fiscali e dai possessori dei capitali “scudati”, la cui tassazione dovrà aumentare al 15-20%. Tra le misure necessarie alla ripresa, inoltre, vi sono anche interventi sui grandi patrimoni e sulle rendite finanziarie. Tutte queste operazioni dovranno servire per il rilancio dell’economia, attraverso la ripresa degli investimenti per l’innovazione e la ricerca.
lunedì 31 ottobre 2011
INFLAZIONE: GRAVISSIMO IL LIVELLO RECORD RAGGIUNTO AD OTTOBRE. MANOVRA E AUMENTI DEI PREZZI DETERMINERANNO RICADUTE DI 1.621 EURO A FAMIGLIA NEL 2011. NECESSARIO RILANCIARE LA DOMANDA DI MERCATO E COMBATTERE LE VOLONTA' SPECULATIVE.
Sempre più grave ed allarmante la crescita del tasso di inflazione,
giunto addirittura al +3,4%, record storico mai raggiunto dal 2008. Una crescita ormai incontrollata, che, ancora una volta, si
dimostra in piena contraddizione con l’andamento dei consumi e del
potere di acquisto delle famiglie. “Un aumento simile non può avere alcuna giustificazione o
spiegazione al di fuori delle volontà speculative ormai chiare ed
evidenti, nonché della demenziale manovra di aumento dell’IVA operata
dal Governo.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. Ci troviamo, infatti, di fronte ad un crollo in quasi tutti i
settori, persino in quello alimentare, con una caduta dei consumi del
-4% ed una progressiva e sempre più radicata modifica nelle abitudini
delle famiglie, costrette a tagliare anche sul versante della qualità. Una contrazione che va di pari passo con la caduta del potere di
acquisto delle famiglie, stimata nel -7% dal 2008 secondo la
Confcommercio e destinata a peggiorare alla luce delle manovre del
Governo, destinate a gravare pesantemente sulle famiglie per gli anni a
venire. Secondo i calcoli dell’O.N.F., a regime, la manovra costerà ad
ogni famiglia ben 2.031 Euro.
La convergenza tra ricadute inflazionistiche e ricadute della
manovra economica comporterà un crollo del potere di acquisto delle
famiglie dal 2012 al 2014 di oltre 8.300 Euro. E, solo per quest’anno,
di 1.621 Euro. Di questo passo rimarrà ben poco nelle tasche degli italiani. È indispensabile, quindi, un intervento determinato per il rilancio
della domanda di mercato, prima di tutto attraverso un sostegno alle
famiglie a reddito fisso ed una seria opera di contrasto alle
speculazioni su prezzi e tariffe. Ma questo non sarà sufficiente, da solo, ad avviare una ripresa
dell’economia e della produzione e contrastare, quindi, l’avanzare di
cassa integrazione e disoccupazione. Per un pieno rilancio dell’economia
è necessaria una ripresa degli investimenti nei settori innovativi. Le risorse per tutte queste operazioni non andranno sottratte dalle tasche dei “soliti noti”, ma sono da ricercare attraverso:
- decisa lotta all’evasione fiscale,
- aumento della tassazione pagata per il rientro dei capitali “scudati”,
- tassazione sui grandi patrimoni e sulle rendite finanziarie,
- taglio ai costi della politica.
martedì 4 ottobre 2011
Azione inibitoria nei confronti della Circumvesuviana/EAV S.r.L.
Tagli al trasporto
pubblico locale
La manovra correttiva
varata dal Parlamento per garantire il raggiungimento
del pareggio di bilancio entro il 2014 prevede ingenti tagli alle
risorse destinate alle Regioni ed agli altri Enti pubblici locali. I
tagli della spesa hanno colpito duramente la Regione Campania, che
conseguentemente ha stabilito, con Delibera della Giunta Regionale
Campania n. 964 del 30-12-2010, la
riduzione delle risorse destinate dal Bilancio regionale al trasporto
pubblico locale. Tale riduzione ha interessato tutte le Aziende a
partecipazione regionale esercenti servizio pubblico su gomma e
ferro. Nella distribuzione dei tagli il 23%, rispetto al 2010, è
stato sottratto al trasporto su gomma e 15% nel settore dei treni. Il
tutto a danno degli utenti: milioni di lavoratori e studenti
pendolari appiedati e costretti a riversarsi sulle strade oppure a
sopportare i prezzi di biglietti e abbonamenti raddoppiati o
addirittura triplicati. Di fronte al peggioramento della situazione
dell’offerta complessiva che rende sempre più difficile la vita
del pendolare che si serve quotidianamente del mezzo pubblico, la
Federconsumatori ha deciso di intraprendere una serie di iniziative a
tutela del diritto alla mobilità, al fine di impedire che abbia
luogo l’inaccettabile circolo
vizioso che parte dalla riduzione dell’offerta di servizio, passa
per la riduzione della domanda di servizio, la riduzione dei ricavi
da traffico, l’aumento delle tariffe e l’aumento delle auto
private in circolazione e giunge al peggioramento dell’ambiente e
della qualità di vita per tutti i cittadini campani. Federconsumatori,
convinta che si debba procedere in una diversa direzione che potenzi
il servizio di trasporto pubblico in nome della mobilità
sostenibile, sta raccogliendo le adesioni all’azione giudiziaria
a tutela del diritto alla mobilità che i legali della
Federconsumatori hanno preparato.
Si tratta di un’azione
inibitoria ai sensi dell’art. 140 Cod. consumo, di ci segue un
breve estratto.
CLICCA QUI PER SCARICARE IL MODULO E ADERIRE ALL'AZIONE INIBITORIA NEI CONFRONTI DELLA CIRCUMVESUVIANA/EAV
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venerdì 16 settembre 2011
INFLAZIONE: LE ISTITUZIONI PREPOSTE INTERVENGANO CON SEVERI CONTROLLI CONTRO OGNI TRACCIA DI SPECULAZIONE SU PREZZI E TARIFFE.
Sempre più grave e preoccupante la
crescita del tasso di inflazione che, ad agosto, ha raggiunto
addirittura il top dal 2008, attestandosi al +2,8%. Un aumento ormai incontrollato, che si dimostra in contraddizione con l’andamento dei consumi in piena battuta di arresto. “Un andamento simile è imputabile
solo a delle volontà speculative, soprattutto in campo energetico,
grazie anche alla sciagurata idea del Governo di aumentare le accise sui
carburanti e quella dell’IVA al 21%” che impatterà soprattutto
negativamente sui costi di trasporto dei beni prodotti – dichiarano
Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. Il potere di acquisto delle famiglie è
ormai allo stremo, tanto che queste ultime sono costrette a tagliare le
proprie spese, persino quelle nel settore alimentare, per arrivare a
fine mese. Situazione su cui vanno ad infierire ulteriormente anche le
pesanti ricadute della manovra economica disposta dal Governo per ben
2031 Euro annui a regime e che continuiamo a definire iniqua, sbagliata e
deleteria per il Paese. In una situazione di questo tipo è
inconcepibile ed inaccettabile un aumento dei prezzi, che, a nostro
parere, appare ancora sottostimato dall’Istat (l’inflazione secondo le
nostre stime veleggia ad oltre il 5%). Per arginare la situazione, oltre
ovviamente contrastare manovre gravosissime per le famiglie, è
necessario predisporre un blocco immediato di prezzi e tariffe che,
secondo i calcoli dell’O.N.F. nel 2011 determineranno una stangata di
ben 1521 Euro a famiglia ed inoltre interventi mirati dalle istituzioni
preposte, per avviare severi controlli e verifiche tesi ad eliminare
ogni ombra di speculazione in ogni settore.
lunedì 18 luglio 2011
INFLAZIONE: ALLARMANTE IL TASSO AL +2,7%! LA SITUAZIONE PER LE FAMIGLIE E' DIVENUTA INSOSTENIBILE, PER GIUNTA AGGRAVATA DALLE DECISIONI DEL GOVERNO.
Si conferma gravissimo il dato relativo all’inflazione al +2,7%, al top dal 2008. Un dato
davvero allarmante ed ingiustificato, soprattutto visto nel quadro di
insieme della situazione economica del nostro Paese. Ci
troviamo, infatti, davanti a una continua ed inarrestabile riduzione del
potere di acquisto delle famiglie, per di più accentuata ed aggravata
dalla manovra economica e dalla decisione di aumentare, di nuovo,
l’accisa sui carburanti. A
preoccupare, in particolare, è la crescita dei prezzi dei prodotti
alimentari, che stando ai dati Istat aumentano del 3%, ovvero nella
stessa misura in cui diminuiscono i consumi in questo settore chiave,
vero e proprio termometro della crisi. Ma la situazione è ben più grave:
secondo i nostri dati, infatti, l’aumento dei prezzi nel comparto
alimentare è pari al +5%, con ricadute di spesa di +251 Euro annui. L’andamento
dei consumi in termini generali non va certo meglio: secondo l’O.N.F. –
Osservatorio Nazionale Federconsumatori quest’anno registrerà
un’ulteriore caduta stimata nel -1,5%. Un
tendenza confermata alla caduta del credito al consumo che, secondo i
primi dati, nel 2011 si attesterà intorno al -3%, testimoniando
l’estrema difficoltà delle famiglie di acquistare addirittura a rate! Di
fronte a questa situazione il Governo non è stato capace di fare altro
che aumentare nuovamente l’accisa sui carburanti, facendo cassa a spese
degli automobilisti e determinando pesantissime ricadute in termini
inflazionistici per tutti i cittadini, stimabili, tra costi diretti ed
indiretti, in +488 Euro annui. A
peggiorare la situazione ha contribuito anche la Bce con la decisione di
aumentare i tassi dello 0,25%, comportando una stangata fino a +312 Euro l'anno per 2,3 milioni di mutuatari a tasso variabile. “La
situazione è divenuta ormai insostenibile” – dichiarano Rosario
Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. Per questo è indispensabile prima di tutto avviare severi controlli e verifiche per eliminare ogni ombra di speculazione. Inoltre
il Governo deve intervenire tempestivamente prendendo i dovuti
provvedimenti per sostenere la domanda di mercato e rilanciare l’intera
economia, ovvero tutto il contrario delle misure contenute nella recente
manovra economica.
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