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martedì 3 aprile 2012

SI E’ PERSO IL SENSO DELLA MISURA. DISOCCUPAZIONE E PREZZI ALLE STELLE, MENTRE I CONSUMI SONO IN CADUTA LIBERA.

Il livello raggiunto dal tasso di disoccupazione in Italia dimostra l’estrema gravità della situazione in cui si trova il Paese. Di fronte al crollo dei consumi ed alle pessime stime sul PIL, un andamento simile dell’occupazione, purtroppo, era ampiamente prevedibile. “Il vero problema è che ormai il Governo, nell’intento di far quadrare i conti, ha perso il senso della misura.” – dichiara il Presidente della Federconsumatori Rosario Trefiletti. Tra la tassazione e l’aumento incontrollato dei prezzi, soprattutto nel settore energetico, le famiglie sono ridotte ormai allo stremo. Si pensi che per l’energia (benzina, riscaldamento, luce e gas) le famiglie subiranno un aumento rispetto al 2011 di +982 Euro, a cui si aggiunge la stangata per l’aumento della tassazione (addizionali IRPEF, IMU, IVA, ecc.), pari a +997 Euro annui. Il totale, solo per queste due voci, sarà di +1979 Euro, a cui si somma poi l’incessante incremento dei prezzi, dovuto anche a diffusi ed intollerabili fenomeni speculativi. Tutto ciò alimenterà ulteriormente una situazione già disastrosa sul fronte dei consumi, che non potrà che incidere negativamente sulla produzione e, quindi, sull’andamento dell’occupazione. È ora che, piuttosto che pensare a come poter legalizzare le discriminazioni sul lavoro, eliminando il reintegro in caso di licenziamento senza giusta causa, si adottino misure serie e concrete per sostenere il potere di acquisto delle famiglie a reddito fisso e per far ripartire l’economia, attraverso investimenti per lo sviluppo e la ricerca. Un’operazione indispensabile anche per arginare la disoccupazione (che ha raggiunto livelli allarmanti soprattutto tra i giovani) e la perdita di competitività del nostro Paese. Per finanziare tali interventi, come sosteniamo da tempo, bisogna incrementare non solo la lotta all’evasione fiscale (ben vengano in tal senso i blitz effettuati in diverse città), ma agire anche sulla tassazione sui grandi patrimoni e sulle rendite finanziarie.

martedì 13 marzo 2012

CRISI: DRAMMATICO IL CALO DEI CONSUMI NEL SETTORE ALIMENTARE DEL -4,8%.

I dati diffusi da Intesa Sanpaolo sulla spesa delle famiglie confermano il quadro drammatico sul disagio degli italiani, che purtroppo già conosciamo. L’elemento che continua a destare fortissima preoccupazione è il pesante calo dei consumi nel settore alimentare, che secondo i nostri dati si è attestato nel 2011 a ben oltre il -4,8%. Tale contrazione, complessivamente, ammonta a -6,3 miliardi di Euro nel mercato, pari ad una minor spesa di 264 Euro annui a famiglia, che certifica il malessere delle famiglie. Come denunciamo da tempo, si tratta di una situazione gravissima: quando la crisi arriva ad intaccare persino i consumi alimentari vuol dire che il potere di acquisto delle famiglie ha raggiunto livelli davvero allarmanti. A peggiorare la situazione è il continuo l’aumento dei prezzi, anche sulla spinta dell’incredibile rincaro dei carburanti, che anche oggi hanno toccato nuovi record. Di fronte ad uno scenario simile è quanto mai urgente intervenire per rilanciare i consumi delle famiglie e per avviare una ripresa dell’economia. In quest’ottica appare sempre più assurdo e controproducente anche solo immaginare di aumentare ulteriormente l’IVA (dal 21 al 23% e dal 10 al 12%). Un’operazione simile avrebbe effetti disastrosi sui consumi e sull’intera economia. 
Piuttosto che per affossarla ulteriormente è indispensabile agire in direzione di un rilancio dell’economia, basato su investimenti per la ricerca e l’innovazione. Le risorse necessarie per tali misure dovranno essere reperite attraverso il recupero dell’evasione fiscale, una maggiore tassazione su rendite finanziarie e grandi patrimoni.

martedì 27 dicembre 2011

CONSUMI: ANDAMENTO PEGGIORE DI QUANTO STIMATO. 4 MILIARDI LA SPESA TOTALE DELLE FAMIGLIE PER I CONSUMI NATALIZI, PARI A 166 EURO A FAMIGLIA.

Fonte FOTO: WEB.
L’O.N.F., Osservatorio Nazionale Federconsumatori, ha elaborato i dati sui
consumi relativi alle festività natalizie, pervenuti dai centri di elaborazione
dislocati nel Nord, Centro e Sud Italia (sia nelle piccole che nelle grandi città).
Purtroppo, le nostre previsioni negative sono risultate sottostimate. Infatti, in pressoché tutti i settori, si è verificata una forte contrazione rispetto ai consumi natalizi dello scorso anno. La spesa totale si è attestata a 4 miliardi di Euro, rispetto ai 4,4 che erano stati stimati. Pertanto, la spesa media a famiglia è stata di 166 Euro. Di seguito i primi consuntivi relativi ai consumi natalizi articolati nei diversi settori di spesa.
• Abbigliamento e calzature -18%
• Mobili, arredamento ed elettrodomestici -24%
• Profumeria e cura della persona -7%
• Giocattoli -3%
• Alimentazione -1,5%
• Elettronica di consumo +1%
(trainata dal passaggio al digitale terrestre
di alcune regioni e dalla vendita di smartphone)
• Editoria (libri e cd) stabile
(grazie alle forti promozioni)
• Turismo -8%
“E’ chiaro, quindi, che da tutto ciò deriva l’urgente necessità di affiancare alle
misure di riequilibrio dei conti (che solo per la manovra Monti costeranno alle
famiglie 1129 Euro), interventi determinati per avviare una nuova fase di
sviluppo, attraverso il rilancio degli investimenti nei settori produttivi.” –
dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori
e Adusbef.

giovedì 22 dicembre 2011

COMMERCIO: LA CADUTA DEI CONSUMI PURTROPPO E' DECISAMENTE PEGGIORE DI QUELLA ANNUNCIATA DALL'ISTAT. SI CONTINUA A SOTTOVALUTARE LA CRISI IN ATTO.

Sono ancora ottimistiche le stime sull’andamento delle vendite stilate oggi dall’Istat. Purtroppo, i dati raccolti dal nostro Osservatorio Nazionale rivelano una situazione ben più drammatica, che non accenna a migliorare nemmeno in occasione delle festività natalizie. Un andamento, purtroppo, ampiamente prevedibile che continua a determinare ripercussioni sempre più gravi sull’intera economia, come dimostrano i dati drammatici sul PIL italiano. “Vista la totale assenza di misure di rilancio, riteniamo che vi sia ancora una profonda sottovalutazione della crisi in atto.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. Ad essere sottovalutate sono anche le pesantissime ricadute che, tra effetti delle manovre ed intollerabili aumenti di prezzi e tariffe, si stanno verificando per le famiglie italiane, in particolar modo per quelle a reddito fisso e a basso reddito. È inaccettabile, infatti, che di pari passo con la forte contrazione dei consumi si sia registrata negli ultimi anni una costante escalation dell’inflazione: +0,5% nel 2009, +1,5% nel 2010, fino ad arrivare al livello record registrato quest’anno, del +3%. La stangata per prezzi e tariffe nel 2011, alla luce di questi aumenti, sarà estremamente pesante per le famiglie: ammonterà ad oltre 1.668 Euro. Ma a pesare sulle tasche dei cittadini non sono solo gli aumenti. Le ricadute della manovra economica del Governo Monti, a regime, saranno di 1.129 Euro, a cui vanno sommate le ricadute determinate dalle precedenti manovre, pari a 2.031 Euro annui. Il totale, nel 2014, raggiungerà una cifra impressionante, che determinerà una perdita insostenibile del potere di acquisto delle famiglie del -7,6%, con evidenti ripercussioni sul versante della produzione. Per allontanare queste drammatiche prospettive è indispensabile puntare sul rilancio della domanda di mercato e degli investimenti nei settori innovativi, vera e propria “linfa vitale” per la ripresa della nostra economia. Inoltre è necessario intervenire con determinazione per contrastare ogni forma di speculazione sui prezzi, intollerabile soprattutto in una fase come questa.

giovedì 1 dicembre 2011

NATALE 2011: ORIENTAMENTO DEI CONSUMI RELATIVI ALLE FESTIVITA' NATALIZIE. TUTTI I SETTORI IN CALO, SOLO ELETTRONICA DI CONSUMO ED EDITORIA IN CONTROTENDENZA.

Fonte FOTO: WEB.
Come già affermato, quello alle porte sarà un Natale “da brivido”, segnato da una profonda crisi dei consumi e da un potere di acquisto delle famiglie ai minimi storici. A determinare questo andamento contribuiscono, tra gli altri fattori, gli aumenti ormai incontrollati di prezzi e tariffe, che si susseguono dall’inizio dell’anno e che ormai hanno raggiunto livelli record. La situazione alla quale assistiamo si fa di giorno in giorno più grave: non solo Il malessere delle famiglie è in costante aumento, ma la contrazione dei consumi ha profonde ripercussioni anche sull’intera economia, incidendo così negativamente sulla produzione e sugli andamenti occupazionali. Alla luce di questo grave scenario L’O.N.F. ha aggiornato il monitoraggio sull’orientamento dei consumi relativi alle festività Natalizie che, secondo le nostre previsioni, registreranno una contrazione del -7% (dopo il crollo del -12% registrato nel 2010). Dai dati emersi dall’indagine previsionale dell’O.N.F., esclusivamente per gli acquisti relativi alle festività natalizie, i settori in calo saranno:
 
·      Abbigliamento e calzature -11%
·      Mobili, arredamento per la casa, elettrodomestici -14%
·      Profumeria e cura della persona -5%
·      Giochi, giocattoli, sport -1%
·      Alimentare -1%
·      Confermiamo, inoltre, anche quest’anno la previsione negativa per il settore turistico.
 
In controtendenza, invece, l’elettronica di consumi e l’editoria, che conosceranno un lievissimo aumento delle vendite:
·      Elettronica di consumo +2% (trainati dal passaggio al digitale di alcune aree del Paese)
·      Editoria +1% (grazie a fortissime promozioni).

lunedì 5 settembre 2011

BENZINA: I CITTADINI STANNO PAGANDO CARE LE VOLONTA' SPECULATIVE DI CHI OPERA NEL SETTORE E LE DECISIONI SCIAGURATE DEL GOVERNO.

Ancora rincari nel settore dei carburanti. Ma come! Il petrolio scende e i prezzi dei carburanti aumentano.  Niente di nuovo sotto il sole, purtroppo. Questa è solo l’ennesima conferma di un meccanismo speculativo ed intollerabile che va avanti ormai da anni: i prezzi si adeguano immediatamente al rialzo, ma mai al ribasso. “Qualsiasi sia la quotazione presa come riferimento, la questione non cambia.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. Anche guardando al confronto con le quotazioni del Brent registrate nei mesi passati i conti non tornano: a parità di quotazione con il periodo febbraio-marzo, e calcolando il dovuto adeguamento dovuto al cambio €/$, il prezzo attuale continua a risultare ben al di sopra di quanto dovrebbe. Se alle inaccettabili volontà speculative di chi opera nel settore, inoltre, aggiungiamo le “geniali e quanto mai appropriate” misure del Governo (che non dimentichiamo ha preso la sciagurata decisione di aumentare l’accisa sui carburanti, non una ma ben due volte, e per ben 6 centesimi) la maggiorazione del prezzo attuale risulta pari ad oltre 10-11 centesimi al litro. Un sovrapprezzo che non ricade sulle tasche dei cittadini solo in maniera diretta, per i pieni di carburante, ma anche, in maniera indiretta, sulla determinazione del tasso di inflazione (che, anche a causa di questo andamento, ha raggiunto ormai livelli record), per un totale che (tra costi diretti ed indiretti appunto) si aggira intorno ai 240 Euro annui. Siamo stanchi di dover assistere, di giorno in giorno, al peggiorare di questa situazione. Siamo stanchi di vedere il Governo fare l’esatto contrario di quello di cui ci sarebbe bisogno. Per questo, insieme alle associazioni del settore, abbiamo presentato una proposta di legge per sbloccare una volta per tutte le liberalizzazioni di cui questo comparto ha fortemente bisogno, grazie alle quali si potrebbero risparmiare anche 8-9 centesimi al litro.

 
 

MANOVRA: PIENA E CONVINTA ADESIONE DI FEDERCONSUMATORI E ADUSBEF ALLO SCIOPERO DI DOMANI.

Adusbef e Federconsumatori ribadiscono la loro piena e convinta adesione allo sciopero generale indetto per il domani dalla CGIL. “Come non condividere l’opposizione ed il netto contrasto ad una manovra non solo iniqua e sbagliata, ma quanto mai incerta e lunatica, che mina il portafogli e l’equilibrio psichico dei cittadini”  – dichiarano  i Presidenti delle due Associazioni, Elio Lannutti e Rosario Trefiletti. Una manovra che non può essere a carico sempre e solo dei soliti noti, quelli che pagano le tasse e che, mese per mese, devono fare i conti con bilanci sempre più magri e prezzi sempre più alti. Non una semplice opposizione alla manovra, ma la rivendicazione di misure più eque: lotta all’evasione fiscale, aumento di quanto pagato per il rientro dei capitali scudati, nonché della tassazione sui grandi patrimoni e sulle rendite finanziarie, oltre ad un deciso taglio dei costi della politica, anche attraverso una semplificazione istituzionale. Grande condivisione con la CGIL, inoltre, sulla denuncia che abbiamo sempre sostenuto di una mancanza totale di idee e risorse per un rilancio dello sviluppo e dell’economia nel nostro paese.

giovedì 1 settembre 2011

MANOVRA: INSOPPORTABILE ATTEGGIAMENTO SCHIZOFRENICO SULLA MANOVRA. ALLA LUCE DEL PROCURATO ALLARME QUOTIDIANO, CLASS ACTION AL CONSIGLIO DEI MINISTRI PER DANNO ESISTENZIALE.


“L’atteggiamento di questo Governo, al di là delle questioni di merito di una manovra che ribadiamo iniqua e sbagliata, pone un serissimo problema per l’equilibrio psichico delle famiglie italiane.” -  dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. Infatti le famiglie, un giorno sì e l’altro pure, sono ininterrottamente stressate da continue decisioni schizofreniche, che li interessano pesantemente. Dal contributo di solidarietà all’aumento dell’IVA, all’incostituzionale decisione sulle pensioni, poi fortunatamente ritirata, solo per citarne alcuni. Si ha l’impressione di essere di fronte a un circo Barnum, senza alcuna offesa ai lavoratori circensi. A questo punto, anche in relazione alle nuove direttive europee, abbiamo deciso di avviare un’apposita Class Action, al fine di vedere risarciti i danni esistenziali ai cittadini causati dal “procurato allarme” che quotidianamente viene dal Governo.  

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